Vivacemente insieme

Vivacemente insieme

venerdì 24 febbraio 2017

Metagrammi per bambini

Le avventure della famiglia Cioffi


Carl e la vicenda della torre

Illustrazione di Eleonora Barsotti
Racconto sulla matematica creativa, ispirato al matematico Carl Gauss (1777-1855).

C’era una volta un ragazzo di nome Carl che aveva il bernoccolo per la matematica.
Su ogni cosa rifletteva in termini numerici e cercava di trovare soluzioni, oppure di scovare errori se qualcosa non quadrava.  
Quando a casa si controllavano i conti del bilancio familiare: bollette, rate da pagare e spese varie, Carl buttava un occhio furtivo e, talvolta, trovava qualche errore che era sfuggito ai suoi genitori. Questo suo essere così attento e preciso, in diversi casi, aveva evitato perdite di denaro e, poiché la sua non era una famiglia ricca, ciò era importante. 
A scuola era molto bravo, ma non era spinto dalla voglia di primeggiare quanto piuttosto dal grande amore per la matematica e le scienze.

Da dove deriva la parola abitare?

giovedì 16 febbraio 2017

venerdì 10 febbraio 2017

La storia del matematico Tartaglia, vittima di bullismo

Nella pagina che segue si racconta la storia del grande matematico Niccolò Tartaglia, nato molti secoli fa, nel lontano 1500. Anche Niccolò come tanti bambini e ragazzi è stato vittima di bullismo; questo a causa di un suo difetto di linguaggio. 
Leggete la sua storia, vi appassionerete.

Una filastrocca contro il bullismo

In un periodo in cui gli episodi di bullismo campeggiano tristemente nelle pagine di cronaca dei giornali, propongo una filastrocca per fare sensibilizzazione nelle scuole.


giovedì 9 febbraio 2017

Il vestito di Arlecchino


Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

Gianni Rodari

Disegnare la maschera Alecchino

domenica 5 febbraio 2017

Significato del Carnevale


Culmine del Carnevale: 
da giovedì a martedì grasso

Il culmine del Carnevale e dei suoi festeggiamenti si concentra nei cinque giorni che vanno da giovedì grasso a martedì grasso.
Il termine "Carnevale" deriva dal latino carnem levare (eliminare la carne) facendo riferimento al periodo di quaresima (caratterizzato da astinenza e digiuno) con il quale ci si addentrava nella Pasqua, per cui l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso) si teneva un banchetto.
Martedì grasso corrisponde quindi al giorno di chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi, dato che la quaresima inizia il giorno seguente con  il mercoledì delle ceneri. 

Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò un periodo di festa ma anche di rinnovamento e giocosità durante il quale il divertimento sostituiva l'ordine costituito. Ma una volta esaurito il periodo di festa, era fondamentale il ritorno verso una seriosa normalità, garantita per un anno fino all'inizio del Carnevale successivo.

Da qui il detto: A Carnevale ogni scherzo vale!