lunedì 30 ottobre 2017

Corso di grafica creativa - Lezione 15

Impaginazione

Impaginare significa predisporre immagini e testi all'interno di una pagina, facendo un uso sapiente dello spazio, con un buon equilibrio tra pieni e vuoti.

Lavorando sull'integrazione tra testo e immagini, all'interno di una pagina, è importante saper fare un uso sapiente dello spazio al fine di ottenere un lavoro armonioso e gradevole.
Quando la pagina di un libro è bella, ci si accosta allo studio molto più volentieri. Diventa un piacere! È un po' come entrare in una bella città. Se appare pulita, ordinata, si ha più voglia di addentrarsi ad esplorare tutto il resto, altrimenti si è tentati di andarsene.
Entrare tra le pagine di un libro è un po' così: bisogna sentirsi affascinati per soffermarsi, altrimenti lo si fa solo per dovere oppure si scappa.
Pagina tratta dal libro Liberamente cl. 4a
di S. Crescini, Ed. La Scuola

Per raggiungere l'armonia all'interno di una pagina bisogna che il rapporto vuoto e pieno sia equilibrato.
Una pagina troppo piena spaventa, è come se facesse mancare l'aria, trasmette l'idea del soffocamento, risulta opprimente e stancante. Gli spazi vuoti sono molto importanti, in quanto offrono alla nostra vista e al nostro cervello una zona libera nella quale ristorarsi, prima di passare ad approfondire la nozione successiva.

Corso di grafica creativa - Lezione 14

Come rappresentare graficamente le emozioni

Ecco una scheda utile per comprendere come disegnare i volti nelle varie espressioni delle emozioni.
Con pochi semplici tratti è possibile rappresentare in modo chiaro una determinata emozione.
Ecco alcuni consigli.

Pagina tratta dal libro Liberamente cl. 4a
di S. Crescini, Ed. La Scuola

Corso di grafica creativa - Lezione 13

Saper comunicare mediante l'uso di una grafica efficace

La grafica promozionale e l'economia cognitiva

Osserva la scheda "Gli scopi della comunicazione" e leggi i dialoghi. 
Al di là delle parole pronunciate che cosa vuole intendere chi parla? Qual è il messaggio implicito?
Attraverso l'analisi di questi fumetti è semplice far intendere ai bambini che spesso al di là del messaggio esplicito, c'è un messaggio implicito sotteso nel discorso.
Ebbene nella grafica pubblicitaria c'è un messaggio implicito, nel senso che pubblicizzando un prodotto non viene quasi mai detto esplicitamente "acquistalo", bensì vengono usate frasi del tipo: Non ti piacerebbe riuscire a ottenere questo risultato?

Ci sono inoltre le pubblicità progresso nelle quali non si vuole indurre l'acquisto di qualcosa, ma si vuole indurre un determinato comportamento al fine di tutelare la società. 
Un esempio di queste pubblicità sono le campagne contro il fumo, le campagne per proteggere l'ambiente, etc.
La disciplina che studia come indurre le persone ad assumere un determinato comportamento viene definita economia cognitiva o anche economia comportamentale.
L’economia in senso esteso è la scienza delle scelte.
L’economia comportamentale studia i meccanismi mentali che spingono le persone a propendere per una scelta piuttosto che un’altra, senza rendersi conto che altri fattori hanno inconsapevolmente guidato la loro scelta.

Corso di grafica creativa - Lezione 12

La grafica come strumento essenziale per elaborare mappe mentali e concettuali

La mappe sono uno strumento utile ai ragazzi nello studio, affinché possano comprendere con più facilità e memorizzare ciò che hanno appreso.
Questa mappa è riferita alla grafica, materia che può essere introdotta in maniera semplice anche nell'ambito della scuola primaria.
Tutte le altre lezioni relative al corso di grafica le trovate all'etichetta: laboratorio_di_grafica

Corso di grafica creativa - Lezione 11

Mappe creative

Avvicinare i bambini al mondo della grafica, guidarli verso l'acquisizione di competenze per impaginare, realizzare icone, creare schemi riassuntivi (usando anche colori e immagini, in maniera creativa) significa offrire uno strumento efficace, di cui faranno buon uso anche nelle scuole superiori, al fine di migliorare il metodo di studio e favorire il processo metacognitivo.

Corso di grafica creativa - Lezione 10

Poesia visuale

La poesia visuale usa una strategia grafica per comunicare in maniera ancora più pregnante e profonda.
La progettazione grafica ci permette di dare una veste idonea ed efficace a un contenuto che desideriamo veicolare.
Nella poesia visuale la veste grafica diventa essa stessa un contenuto.
Per le altre lezioni di grafica consultare l'etichetta laboratorio_di_grafica

Corso di grafica creativa - Lezione 9

Calligrammi

I calligrammi fanno parte dell'arte grafica. 
Nel calligramma la parola è scritta in modo tale da assumere le sembianze del significato che vuole esplicitare. In pratica è un disegno che riscrive se stesso.
In alcuni casi si potrebbero definire "testi pittorici".
Per spiegare ai bambini in che cosa consistono mostrate loro alcuni esempi come quelli riportati in questa scheda.
All'interno del laboratorio di grafica invitateli a produrre dei calligrammi che poi potranno essere esposti in classe per decorare le pareti.

