domenica 1 ottobre 2017

Aiutare i bambini a coltivare la felicità

La felicità è qualcosa che va coltivata valorizzando gli eventi piacevoli e gli aspetti positivi di ogni situazione, maturando nel contempo uno spirito equilibrato e armonioso in grado di incassare i momenti difficili – inevitabili nella vita di ognuno – per strutturare la resilienza (capacità di resistere alle difficoltà).

Se siamo avviliti per qualche motivo cerchiamo di ridimensionare il nostro dispiacere in un certo intervallo di tempo e di spazio.
Quanto tempo potrà durare la rabbia per un oggetto che si è ammaccato o per una vacanza annullata? Non è certamente un fatto che ci condizionerà per tutta la vita, quindi dobbiamo vederlo in quell'arco di tempo e presto ci peserà più.
Se abbiamo fatto brutta figura in un determinato ambito e non siamo riusciti a dimostrare quello che realmente valiamo, dobbiamo pensare che in altre situazioni (diverse o più ampie) impegnandoci riusciremo a dare il meglio.

Quando accade qualcosa di negativo, questo non va "non riconosciuto" rifugiandosi in un ottimismo forzato e lontano dal contesto di reale difficoltà. Piuttosto ci si può chiedere se questo evento, per quanto spiacevole, non potrà generare qualche rimando positivo. Per esempio un periodo di malattia può accrescere la sensibilità, rafforzare vecchie amicizie o stabilirne di  nuove. Gli eventi negativi non vanno mai negati, ma superati con forza guardando al futuro. 

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