Vivacemente insieme

Vivacemente insieme

domenica 28 febbraio 2016

Leggendo si va alla scoperta del mondo


Vivacemente, il giornalino del cuore e della mente


Lavorare con le emozioni nella scuola primaria e dell'infanzia

Il mito del centauro spiegato ai bambini

Il centauro è una figura mitologica che ha le sembianze per metà di un uomo e per metà di un cavallo.
L'origine dei centauri arriva si deve all’amore tra Issione (il re dei Lapiti) e la dea Era, moglie nonché sorella maggiore di Zeus.
I centauri abitavano nei boschi in Tessaglia. Erano considerati rozzi e volgari perché spesso si ubriacavano e diventavano aggressivi. La leggenda ci tramanda che, per questo motivo, furono decimati da Ercole e scacciati dalla Tessaglia per essere confinati nelle pendici del monte Pindo.
I centauri rappresentavano per lo più i difetti del genere umano, ma alcuni erano dotati anche di pregi come per esempio una straordinaria saggezza. Il più famoso tra i centauri virtuosi è Chirone, considerato precettore di valenti eroi.

Aiutare i bambini a comprendere e a gestire le emozioni

Pagina tratta dal libro "Alfabetizzazione Emotiva"

Alfabetizzazione emotiva a scuola

Lavorare con i bambini per aiutarli a comprendere e a gestire le emozioni, favorendo l'armonia nelle relazioni sociali in un contesto gioioso, ricco di stimoli e pronto a contrastare ogni forma di prevaricazione e bullismo.



Giochiamo ai tautogrammi con i bambini

I tautogrammi sono frasi, o brevi componimenti, in cui tutte le parole hanno la medesima lettera iniziale.
Ne riportiamo alcuni esempi perché siano di stimolo affinché ne possiate inventare altri.

Rubo rose rosse.

Rosicchio radicchio rosso.

Camminando colgo ceste con cavolfiori.

Siamo sempre senza soldi.

È essenziale essere estroversi ed entusiasti.

Prediligo pane, polenta, pasta, pomodori, peperoni, patate, pochi pasticcini.

Cucciolo, costruttiva compagnia con cui chiacchierare.

Mi mantengo magnificamente, meno male!

Domani doneremo datteri duri.

Favoleggio, faccio finta, farfuglio.

Torino: travolgente, turistica.

sabato 27 febbraio 2016

Mercurio, il figlio discolo di Giove

Illustrazione di Maria Mantovani

Come spiegare ai bambini di non dire le parolacce

I bambini spesso dicono le parolacce come segno di affermazione o come segno di rifiuto di fronte a qualcosa che viene loro imposta o, nella situazione più spiacevole, per denigrare qualcuno.
In quest'ultimo caso il problema non è tanto la parolaccia in sé, quanto il mancato rispetto dell'altro. Su questa tematica e su come gestire le emozioni (tra cui quelle negative come la rabbia) è appena uscito il libro ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA.

In questo post parliamo della semplice modalità di pronunciare qualche parolaccia per sentirsi "grandi". 
Con alcuni bambini, meno inclini ad accettare le regole oppure provenienti da famiglie dove la parolaccia è una consuetudine, diventa difficile far rispettare le buone maniere. Ma c'è sempre una strada per affrontare il problema in maniera creativa. 
È importante spiegare ai bambini che a tutti può capitare di dire parolacce e se non c'è l'intento di offendere qualcuno, la cosa non è poi così grave. Tuttavia, poiché non è elegante, se non ne si può fare a meno è meglio sostituirle con parole buffe e innocenti. 
In questo modo otterremo questi vantaggi:
- non facciamo la figura dei maleducati
- non urtiamo la suscettibilità di nessuno
- sfoghiamo la nostra rabbia e il nostro dolore fisico di quell'istante, trovando una momentanea via di scarico.

Ecco una scheda che potrete usare per affrontare questo tema.

giovedì 18 febbraio 2016

Come spiegare ai bambini la respirazione

Ecco due pagine per spiegare ai bambini la respirazione umana, quindi come funzionano i polmoni e l'importanza di un'aria pulita e ricca di ossigeno. Poi passeremo alle schede relative alla depurazione dell'aria da parte delle piante e il fenomeno della fotosintesi clorofilliana che elimina l'anidride carbonica.