Corso di grafica creativa - Lezione 8

Infografica

L'infografica è molto utilizzata sui libri di scuola e in ambito didattico perché facilita la comprensione specialmente nelle materie scientifiche.
Inoltre, viene spesso utilizzata per evidenziare le varie rubriche in modo che il testo risulti di immediata consultazione.
Osservando le pagine riportate si comprende come l'infografica possa costituire un valido aiuto per memorizzare gli argomenti anche perché è molto più facile ricordare, quando si ha una chiara immagine da associare al concetto.
Comprendere come funziona il nostro cervello per imparare e per memorizzare significa compiere un percorso metacognitivo. 
Aiutate i bambini ad afferrare questi concetti, diventeranno più consapevoli e impareranno a divertirsi realizzando schede per memorizzare, corredate da piccoli disegni che potranno realizzare loro stessi. 
Tutto questo si rivelerà molto utile anche in vista della realizzazione di un giornalino scolastico.


Corso di grafica creativa - Lezione 7

Infografica

L’infografica è quella parte della grafica che ha lo scopo di trasmettere informazioni in maniera più veloce ed efficace, rispetto alla sola indicazione scritta.

Viene usata nella cartellonistica per dare indicazioni e per tutelarci dai pericoli.
Inoltre viene usata nei libri didattici allo scopo di rendere più chiare determinate informazioni che risulterebbe più difficilmente comprensibili senza l'ausilio di una immagine chiara ed esplicativa.

Corso di grafica creativa - Lezione 6

Lettering manuale

Per parlarvi di Lettering composto manualmente, vi propongo due pagine del libro "io mangio, tu mangi" di cui Lucia Giudice (pediatra) è l'autrice, mentre Pucci Violi è l'illustratrice che oltre ad aver realizzato le immagini, ha composto tutti i testi a mano. Splendido lavoro, vero?
Un tempo nelle scuole elementari c'erano gli esercizi di bella scrittura che poi sono caduti in disgrazia e sono stati messi da parte. Tuttavia, si è compreso che esercitare i bambini alla bella scrittura è un'attività che fa bene al cervello (che è plastico e in continua evoluzione) come anche altre attività di manualità fine (disegno, intreccio dei fili, uncinetto, etc.)
Inoltre, imparare a scrivere in maniera elegante e chiara è un'attività che può dare grande soddisfazione ai bambini, anche in vista della realizzazione di un giornalino scolastico che può essere realizzato interamente a mano, qualora non si abbia a disposizione un'aula multimediale.


Corso di grafica creativa - Lezione 5

Il testo e i caratteri tipografici

Parlando di grafica non si può non parlare di Lettering.
In pubblicità e in editoria, per Lettering si intende la scelta o la progettazione dei caratteri tipografici (detti anche font) da usare in un testo.

Prima di sceglierli, per poterli usare nella maniera ideale all'interno dei vostri progetti con i bambini, è importante conoscerli imparando i nomi che li caratterizzano (bastone, graziato, corsivo, grassetto, script).
Ecco la scheda con la quale potrete spiegare ai bambini le varie differenze tra i caratteri tipografici. Inoltre, va detto che ognuno viene usato per scopi precisi in situazioni differenti.
Il carattere graziato è quello che dovrebbe non affaticare la vista quindi è adatto per letture lunghe, è quello che si usa nei testi di storia, nei romanzi.
Nei libri tecnici con testi brevi, per esempio libri di matematica soprattutto eserciziari, si predilige il carattere bastone.
Il grassetto viene usato per richiamare l'attenzione su una determinata frase per evidenziare concetti importanti.
In corsivo si mettono generalmente titoli, citazioni, soprattutto se si vogliono evitare le virgolette.
Poi si sono i vari caratteri che simulano la scrittura manuale, questi possono ispirarsi alla grafia degli adulti o dei bambini; chiaramente in ogni testo vanno inseriti quelli più adatti al lettore che ne farà uso.

La prossima volta parleremo del Lettering realizzato a mano come se fosse un disegno. Quindi non si tratta di un carattere che sembra fatto a mano, ma che è veramente "handmade" o "handwrite".

Corso di grafica creativa - Lezione 4

Saper scegliere il giusto logo

Restringendo il campo di azione vi propongo ora quattro loghi di librerie per ragazzi e uno del bookcrossing che ha uno stile affine.

I bambini, sentendosi parte in causa potranno essere ancora più critici ed esprimere un loro giudizio in base a determinati criteri di valutazione. 
Dopo aver sottoposto a loro questi loghi ponete le seguenti domande e dite a ciascun bambino di assegnare un punteggio (da 1 a 10) a ciascuno dei cinque loghi.

A - Questo logo si accosta al gusto di bambini e ragazzi?
B - Ti pare una rappresentazione grafica originale e divertente?
C - È chiaro e semplice il messaggio che si vuole trasmettere?
D - Lo si può memorizzare facilmente?

