Vivacemente insieme

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giovedì 26 gennaio 2017

30 gennaio: ricordiamo Gandhi, eroe della nonviolenza

Mohandas Karamchard Gandhi
Il 30 gennaio ricorre l'anniversario della morte di Gandhi, avvenuta a Nuova Delhi nel 1948, per mano di un fanatico Indù.
Gandhi, conosciuto col nome di Mahatma - che significa grande anima - appellativo che gli fu conferito dall'illustre poeta Tagore, nacque il 2 ottobre 1869 a Porbandar.
Politico e filosofo indiano, studioso delle religioni in cui cerca una fede universale per l’umanità, per lunghi anni si prodiga per i diritti civili degli immigrati indiani in Sudafrica.
È un pioniere e dei teorico del satyagraha, la resistenza all’oppressione attraverso la disobbedienza civile di massa. Ha portato l’India all’indipendenza e ha ispirato grandi personalità quali Martin Luther King e Nelson Mandela.

Seguendo le sue volontà, le ceneri di Gandhi furono suddivise in alcune urne e poi disperse in vari fiumi del mondo: Nilo, Tamigi, Volga e Gange. 
In India, Gandhi è stato riconosciuto come Padre della nazione e il giorno della sua nascita, il 2 ottobre, è un giorno festivo. 
Il 30 gennaio 2008, in occasione del sessantesimo anniversario della sua morte, sono state versate nel mare davanti a Mumbai le ceneri contenute nell’ultima urna non ancora svuotata.
In ricordo di Gandhi si celebra la Giornata internazionale della nonviolenza; alcuni paesi la celebrano il 2 ottobre, altri preferiscono ricordare l'Eroe della nonviolenza il 30 gennaio, giorno in cui venne assassinato.
Il suo assassino fu condannato alla pena di morte e giustiziato nel novembre del 1949, ma i seguaci di Gandhi cercarono di opporsi, perché questo era in contrasto ai suoi insegnamenti.

Gandhi ci ha insegnato che la nonviolenza è la più grande forza di cui dispone l'umanità.

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