Apparati e organi del corpo umano

Ecco due schede sugli apparati e gli organi del corpo umano, con spiegazioni e disegni adatti ai bambini della scuola primaria.


Sapete com'è nato il grissino?

Il grissino è nato a Torino!
Illustrazione di Chiara Gobbo




mercoledì 17 febbraio 2016

Ciclo produttivo dell'olio spiegato ai bambini


Gli occhiali: una bella invenzione



Testi per sviluppare l'immaginazione dei bambini

Ecco uno stralcio di Carlo Levi tratto da "L'orologio". Attraverso questa lettura i bambini della scuola primaria potranno comprendere come si possa fantasticare in ogni situazione; come sia possibile costruire scenari surreali partendo da semplici contesti da elaborare e arricchire con fantasia.

Quel letto era un letto sterminato, quasi senza confini. Era un grande mare calmo, dove, al solo muovere di un piede, nascevano onde e tempeste. Era una grande pianura coperta di neve, dove, sopra le ginocchia piegate, sorgevano per incanto grandi montagne bianche. Le lenzuola di lino erano così pesanti che mi schiacciavano, ma se me ne coprivo il capo, ero sotto terra, in una grotta infernale e meravigliosa.

Carlo levi, L'orologio

Attività
Far descrivere ai bambini una situazione nella quale hanno realizzato una capanna, una grotta, una piccola casa, per giocarci dentro inventando un mondo fantastico.

L'Impressionismo spiegato ai bambini della scuola primaria


domenica 14 febbraio 2016

Nessun uomo è un'isola

Nessun uomo è un'isola compiuta in se stessa
ogni uomo è un pezzo del continente
una parte del tutto
Se anche solo una zolla di terra
venisse lavata via dal mare
l'Europa ne sarebbe diminuita
come se le venisse strappato un promontorio
come se venisse a mancare
una dimora di amici tuoi
o la tua stessa dimora
La morte di qualsiasi uomo mi diminuisce
perché io sono parte dell'umanità
E dunque non mandar mai a chiedere
per chi suona la campana:
essa suona per te.

John Donne

Le preghiere dei bambini - poesia di Bertold Brecht

Non brucino più interi quartieri.
Non si vedano più bombardieri.
La notte sia per dormire.
Si cancelli la parola punire.

Le madri non debbano piangere.
Nessuno più debba ammazzare.
Che ognuno possa
qualcosa creare.

Che di tutti ci si possa fidare.
Che i giovani ottengano
tutto questo,
e anche i vecchi... ma presto.

Bertold Brecht

Crasi, unione di parole

Ecco un'altra scheda che propone nuovi giochi con le parole, utili per imparare e per far divertire i bambini in maniera costruttiva. Scopriamo insieme che cosa è la crasi.
La parola crasi deriva da un termine greco (KRÁSIS) che significa mescolanza.
Esempi di crasi nella lingua italiana sono:
gentiluomo (gentile + uomo)


giovedì 11 febbraio 2016

I cinque sensi spiegati ai bambini

Illustrazione di Maria Mantovani

Non bisogna deridere chi ha paura

Comprendere le emozioni e alimentare i sentimenti

È molto importante aiutare i bambini a comprendere le emozioni e gli stati d'animo. Aiutarli a capire quando e perché si prova rabbia, aiuta anche a stemperarla. Aiutare  a capire la gioia, aiuta ad alimentare sentimenti d'affetto. Poi sarà più facile comprendere l'importanza del rispetto, della tolleranza e della condivisione per far sì che si possano maturare in futuro rapporti equilibrati e gratificanti.

Mappa concettuale sulle abilità degli emisferi del nostro cervello

Emisfero sinistro logico - Emisfero destro creativo

Perché i rebus piacciono tanto ai bambini?