Sommate i punteggi ottenuti e poi valutate quale dei cinque loghi rappresentati in questa scheda è stato giudicato il migliore.


Corso di grafica creativa - Lezione 3

Progettazione di marchi e loghi

In questa lezione vi presento una carrellata di marchi rivolti a promuovere le librerie. Essendo riferiti tutti alla stessa categoria, risulta più facile analizzarli e commentarli insieme ai bambini. Come ho spiegato nella lezione precedente oltre alla creatività è importante avere a monte uno spiccato spirito di osservazione, saper discernere ciò che può divenire un modello di ispirazione e ciò che invece non rispetta le regole di base legate alla semplicità e facile riproducibilità.

In questa scheda ci sono 20 loghi numerati. Nell'elenco che segue troverete i singoli commenti.
Insieme ai bambini potrete esprimere i vostri specifici commenti e ascoltare i loro, in modo da far emergere lo spirito critico degli allievi.
A questo punto, avranno già acquisito il livello base di competenze necessarie per cimentarsi nell'ideazione di nuovi loghi e sarà un percorso divertente e consapevole.

Corso di grafica creativa - Lezione 2

Il marchio e il logo

Ogni azienda, grande o piccola che sia, ha un suo marchio che la identifica e la rende riconoscibile al primo colpo d'occhio.
Alcune aziende hanno sia il marchio che il logo, altre hanno solo il logo.
Ma qual è la differenza tra marchio e logo?

Il marchio è un elemento grafico che contiene caratteristiche in grado di evocare il campo nel quale opera quella determinata azienda. Per esempio, un volante stilizzato, ci farà capire che quella azienda si occupa di automobili e non di prodotti alimentari. Il marchio è solo un simbolo grafico che non contiene il nome dell'azienda.
Al contrario, il logo contiene il nome dell'azienda e lo riproduce in maniera caratteristica affinché sia immediatamente riconoscibile.
Osservando le immagini sottostanti, tutto sarà di immediata comprensione.
Il volante, marchio della Mercedes, è un marchio perché non contiene il nome "mercedes".
mentre le immagini relative a FIAT sono loghi in quanto contengono il nome che viene riprodotto usando particolari caratteristiche in modo tale da essere facilmente memorizzabili dagli utenti.


Corso di grafica creativa - Lezione 1

Questo corso di grafica, proposto in varie puntate,  si rivolge a:
- appassionati che vogliono accostarsi a questa disciplina in maniera semplice e divertente
- insegnanti che desiderano organizzare un laboratorio di grafica con i loro allievi della scuola primaria o secondaria di primo grado; molto utile in vista della realizzazione di un giornalino scolastico.

Iniziamo con la definizione di "grafica".
Il termine grafica indica un prodotto relativo alla comunicazione visiva.
Occuparsi di progettazione grafica significa dare una veste a un contenuto, allo scopo di veicolare un messaggio in maniera immediata ed efficace.
La grafica si distingue essenzialmente in due grossi rami: grafica pubblicitaria e grafica editoriale.

La grafica pubblicitaria opera in ambito commerciale allo scopo di promuovere un prodotto, oppure per promuovere un'azienda realizzando un lavoro più ampio che comprende la progettazione dell'immagine coordinata.
Il grafico – che si occupa di realizzare l'immagine coordinata di una azienda deve progettare il marchio o logo (spiegherò la differenza nella lezione 2) – progetta in maniera creativa quanto segue:
biglietti da visita, carta intestata, cartelline, gadget promozionali, etc.
Questi oggetti saranno coordinati, pertanto riporteranno il medesimo logo riprodotto solo con alcune varianti (magari nel colore) permettendo così agli utenti di identificare quella determinata azienda.

La grafica editoriale opera, come dice il termine, nel campo dell'editoria e si occupa di progettazione e impaginazione di libri, riviste e giornali, con l'intento primario di offrire ai lettori una lettura gradevole, di facile consultazione e che non stanchi la vista, scegliendo quindi caratteri idonei ai lettori cui si rivolge il prodotto editoriale. 
Quando si tratta di libri per lo studio, o comunque vengono presentati dei testi lunghi, un buon grafico deve predisporre le pagine in modo che  il lettore possa subito identificare le parti più importanti, quindi essenziali, e le parti di approfondimento.
È importante inframmezzare la parte scritta con immagini di richiamo con un duplice scopo:
- alleggerire le pagine affinché il lettore, specie se è un bambino, non si senta spaventato di fronte a testi troppo lunghi;
- offrire immagini o fotografie atte a spiegare meglio quanto descritto con le parole.

domenica 29 ottobre 2017

Zucca-lampada per Halloween

Attenzione: questa attività è da svolgere con cautela.
Non lasciare coltelli e fiamme incustoditi.
Sorvegliare sui bambini che svolgono questa attività insieme a voi.

venerdì 27 ottobre 2017

Come proteggere e soccorrere i bambini in caso di infortunio

Lo sapevate che i maschietti si mettono nel pericolo il doppio delle volte rispetto alle femminucce?
Naturalmente la cosa più importante rispetto agli incidenti è prevenirli. 

