martedì 30 gennaio 2018

Filastrocche di carnevale per i bambini della scuola primaria

Illustrazione di Pucci Violi

Filastrocche divertenti sul carnevale

Illustrazione di Pucci Violi

Filastrocca di carnevale

Gianduia
Carnevale in filastrocca,
con la maschera sulla bocca,
con la maschera sugli occhi,
con le toppe sui ginocchi:
sono le toppe d’Arlecchino,
vestito di carta, poverino.
Pulcinella è grosso e bianco,
e Pierrot fa il saltimbanco.
Pantalon dei Bisognosi
“Colombina,” dice, “mi sposi?”
Gianduia lecca un cioccolatino
e non ne da niente a Meneghino,
mentre Gioppino col suo randello
mena botte a Stenterello.
Per fortuna il dottor Balanzone
gli fa una bella medicazione,
poi lo consola: “È Carnevale,
e ogni scherzo per oggi vale.”

Gianni Rodari

lunedì 29 gennaio 2018

I detti latini più conosciuti e facili da ricordare

La saggezza nei detti latini

De gustibus non est disputandum (Sui gusti non si discute)
Omnia vincit amor (Tutto vince l’amore)
Fortuna caeca est (La fortuna è cieca)
Audaces fortuna iuvat (La fortuna aiuta gli audaci)
Amicus verus rara avis (Vero amico, uccello raro)
Manus manum lavat (Una mano lava l’altra) – Seneca
Nomen omen (Un nome, un destino)
Semel in anno licet insanire (Una volta l’anno si può trasgredire)
Ridendo dicere verum (Scherzando dire la verità) – Cicerone
In medio stat virtus (La Virtù risiede nella via di mezzo)
Qui non est mecum contra me est (Chi non è con me è contro di me)
Historia magistra vitae (La storia è maestra di vita) – Cicerone
Facis de necessitate virtutem (Fai di necessità virtù)
Roma caput mundi (Roma capitale del mondo)
Facta non verba (Fatti, non parole!)
Nemo propheta in patria (Nessuno è profeta in patria)
Homo homini lupus (L’uomo è un lupo per l’altro uomo) – Plauto
Omnia vincit amor (Tutto vince l’amor) – Virgilio
Repetita iuvant (Le cose ripetute giovano)
Mala tempora currunt (Corrono cattivi tempi)
Veni vidi vici (Venni, vidi, vinsi) – Caio Giulio Cesare
Memento mori (Ricordati che si muore)
Frangar, non flectar (Mi spezzerò ma non mi piegherò) – Seneca
Risus abundat in orae stultorum (Il riso abbonda sulla bocca degli stolti)
Est modus in rebus (C’è una misura in tutte le cose)
Verba volant scripta manent (Le parole volano gli scritti rimangono)
Mens sana in corpore sano (Mente sana nel corpo sano) – Giovenale
Carpe diem (Vivi alla giornata)
Errare humanum est, perseverare diabolicum (Sbagliare è umano, perseverare è diabolico)
Dura lex, sed lex (La legge è dura, ma è la legge)
Summus Ius, summa iniuria (Massima applicazione della legge, massima ingiustizia)

Archita da Taranto raccontato ai bambini


Chi ha inventato l'aquilone?

venerdì 26 gennaio 2018

Media, moda e mediana spiegate in modo semplice

Ecco due pagine per spiegare in maniera semplice, con un esempio immediatamente comprensibile, i concetti di media, moda e mediana, ai bambini della scuola primaria.

giovedì 25 gennaio 2018

Dal diario di Anna Frank

Propongo due pagine tratte dal testo (di cui ho curato la realizzazione) Pista di Lavoro, corso di letture e formazione linguistica per la scuola elementare.

