Vivacemente insieme

Vivacemente insieme

sabato 15 agosto 2015

Le uova di struzzo

L'uovo è la cellula sessuale femminile degli animali che si riproducono per via sessuata. 
Contiene nel suo le sostanze nutritizie necessarie al primo sostentamento e la prima sintesi proteica dell'embrione.
L'uovo degli uccelli è molto simile a quello dei rettili.
Dopo la fecondazione, i tempi di incubazione per arrivare alla schiusa sono variabili: 
3 settimane per la gallina 
4 settimane per il tacchino 
6 settimane per lo struzzo. 

Le dimensioni ed il peso delle uova di struzzo variano sia nelle diverse sottospecie sia in base all'età della femmina.
Infatti, le più giovani depongono uova più piccole e più leggere.
In ogni caso, il peso dell'uovo è proporzionato al peso della femmina che lo depone e può  raggiungere i 2 kg.
Le uova vengono incubate dal maschio di notte e dalla femmina durante il giorno.
Le uova di struzzo sono color avorio.
Uovo di struzzo e uova di gallina

Uova azzurre di pettirosso

In pochi sanno che i Pettirossi oltre ad avere un bel piumaggio dal colore particolare (cui il nome fa riferimento) nascono da uova dal colore ancora più caratteristico. 
Sono uova che hanno un bellissimo colore azzurro. Non un azzurro freddo ma con una punta di giallo che lo rende più caldo; praticamente un color turchese chiaro.
Le grandi aziende hanno preso spunto dalla natura e hanno realizzato prodotti in questo colore, che hanno chiamato proprio color "uova di pettirosso". Tiffany lo ha usato e lo usa tuttora per il packaging dei suoi gioielli.
Il color "uova di pettirosso" oltre a essere usato nel campo del design, è usato anche nel campo dell'arredamento, della moda e della cosmesi.


Un dono, poesia di Gandhi

Scopri la vita,
raccontala
a chi non sa capirla.

Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.

Prendi la bontà,
e donala
a chi non sa donare.

Scopri l’amore
e fallo conoscere
al mondo.

Gandhi

Dai il meglio di te, Madre Teresa di Calcutta

Dai il meglio di te

L’uomo è irragionevole,
illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA’ IL BENE.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA REALIZZALI.

Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
NON IMPORTA FA’ IL BENE
L’onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
NON IMPORTA SII FRANCO E ONESTO.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
NON IMPORTA, DA’ IL MEGLIO DI TE.

Madre Teresa di Calcutta

La gatta che percorse 250 km per tornare a casa

Parigi.
Da Marsiglia a Nizza, 250 chilometri, a piedi. Ha impiegato sei mesi, ma alla fine Chipie, una bella gatta di otto anni, una folta pelliccia grigia e due occhi gialli e penetranti, ce l’ha fatta.
I suoi padroni, Marie-Louise e François Bellone, che nel settembre scorso avevano traslocato a Marsiglia, l’avevano portata con loro ma lei non ha gradito, e se n’è tornata a casa. 
Il viaggio si è concluso alla fine di marzo, quando la portinaia del vecchio immobile di Nizza in cui Chipie aveva “abitato”, ha sentito un flebile miagolio, e ha riconosciuto la gatta: piuttosto malconcia, affamata e piena di pulci, ma felice di aver ritrovato un ambiente “amico”.
Il veterinario ha riscontrato uno stato di deperimento e, quando Marie-Louise, incredula e felice, è andata a recuperarla, le ha raccomandato una energica cura di riposo, vitamine e soprattutto tanto affetto.

Articolo tratto da “Il Giornale”, 7 aprile 1999

Come spiegare ai bambini la flessibilità e l'elasticità mentale

Ecco un racconto introduttivo per spiegare ai bambini la flessibilità e l'elasticità mentale.
Ogni cosa va valutata in un contesto e non va bene impuntarsi sulle singole parole. 
Le regole vanno rispettate, ma alle volte prenderle fedelmente alla lettera, può portare a forti incomprensioni. 
Leggendo la scheda allegata si potranno capire le incomprensioni e gli equivoci che si possono generare.

La storia di Bastian contrario

Oriam

Quando gli chiedevano come si chiamava, rispondeva: – Ho un nome bellissimo, Oiram.
Ma non gli piaceva soltanto essere chiamato con quello strano nome. A pranzo, gli piaceva mangiare prima la frutta, poi il secondo e il contorno, e terminare con la minestra. I libri li leggeva cominciando dall’ultima pagina per finire alla prima: li gustava solo leggendoli così. Inoltre amava assai passeggiare, ma solo camminando all’indietro, come i gamberi. 
Insomma, gli piacevano, e faceva, tutte le cose a rovescio.

Un giorno conobbe una ragazza che gli fu subito simpatica.
– Come ti chiami? – le chiese.
– Ada – rispose lei.
– Non mi pare un bel nome. Io, invece, ho un nome bellissimo, Oiram. Veramente sarebbe Mario, ma io lo preferisco pronunciato alla rovescia, perché molto più bello e originale. Ti dispiace se chiamo anche te alla rovescia?
– No.
– Allora ti chiamerò Ada. Questo sì, è un bel nome.

Marcello Argilli, Che idea!, Giunti