Possiamo aiutare i nostri bambini, responsabilizzando quelli più grandicelli e insegnando loro che cosa può essere pericoloso e pertanto va evitato. In ogni caso noi adulti dobbiamo sempre vigilare su di loro, qualsiasi età essi abbiano, in modo da ridurre la possibilità che gli incidenti si verifichino.
Se la prevenzione non è bastata, dobbiamo essere in grado di gestire la situazione nel migliore dei modi, senza perdere la calma.

Vi propongo la visione di questo video che è un progetto no profit di Annamaria Testa.
Alcune cose le sappiamo già ma le ripasseremo, altre le acquisiremo per la prima volta. 
Utilissimo ai genitori, nonni, insegnanti, educatori e tutti coloro che stanno a contatto con i bambini.

I nostri bambini. Come proteggerli, come soccorrerli

Proteggiamo i bambini dai pericoli domestici

Attenzione ai pericoli domestici!

Durante le vacanze si sta più spesso tra le mura di casa e aumenta così il rischio di incidenti domestici. È molto importante prestare attenzione ai pericoli e prendere le dovute precauzioni.
Illustrazione di Maria Mantovani

Anche le tende possono essere pericolose

Sembrerà strano ma anche le tende sono insidiose. È importante prestare molta attenzione ai tendoni, i bambini possono usarli a mo' di mantello, per travestirsi, mascherarsi, avviluppandosi all'interno e rischiando di rimane intrappolati o peggio strozzati. Purtroppo in qualche caso è successo.
Per questo sono preferibili le tendine ai vetri piuttosto che i grossi tendoni e, se questi sono irrinunciabili, bisogna fare molta attenzione che i bambini non li usino per giocare.

Illustrazione di Emanuela Carletti

La casa è spesso luogo di pericoli

La casa, il nostro nido, un luogo che riteniamo sicuro e al riparo dai pericoli, molto spesso non lo è.
Questo accade per leggerezza, scarsa informazione, distrazione... e a farne le spese sono sovente i bambini.

Sia su Vivacemente (giornalino 0-6 anni) che su VivacementeDue (giornalino 7-11 anni) abbiamo spesso dedicato alcune pagine per cercare di sensibilizzare i genitori su questa tematica. In questo blog riprendo alcune pagine dell'argomento perché ritengo importante che l'attenzione non cali affinché gli incidenti domestici smettano di verificarsi.
Il locale più a rischio della casa è la cucina. Gli incidenti si verificano più frequentemente alle ore dei pasti. 
Spesso le pentole sul fuoco, colme di liquidi bollenti, vengono lasciate incustodite proprio sul fornello verso il centro della stanza. Meglio invece posizionarle sul fornello accanto alla parete della cucina e, in ogni caso, quando una pentola è sul fuoco la presenza dell'adulto deve essere costante.

Insegnare ai bambini a leggere l'ora

Ecco una scheda per spiegare ai bambini come leggere l'ora sull'orologio analogico.
Dopo aver letto e commentato la scheda insieme, potete aiutarli a costruire un orologio da parete usando, per esempio, un piatto usa e getta in cartone.
Con l'uso di un pennarello a punta grossa evidenziate 12 spicchi e scrivete in grande i 12 numeri.
Poi ritagliate da cartoncini di diverso colore due frecce, una corta e una lunga, per indicare ore e minuti. Fissatele al centro del piatto usando un fermacampione.
In questo modo il bambino potrà farle girare e si divertirà a indovinare l'ora giusta di fronte a ogni nuova posizione delle lancette.

I bambini e i pericoli domestici. Attenzione!

Aiutiamo i bambini a comprendere quali possono essere i pericoli domestici e soprattutto stiamo molto attenti anche noi adulti. Anche laddove ci pare che un pericolo non esista, un bambino può inventarsi un gioco bizzarro.

Illustrazioni di Pucci Violi

mercoledì 25 ottobre 2017

Quando accompagniamo i bambini a fare il prelievo del sangue

Quando accompagniamo un bimbo a fare il prelievo del sangue è importante essere sinceri e spiegargli che cosa gli faranno.
Dire andiamo al parco o in ludeteca ed entrare poi in un laboratorio analisi o in un ospedale, gli farà perdere la fiducia in noi. Quindi evitiamo bugie.
Spieghiamo che per controllare il suo stato di salute è utile, ogni tanto, effettuare un piccolo prelievo di sangue che è quasi indolore. Potrà sentire solo come il pizzico di una zanzara, con la differenza che il pizzico del prelievo di sangue dopo non prude, invece quello della zanzara sì e alla lunga è molto più fastidioso. 
Promettiamo al nostro bambino qualcosa di piacevole che faremo subito dopo il prelievo: una colazione di suo gusto, e magari l'acquisto di un giornalino o libro da leggere poi insieme.
In questo modo riusciremo a contenere le emozioni negative come l'ansia e la paura di qualcosa di non chiaro e temibile.

