Vivacemente insieme

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sabato 27 febbraio 2016

Come spiegare ai bambini di non dire le parolacce

I bambini spesso dicono le parolacce come segno di affermazione o come segno di rifiuto di fronte a qualcosa che viene loro imposta o, nella situazione più spiacevole, per denigrare qualcuno.
In quest'ultimo caso il problema non è tanto la parolaccia in sé, quanto il mancato rispetto dell'altro. Su questa tematica e su come gestire le emozioni (tra cui quelle negative come la rabbia) è appena uscito il libro ALFABETIZZAZIONE EMOTIVA.

In questo post parliamo della semplice modalità di pronunciare qualche parolaccia per sentirsi "grandi". 
Con alcuni bambini, meno inclini ad accettare le regole oppure provenienti da famiglie dove la parolaccia è una consuetudine, diventa difficile far rispettare le buone maniere. Ma c'è sempre una strada per affrontare il problema in maniera creativa. 
È importante spiegare ai bambini che a tutti può capitare di dire parolacce e se non c'è l'intento di offendere qualcuno, la cosa non è poi così grave. Tuttavia, poiché non è elegante, se non ne si può fare a meno è meglio sostituirle con parole buffe e innocenti. 
In questo modo otterremo questi vantaggi:
- non facciamo la figura dei maleducati
- non urtiamo la suscettibilità di nessuno
- sfoghiamo la nostra rabbia e il nostro dolore fisico di quell'istante, trovando una momentanea via di scarico.

Ecco una scheda che potrete usare per affrontare questo tema.

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