venerdì 3 novembre 2017

Mappe concettuali e mappe mentali, ecco la differenza

È importante capire la differenza tra mappe concettuali e mappe mentali.

Le mappe concettuali sono state messe a punto dall'accademico statunitense Joseph Novak (1932). È stato un illustre professore di Didattica, la sua ricerca si è focalizzata sui processi di apprendimento e la rappresentazione della conoscenza attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti educativi.

Le mappe mentali sono state elaborate dallo psicologo inglese Tony Buzan (1942) noto per essere l'autore di molti manuali su tecniche di apprendimento, memorizzazione e lettura veloce, che hanno poi riscontrato una larga diffusione. 

Già a un primo colpo d'occhio le mappe mentali appaiono diverse dalle mappe concettuali.
Le mappe concettuali sono più ordinate, precise, organiche, schematiche. Presentano una struttura reticolare. Solitamente (ma non necessariamente) iniziano dall'alto e procedono verso il basso in maniera gerarchica.
Le mappe mentali appaiono meno rigide, solitamente iniziano dal centro e si estendono verso l'esterno con molte diramazioni.  Sono molto allegre e variopinte, per questo sono molto adatte per i bambini e ragazzi (adatte anche per bambini con BSE e DSA).
Una volta gettata la prima stesura, si possono arricchire con più facilità, con nuovi spunti che le rendono creative e dinamiche. Fluiscono liberamente come il pensiero divergente. È molto utile giocare sul colore e sull'infografica aggiungendo icone e scritte particolari come anche i calligrammi.

Di seguito sono riportati due esempi.
La prima è una mappa concettuale.
La seconda è una mappa mentale la cui fonte è: circles of innovation.


Per ulteriori approfondimenti sulle mappe per l'apprendimento, vi invito a visitare il Blog di Giuseppe Vitale. Troverete utili spunti e riflessioni al link 

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