lunedì 23 ottobre 2017

Fumetti per bambini della scuola primaria

Continuano le avventure della famiglia Cioffi con le fobie di Rudy Cioffi in cucina.
Ricordiamo che la paura è un emozione nei confronti di qualcosa di preciso.
L'ansia è un emozione nei confronti di qualcosa di indefinito e più astratto (si può assimilare con una forma di angoscia di cui non si riesce a stabilire con esattezza la causa).
La fobia è un timore esagerato per qualcosa che nella realtà non è così pericoloso (per esempio c'è chi ha la fobia dei piccioni o dei ragni).


domenica 22 ottobre 2017

Cruciverba sillabico illustrato per bambini


Cruciverba dei contrari, per bambini della scuola primaria

Ecco un divertente cruciverba per bambini, per acquisire dimestichezza con i contrari.

Cruciverba dei sinonimi, per bambini della scuola primaria

Scheda didattica per lavorare con i sinonimi

Rebus per bambini della scuola primaria

Rebus per bambini della scuola primaria

Rebus divertenti e colorati

martedì 17 ottobre 2017

De Bono e i Sei cappelli per pensare

Edward De Bono (Malta 1933) è medico e psicologo, nonché studioso e autore di moltissimi libri a carattere divulgativo sui temi della mente delle sue potenzialità.
È l'ideatore del concetto di "pensiero laterale" che è un neologismo nato per identificare il pensiero divergente in antitesi al pensiero consequenziale logico-razionale (detto anche lineare).
È considerato una autorità nell'ambito del pensiero creativo.
È anche ideatore del Programma di Pensiero CoRT per le scuole, che è un programma parecchio utilizzato a livello internazionale per promuovere le abilità di pensiero.

I suoi libri più noti sono Il meccanismo della mente e Sei cappelli per pensare.

Il Meccanismo della Mente

In questo libro Edward De Bono descrive come la rete nervosa del cervello si comporta seguendo schemi fissi secondo un sistema auto-organizzato. Partendo da queste basi di carattere scientifico, De Bono ha forgiato la sua metodologia sulle abilità del pensiero.

Sei cappelli per pensare

In questo libro Edward De Bono spiega come in molti ambiti (lavorativi o scolastici) possa essere utile per condurre gruppi di lavoro condividere idee e progetti in maniera pacata e rispettosa esaminando la situazione sotto vari punti di vista, valutando pro e contro, ipotizzando nuovi percorsi inesplorati.
I sei cappelli sono simbolici e vengono utilizzati con le modalità di seguito esposte.

lunedì 16 ottobre 2017

Perché si sbadiglia?

Non si sbadiglia per disinteresse, ma per contrastare la fatica o la fame... oppure perché c'è qualcuno che sbadiglia accanto a noi...

Illustrazione di Lucrezia Giarratana

sabato 14 ottobre 2017

La ruota delle stagioni e dei mesi

Questa allegra ruota è utile per imparare i nomi delle stagioni e dei mesi e per capire come si avvicendano nel corso dell'anno solare.
Si può stampare, incollare su un cartoncino e ritagliare.

venerdì 13 ottobre 2017

Creatività e plasticità neuronale


La creatività
Per creatività intendiamo la capacità, la abilità di inventare qualcosa o di scoprire strade nuove per arrivare a risultati diversi e imprevedibili. L’imprevedibilità delle nuove idee sta a indicare che esse non sono necessariamente il risultato di ragionamenti logici.
È un luogo comune vedere la creatività come un dono misterioso o una mera predisposizione genetica. Molti pensano, in modo categorico, che questa possa esserci o non esserci. Spesso, ci si abbandona di fronte al presupposto infondato di non possederla e tanto meno di poter riuscire a svilupparla.
Certamente c’è chi è più versatile, flessibile e predisposto a elaborare idee originali, ma la nostra mente può essere allenata affinché possa orientarsi al pensiero divergente (detto anche pensiero laterale), sviluppando le abilità dell’emisfero destro, anziché solo quelle legate al pensiero logico-razionale proprie dell’emisfero sinistro.

Pensiero divergente e pensiero creativo
Concedendo ampio spazio al pensiero divergente come in una sorta di brainstorming, ci abitueremo a lasciar fluire liberamente le nostre idee più originali frutto della fantasia dell'emisfero destro. Poi, grazie alla logica e razionalità dell'emisfero sinistro, potremo discernere le idee più interessanti e concretizzabili che si possono considerare davvero "creative" secondo il concetto di "nuovo e utile", quindi non soltanto fantasiose e stravaganti.
In definitiva, il pensiero creativo è la parte nobile del pensiero divergente.

Per approfondimenti sul concetto di "nuovo e utile" visita il sito di Annamaria Testa:
https://nuovoeutile.it

Plasticità neuronale
Il cervello è l’organo più complesso e misterioso che si conosca; tuttavia si sa con certezza che alla base dell’apprendimento e della capacità di produrre nuove idee c’è la “plasticità neuronale”. Con questo termine si definisce l’abilità del cervello di plasmare se stesso attraverso il rimodellamento della rete delle sinapsi, cioè dei collegamenti fra i neuroni (le cellule del cervello).
Allenare la mente tenendola in esercizio significa consentire al cervello un costante rimodellamento per garantirne l’efficienza. È altresì importante sottolineare che il cervello, per essere “plastico”, deve trovarsi nella giusta condizione di equilibrio chimico affinché ci sia un efficiente scambio di informazioni fra i neuroni.