Pista di Lavoro, Ines Pianca, Ed. La Scuola, 2000

Pista di Lavoro, Ines Pianca, Ed. La Scuola, 2000

Come spiegare ai bambini il significato della Giornata della Memoria

Per spiegare ai bambini il significato della Giornata della Memoria, propongo di iniziare con la lettura di un brano, dopo il quale verranno spontanee domande e approfondimenti.
Il brano che ho selezionato per voi, e che trovate in questo blog, è tratto dal racconto IL CANE di Eric Emmanuel Schmitt.
Questa storia è ambientata ad Auschwitz, proprio il giorno 27 gennaio, giornata scelta per commemorare l'Olocausto (meglio definirlo Shoah).
Il 27 gennaio del 1945 vennero chiusi i cancelli del campo di concentramento ad Auschwitz e i sopravvissuti, ormai liberi, senza forze, senza cibo e abbandonati a loro stessi, iniziarono il loro cammino verso una nuova vita...

Secondo il parere dei pedagogisti è bene non presentare ai bambini scene cruente e troppo impressionanti, ma in virtù della loro età e sensibilità, è meglio essere cauti seppur sempre sinceri.

Nel brano che ho scelto viene presentato il quadro di quel fatidico giorno, scenari desolanti, ma all'orizzonte appare anche la speranza e la voglia di ricominciare, illuminata dalla tenera storia di affetto tra un cane e un superstite che fanno amicizia e affrontano insieme freddo e fame...

martedì 23 gennaio 2018

Che differenza c'è tra i termini Olocausto e Shoah?

Il Giorno della Memoria è stato così designato dalla risoluzione dell'Assemblea Generale dell’ONU n. 60/7 nel giorno 1 novembre 2005.

Il Giorno della Memoria celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 per opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa. Il 27 gennaio è così divenuto il ”Giorno della Memoria” ed è dedicato a riflettere ricordando “ciò che fu” e che “mai più” dovrà accadere.

Con il termine Olocausto si vuole indicare lo sterminio degli ebrei d’Europa.

lunedì 22 gennaio 2018

Stimolare l'intelligenza emotiva nei bambini

Per sviluppare l'intelligenza emotiva nei bambini, ovvero l'intelligenza intrapersonale (capacità di comprendere le proprie emozioni e gestirle con equilibrio) e l'intelligenza interpersonale (capacità di comprendere le emozioni altrui) propongo altre schede utili ad affrontare un percorso di sensibilizzazione sul linguaggio non verbale.
Imparare a riconoscere le emozioni attraverso le espressioni del viso e la gestualità è molto importante. I bambini che hanno difficoltà a interpretare gli stati d'animo altrui vanno aiutati e supportati in modo particolare. Intanto va compreso che essi non mancano di sensibilità anche se in passato sono stati spesso accusati di essere superficiali o addirittura strafottenti per non aver colto attraverso i gesti o lo sguardo, una determinata richiesta. È importante che i bambini più facilitati nel comprendere le emozioni, i comandi, etc. siano sensibilizzati affinché accettino il fatto che altri compagni necessitino di più tempo per l'apprendimento delle regole. 
Allo scopo, psicologi e pedagogisti hanno elaborato le cosiddette tavole delle regole sociali, nelle quali vengono illustrate a determinate situazioni spiegando il comportamento necessario da tenersi in diversi contesti.
Per esempio ci sono le tavole sociali per spiegare che in sala d'attesa si sta composti senza disturbare gli altri e si attende il proprio turno magari sfogliando un giornalino o parlando sottovoce con chi è seduto accanto.
Tutto ciò che per alcuni bambini si acquisisce spontaneamente osservando le altre persone, i loro comportamenti e le loro espressioni, per altri bambini questo processo non avviene in maniera istintiva ma le regole sociali vanno opportunamente spiegate, meglio ancora se corredate con illustrazioni.
A questo proposito leggi anche: sindrome_Asperger

Nomi primitivi, derivati, alterati

Ecco una scheda per spiegare ai bambini della scuola primaria i nomi primitivi, derivati, alterati, e per imparare a riconoscerli.