I rebus sono un'attività utile per attivare le capacità dei bambini e per spronarli a trovare nuove vie procedendo per tentativi. Ma perché questa attività piace e diverte così tanto i ragazzi?
Questo è dovuto al fatto che tutto quanto cela un mistero, tutto quanto è criptato e segreto esercita un grande fascino. Appassionando i bambini a questa attività raggiungiamo molti obiettivi, non ultimo quello di farli sentire artefici dello svelare un piccolo segreto nascosto e di sentirsi importanti e orgogliosi, accrescendo la propria autostima.
È bene iniziare con rebus più semplici per poi passare rebus più complessi con varie difficoltà.

martedì 9 febbraio 2016

Le esperienze ottimali (eudaimoniche) dette anche "Flow". La gratificazione

Illustrazione di Pucci Violi
Le esperienze eudaimoniche, esperienze vissute in sintonia con la propria natura, esternando i propri talenti, conducono gli individui che le vivono lungo un percorso di crescita benefico, arricchente, appagante. Per questo motivo tali esperienze sono definite “esperienze ottimali”, proprio perché in grado di infondere benessere sia a livello psicologico che fisico.
Provate a pensare a pittori, scrittori, musicisti che riescono a dare il meglio di loro stessi traendo da questo una profonda gratificazione, paragonabile a uno stato di estasi.
Certamente non è necessario essere artisti a grandi livelli, ognuno di noi può trarre grandi soddisfazini e gratificazioni appassionandosi al proprio lavoro o a un hobby per il quale si prova una particolare attrattiva e si intuisce una buona predisposizione.
Anche i bambini possono provare le esperienze ottimali, nello sport, nel disegno, coltivando le loro abilità in maniera creativa.
Bisogna tenere presente che un'esperienza per essere definita ottimale, quindi in grado di apportare un beneficio psicofisico, deve essere coinvolgente a livello profondo.
Un’attività che piace solo in parte, che diventa ripetitiva e poi ossessiva, o che annoia, non è certo una esperienza ottimale.
Un’attività che inizialmente piace e non annoia, ma per la quale non si è predisposti, potrebbe richiedere un livello di sforzo esagerato e finirebbe col generare ansia.

Edonia (Kahneman), Eudaimonia (Ryan, Deci)

Daniel Kahneman, Tel Aviv 1934
Nell’ambito della cosiddetta "Psicologia Postiva" distinguiamo due prospettive filosofiche, che hanno diversi aspetti in comune ma presentano anche sostanziali differenze: la prima è la prospettiva edonica (Kahneman, Diener e Schwarz), la seconda è la prospettiva eudaimonica (Waterman, Ryan e Deci).

Lo psicologo Daniel Kahneman definisce la “psicologia edonica” lo studio di “ciò che rende le esperienze e la vita piacevoli o spiacevoli”. 
Kahneman identifica nella massimizzazione della felicità umana il suo scopo principale e associa il benessere principalmente alla dimensione affettiva e alla soddisfazione di vita.
La prospettiva edonica trova le sue basi filosofiche nella teoria di Aristippo del terzo secolo a.C. che definiva il piacere come bene esclusivo da ricercare, conseguibile attraverso la capacità di mantenere il controllo nelle situazioni avverse, mantenendo un adeguato adattamento ed equilibrio. Lo scopo della vita veniva identificato nella sperimentazione della massima felicità, risultato della somma dei singoli momenti edonici.

Il fondamento filosofico della prospettiva eudaimonica può essere rintracciato negli studi di Aristotele. Il filosofo greco fu il primo a introdurre il termine eudaimonia e criticò aspramente l’idea di felicità intesa come semplice soddisfacimento di appetiti e desideri, andando a contrapporre “la vita piacevole” con “la vita buona”.

lunedì 8 febbraio 2016

Come realizzare un trenino con il riciclo

Ecco una scheda che spiega come realizzare un trenino composto dalla locomotiva e tanti vagoni, con  un'attività di riciclo creativo. 

domenica 7 febbraio 2016

Filastrocca di carnevale

Gianduia
Carnevale in filastrocca,
con la maschera sulla bocca,
con la maschera sugli occhi,
con le toppe sui ginocchi:
sono le toppe d’Arlecchino,
vestito di carta, poverino.
Pulcinella è grosso e bianco,
e Pierrot fa il saltimbanco.
Pantalon dei Bisognosi
“Colombina,” dice, “mi sposi?”
Gianduia lecca un cioccolatino
e non ne da niente a Meneghino,
mentre Gioppino col suo randello
mena botte a Stenterello.
Per fortuna il dottor Balanzone
gli fa una bella medicazione,
poi lo consola: “È Carnevale,
e ogni scherzo per oggi vale.”

Gianni Rodari