Condizioni di equilibrio - OMEOSTASI
La condizione di equilibrio si raggiunge attraverso i meccanismi di autoregolazione dell’omeostasi che riescono a funzionare bene solo in assenza di interferenze di sostanze esogene come droghe o pesanti  farmaci.
Gravi stati depressivi, uso di droghe e abuso di alcol, possono alterare la chimica del cervello, innescando situazioni in cui non solo vengono penalizzati i processi di apprendimento, memorizzazione, capacità di elaborare nuove idee, ma si può anche arrivare ad un ottundimento delle emozioni che modifica il nostro comportamento sociale, relegandoci in un stato di apatia e sofferenza.

Impedimenti e schemi fissi
L’ondata creativa è da considerarsi un vero e proprio flusso di idee che approdano alla mente scorrendo libere da impedimenti. Questi impedimenti possono essere dovuti a stati patologici di stress in cui la neurochimica del nostro organismo è alterata oppure a condizionamenti che innescano in noi determinati schemi fissi.
Quando nella quotidianità si incontrano parte di questi schemi, la superficie mnesica completa il resto, secondo il disegno che abbiamo in mente. Questo è un sistema di comunicazione a innesco o inerzia.
Tale sistema può essere molto utile in diverse situazioni, in quanto ci consente di individuare in anticipo pericoli, problemi o altro, ma in certi casi ci blocca in una sorta di schema rigido che ci inibisce nel comprendere o fronteggiare situazioni apparentemente o inizialmente simili, ma che poi si rivelano differenti e richiedono per la loro soluzione un approccio nuovo e creativo.


Educare al pensiero creativo
Educare al pensiero creativo significa guidare il bambino affinché sappia ridefinire i problemi (problem setting) e cercare nuove strategie per affrontarli (problem solving). Quindi non solo ragionare su schemi già appresi con il pensiero deduttivo, ma imparare a far uso in modo autonomo e spontaneo del pensiero esplorativo e produttivo.


Imparare e pensare
Pensare non è sempre naturale ed imparare non è pensare. Per pensare si intende una riflessione generativa. In tale ottica imparare è un processo meno attivo di pensare.
Noi abbiamo essenzialmente due forme di pensiero. C’è innanzi tutto il pensiero più semplice, che cerca di comprendere le cose, così come sono, facendo un semplice ragionamento che porta da A a B. Tale forma di pensiero (la più diffusa nelle situazioni scolastiche) si limita a scrutare la realtà e assorbirla. 
Ma, oggi, si tende a lasciare più spazio al pensiero produttivo in grado di muoversi da A a B con collegamenti (che fanno uso di mappe mentali) non sempre evidenti e in grado di trarre conclusioni da osservazioni, meno ovvie, non individuate a prima vista.

Il pensiero logico razionale (detto anche pensiero verticale) fa uso dell'emisfero sinistro e può essere rappresentato dalle mappe concettuali.

Il pensiero laterale (detto anche divergente) fa uso dell'emisfero destro e può essere rappresentato attraverso le mappe mentali.

giovedì 12 ottobre 2017

Cambiamenti climatici e agricoltura: il futuro che ci attende

Appuntamento sabato 28 ottobre 2017 con l'ottava edizione di MeteoLab.
Questo incontro di carattere scientifico è dedicato alla Meteorologia e Climatologia delle Alpi ed è organizzato dall'Associazione Forte di Bard in collaborazione con la Società Meteorologica Italiana e l'Equipe Arc-en-Ciel.
Studiosi e appassionati si confronteranno quest'anno sul tema:
Cambiamenti climatici e Agricoltura: quale futuro?

COME PARTECIPARE
Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria sino ad esaurimento posti
Info e prenotazioni
Tel. +39 0125. 833816
eventi@fortedibard.it

Visita il sito del Forte di Bard


La fillotassi spiegata ai bambini

Come si dispongono i fiori e le foglie sulle piante?
È frutto di casualità oppure la natura segue un suo disegno?
In natura quasi nulla è lasciato al caso. E anche quando pare che sia la casualità a governare l'andamento delle cose, in realtà poi si scopre che non è così.

I bambini che sono molto curiosi e vanno spesso alla ricerca dei perché potrebbero domandarvi perché le foglie e i fiori si dispongono in un modo così particolare, dando origine a disegni meravigliosi.
C'è una scienza precisa che si occupa di studiare questi fenomeni; essa si chiama fillotassi.