Nomi alterati spiegati ai bambini

sabato 20 gennaio 2018

La scuola di Davide

Il libro "La scuola di Davide" scritto da Claudio Berretta nella forma del romanzo, narra con grande sensibilità la storia sofferta di Davide e del suo insegnante di sostegno.
Davide, allievo certificato come portatore di disturbi relazionali, si sente escluso e la sua esclusione diviene motivo di rabbia ma anche spunto per eccedere nei suoi comportamenti plateali e a volte pericolosi soprattutto per se stesso.
Troppo spesso, questi allievi non vengono compresi per mancanza di conoscenza sui disturbi di relazione e vengono visti soltanto come un problema da gestire tenendoli il più possibile lontani dal gruppo classe. E non di rado i loro insegnanti di sostegno non trovano negli altri colleghi il supporto per includere questi ragazzi evitandone l'isolamento.
In questo libro si racconta di una scuola che a fatica gestisce Davide, ma in qualche modo grazie all'impegno e alla perseveranza del professor Bonforti, riesce a riflettere e riorganizzarsi per divenire in scuola inclusiva, in grado di accogliere allievi con Bisogni Educativi Speciali, contemplando l'idea di speciale normalità.
Per sapere dove trovare questo libro consulta la pagina di Aracne editrice

Proposte per una scuola inclusiva

Le problematiche della scuola attuale derivano sì dalla mancanza di risorse, umane e materiali, ma anche da carenze di formazione e riflessione comune. Claudio Berretta in questo volume, agile e scorrevole nella lettura, intende dar vita a un confronto aperto e costruttivo al fine di attivare un cambiamento, auspicabile in tempi brevi, che possa trovare nella ricerca pedagogica e scientifica le sue basi per la realizzazione di una società equa, democratica, solidale e inclusiva.
Le proposte presentate si basano su due principi: 
costruire relazioni cooperative e non competitive, trovare forme di valutazione costruttive (sia per gli allievi che per gli insegnanti) non improntate ad attribuire premi e punizioni, ma ad aiutare a migliorarsi.
Per sapere dove trovare questo libro consulta la pagina di Aracne editrice

L'ora di lezione di Massimo Recalcati

L'ora di lezione è il titolo di un libro pubblicato da Einaudi e scritto da Massimo Recalcati, uno dei più autorevoli psicanalisti contemporanei.
Il libro è molto scorrevole in quanto è scritto sotto forma di romanzo e ripercorre l'infanzia e la giovinezza dell'autore che cerca di ricordare e comprendere quali insegnanti hanno fatto scattare in lui la voglia di apprendere e studiare e quali invece l'aveva frustrato e spento.
Alla scuola elementare era stato bocciato e costretto la ripetere la seconda, certamente la sua insegnante elementare non aveva capito molto di lui...
«Infilai così, uno dopo l'altro, insuccessi fatali per la vita di un bambino, tra cui quello ritenuto il più clamoroso tra tutti: bocciato agli esami (allora c'erano ancora) di seconda elementare.


martedì 16 gennaio 2018

Come insegnare ai bambini a prendersi cura delle loro cose e dei loro spazi

Illustrazione di Emanuela Carletti
Articolo a cura di Marilina Di Cataldo (professional organizer)

Mettere a posto la camera dei bambini? Un gioco da ragazzi!
Anche se il bimbo è piccolo bene coinvolgerlo fin da subito nel riordino della sua cameretta, in modo che diventi un suo compito quando sarà cresciuto

Ecco alcune regole, semplici e facilmente attuabili, per alleggerire il lavoro della mamma. 

1.  La cameretta deve essere messa in ordine regolarmente. 
Molto meglio riordinare poco alla volta ma spesso, piuttosto che tutto insieme una volta ogni tanto.

2. Mettere in ordine insieme è più divertente!
Mettersi all’altezza del bambino e guardare con i suoi occhi, cambia il punto di vista e aiuta a capirlo meglio.