La fillotassi è una branca della botanica che studia l’ordine con cui le foglie e i fiori si distribuiscono sulle piante, dando origine a forme geometriche in molti casi spettacolari e suggestive.
Anche i petali di moltissimi fiori sono disposti come se un’ intelligenza superiore avesse seguito i numeri secondo la successione di Fibonacci

Infatti, in molti alberi, scegliendo una foglia su uno stelo (cui si assegna il numero “0”) e contando il numero di foglie fino ad arrivare a una foglia perfettamente allineata con la foglia “0”, si ha un numero di Fibonacci. 
Per esempio nell’olmo le foglie si distribuiscono in modo tale che partendo da una foglia si arriva alla foglia sopra con la spirale che attraversa 3 foglie. 
Nel ciliegio per ottenere la stessa cosa devo attraversare 5 foglie, mentre nel pero 8 foglie.

Fillotassi è un termine che deriva dal greco phyllon=foglia + taxis=ordine. 

La successione di Fibonacci spiegata ai bambini

La successione di Fibonacci è una successione di numeri interi in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti.
Tale successione prende il nome da Leonardo Pisano, un grandissimo matematico conosciuto come Fibonacci.
I primi due termini della successione sono 0 e 1.
Si procede sommando:
0+1= 1   1+1=2   1+2=3   2+3=5   3+5=8   5+8=13  e così via...
Pertanto, i primi termini della successione risultano:
0   1   1   2   3   5   8   13   21   34   55   89


Esiste una relazione tra successione di Fibonacci e proporzione aurea nel senso che, dividendo un numero di Fibonacci per quello precedente, si ottiene un numero che si avvicina molto alla sezione aurea (detta anche proporzione aurea o proporzione divina).
Leggi anche la scheda sulla proporzione aurea

Il ciclo idrologico spiegato ai bambini della scuola primaria

Il ciclo idrologico detto più semplicemente ciclo dell'acqua è un ciclo che si ripete grazie all'azione del Sole (agisce da motore propulsivo) che fa passare continuamente l'acqua da uno stato ad un altro:
– solido (ghiacciai)
– liquido (mari, fiumi, torrenti, laghi)
– gassoso (nubi).
Sotto l'azione del sole l'acqua evapora e sale nell'atmosfera. A causa delle correnti darà poi origine alle precipitazioni (pioggia, neve, grandine...).
Quando precipita nei fiumi, poi raggiunge i mari e gli oceani.
Quando precipita sul terreno viene assorbita da esso.
Quando si posa sulle vette si ghiaccia e forma i ghiacciai che costituiscono una preziosa riserva d'acqua.
L'inquinamento e il surriscaldamento della Terra sono fenomeni che vanno a incidere negativamente sul naturale ciclo dell'acqua che può venire compromesso. Per esempio quando i ghiaccia si sciolgono troppo in fretta, in seguito ai rialzi delle temperature fuori stagione.
Illustrazione di Chiara Gobbo

sabato 7 ottobre 2017

Aiutare i bambini a coltivare la felicità

La felicità è qualcosa che va coltivata valorizzando gli eventi piacevoli e gli aspetti positivi di ogni situazione, maturando nel contempo uno spirito equilibrato e armonioso in grado di incassare i momenti difficili – inevitabili nella vita di ognuno – per strutturare la resilienza (capacità di resistere alle difficoltà).
Se siamo avviliti per qualche motivo cerchiamo di ridimensionare il nostro dispiacere in un certo intervallo di tempo e di spazio.

giovedì 5 ottobre 2017

Consigli per crescere bambini felici, a casa e a scuola

Ecco una scheda illustrata nella quale sono riassunti i principali consigli per crescere bambini felici.
Gli ingredienti fondamentali sono il buon senso, la semplicità, la pazienza e l'amore (anche se quest'ultimo sembra quasi superfluo nominarlo).
Illustrazioni di Pucci Violi

mercoledì 4 ottobre 2017

Come crescere bambini felici

In base ai sondaggi della OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) la Danimarca risulta il Paese in cui si vive più felici fra quelli delle Nazioni Unite (alla quale aderiscono 193 Stati del mondo).
Questo dato ha fatto sì che si accendessero i riflettori per comprendere i meccanismi che hanno portato i Danesi a vivere gioiosamente la vita. Alla base di tutto c'è la famiglia, i valori dell'attaccamento e della condivisione.
Secondo le osservazioni e gli studi condotti per oltre dieci anni da Jessica Alexander (giornalista americana sposata con un danese) e Iben Sandahl (psicologa) crescere bambini felici, che un giorno saranno adulti felici e a loro volta portatori di gioia, si può. Ce lo spiegano nel libro "Il metodo danese per crescere bambini felici", una guida pratica per evitare errori, che possono generare ansia e stress, con suggerimenti per conseguire soddisfazioni e gratificazioni attraverso l'empatia, maturando un buon rapporto figli/genitori.

Ecco alcuni consigli.

1. Alimentate il contatto con la natura trascorrendo, per quanto possibile,  ore all'aria aperta alla scoperta del mondo circostante.

2. Lasciate spazio alla creatività e all'immaginazione, attraverso il gioco creativo.

3. Favorite il gioco libero, anche da soli. In questo modo si rielaborano le esperienze e i conflitti. Attraverso i giochi di immedesimazione, usando voci diverse in ruoli diversi, i bambini sono in grado di riprodurre le situazioni circostanti e questo per loro è terapeutico.

4. Trascorrete tempo con loro, raccontando di quando eravate piccoli voi, mettendo in luce analogie e contrasti tra due generazioni.

5. Parlate loro di emozioni e insegnate l'empatia. Spiegate che cosa si prova e perché, dando un senso alle loro sensazioni di irrequietezza e rabbia quando esse si verificano. Non colpevolizzateli anche quando sbagliano in modo che in seguito non tendano a mentire per paura di giudizi o punizioni. 

6. Praticate lo spirito di squadra. Cercate molti momenti per fare delle attività insieme come leggere, passeggiare, ma anche cucinare, sparecchiare, riordinare. Strutturando il senso di appartenenza e condivisione ne guadagnerà anche il benessere in famiglia.

martedì 3 ottobre 2017

Il bonobo è dotato di empatia e spirito di solidarietà

La vita felice dei bonobo


Il bonobo è è un primate della famiglia degli ominidi.
Viene chiamato anche "scimpanzé pigmeo" o "scimpanzé nano".  
Oltre che per le ridotte dimensioni, i bonobo si distinguono dagli scimpanzé comuni per il colore nero del muso (tranne le labbra che sono rosa) e per i ciuffi di peli alla sommità della testa. In età matura possono evidenziare segni di calvizie.
In base agli studi scientifici, si stima che che la linea evolutiva dei progenitori di scimpanzé e bonobo si sia separata da quella dei progenitori degli umani circa 5 milioni di anni fa.
Invece, la separazione tra le linee evolutive di bonobo e scimpanzé viene si ritiene sia avvenuta circa un milione di anni fa. La causa si pensa sia dovuta al fatto che né gli scimpanzé né i bonobo sono in grado di nuotare e l'assetto del corso del fiume Congo ha impedito i contatti avviando un processo di differenziazione.
L'habitat naturale dei bonobo sono le foreste pluviali dell'Africa centrale (Congo) a circa 500 metri sul livello del mare, con clima caldo-umido. Soltanto in rare occasioni i bonobo si addentrano in aree non boschive. 
Si cibano in gran parte di frutta e verdura (molto più degli scimpanzé) ma cercano anche proteine di origine animale.
I bonobo (come gli scimpanzé) si muovono da quadrupedi e usano le nocche delle mani per appoggiarsi al suolo.
Vivono in comunità formate da una cinquantina di elementi (uomini, donne, cuccioli). La loro convivenza è molto pacifica. I bonobo sono dotati di empatia, sono in grado di provare compassione, di mostrare gentilezza e solidarietà. La loro vita è molto ricca di scambi di affettività. Sono gli unici animali che si baciano come noi umani. Secondo alcuni studiosi la loro vita felice è dovuta ai loro atteggiamenti di trasporto affettivo in grado di contenere i livelli di stress e le rivalità.
Alcuni studi sui bonobo in cattività hanno mostrato un particolare comportamento che vorrei portare alla vostra attenzione, perché potrebbe essere utile per parlare di lotta al bullismo e di solidarietà verso chi ne è vittima. Tale comportamento viene messo in atto quando c'è un'aggressione verso un membro di un gruppo, da parte di un altro membro. La vittima dell'aggressione viene sostenuta dai membri del suo gruppo con il "contatto affiliativo" (sedersi a stretto contatto, abbracciandosi, accarezzandosi, grattandosi a vicenda). Questa forma di comportamento evoluto ha lo scopo di contenere il disagio della vittima dell'aggressione e inoltre diminuisce le probabilità che si verifichino altre aggressioni nei suoi confronti, in futuro.

Racconti di Kafka adattati per bambini

Cari insegnanti, vi propongo un meraviglioso e poco conosciuto racconto di Kafka dal titolo "Una relazione per un'accademia". 
In questo caso avviene il passaggio inverso rispetto a ciò che avviene nel più celebre racconto "La metamorfosi" in un cui un uomo si trasforma in un animale.
In "Una relazione per un'accademia", una scimmia diventa uomo. 
Numerosi sono i rimandi significativi sottesi nella storia, che vi consentiranno molti spunti di riflessione in classe.
In primis, viene fatto notare come gli animali sappiano assumere comportamenti migliori rispetto alla misera condotta dell'uomo che spesso è senza scrupoli nei confronti di ciò che lo circonda.
La scimmia lottando, contro la prigionia inflittale dall'uomo, insegue la ricerca di una via di uscita, di un'ancora di salvezza, di una via d'uscita e di una ragione di vita. 
Senza farsi attanagliare dalla disperazione e dalla rabbia, osservando con distacco e lucidità il comportamento umano e le sue bassezze, prenderà una decisione. 
La sua scelta astuta la porterà verso la salvezza. 
Arrivata nel porto di Amburgo inizierà a lavorare nel varietà. Rifugiandosi nell'arte troverà la soluzione per superare le ferite e la prigionia.
L'adattamento di questo racconto è illustrato da Pucci Violi.