3. Scegliere e decidere: imparare da piccoli è importante.
Ogni tanto è necessario scegliere quali giocattoli tenere in camera, quali buttare perché si sono rotti e quale regalare perché non piacciono più (o si è diventati grandi per quel gioco…). Farlo insieme al bambino può diventare un gioco: in questo modo si accumuleranno meno cose e il bimbo imparerà a prendere piccole ma importanti decisioni 

4. Suddividere e raggruppare: ecco un gioco stimolante!
I giocattoli che si usano  vanno suddivisi: l’ideale sarebbe mettere quelli piccoli in contenitori piccoli (anziché in quelli grandi dove si disperdono) e usare contenitori trasparenti, in modo che il contenuto sia visibile e sia più facile per il bimbo trovare il gioco anche da solo. Inoltre, i contenitori plastificati possono essere puliti bene semplicemente con una spugna imbevuta di acqua e possono essere trasportati ovunque.

5. Gioca ancora: stampa, disegna, attacca.
Usare fotografie, disegni o anche solo dei colori  specifici per ogni giocattolo e attaccarli sulle scatole che li contengono è un modo utile e simpatico per trovare un posto a ogni gioco, così anche i piccoli, che non sanno ancora leggere, sapranno ritrovare ciò che cercano.

6. Ogni cosa al suo posto.
Dopo aver giocato con le bambole bisogna rimetterle a dormire nella loro casetta (o cassetta...!); le macchinine vanno parcheggiate nel "garage"; la frutta del mercatino va messo al fresco nella cassetta; i robot tornano nei loro hangar… Se si riesce a creare una situazione ludica, mettere a posto diventa meno noioso!

7. Nuovo? No, soltanto dimenticato.
Se i giochi sono tanti, una buona idea è quella di metterne da parte alcuni per un po’ di tempo e poi riproporli togliendone altri che iniziavano a perdere di interesse. Troppi stimoli tutti insieme, a volte, infatti sono persino destabilizzanti. Col sistema della rotazione dei giocattoli ci sarà sempre una novità! 

8. Un posto speciale tutto per lui: il pavimento!
Utilizzare il pavimento e lasciare  libera la parte bassa di armadi e scaffali, sono le azioni più semplici per creare un posto speciale, alla portata del bambino, dove lui stesso potrà riporre i giochi e decidere cosa metterci. Ai bambini, soprattutto i più piccoli,  piace vivere per terra: una buona idea, allora, potrebbe essere quella di mettere per terra un tappeto su cui giocare, munito di superficie anti scivolo sottostante e lavabile in lavatrice. 

9. Giacche, cappelli, sciarpe e zainetti.
Anche gli attaccapanni devono essere posizionati al muro all’altezza del bambino, in modo che possa arrivarci da solo.

10. Ottimo lavoro!
Quando il bambino ha finito di mettere in ordine tutto non dimentichiamoci di fargli i complimenti! Il bambino potrebbe essere stato più fantasioso di noi per trovare il posto giusto ai suoi giochi ed aver avuto da ridire sul nostro metodo; è importante gratificarlo per il suo impegno e aiutarlo a trovare il suo metodo. 

lunedì 15 gennaio 2018

Difficoltà ortografiche nella scuola primaria: che - chi - ghe - ghi - sce - sci

Ho fatto una gita in montagna,
ho visto boschi di castagna,
formiche tra le foglie,
funghi e chi li raccoglie,
ragni nei tronchi di legno,
impronte che lasciano il segno.

Ho visto chiome scintillanti e ricche,
foglie volteggianti e secche,
allocchi e fringuelli
torrenti e ruscelli,
ghiande sulle querce,
pesci d’acqua dolce,
persico, salmone e trota,
sciatori in alta quota.

Racconto con parole che contengo GN

Illustrazione di Pucci Violi

Filastrocca con parole contenenti GL

Filastrocca con parole che contengono GLIA

Illustrazione di Emanuela Carletti

Filastrocca Parapiglia

Al magazzino il guardiano sbadiglia
e intanto succede un parapiglia.
Un ladro ha rubato una bottiglia
e una maglia di ciniglia.
Ha spaccato una conchiglia,
è scappato forzando una maniglia.

Un vigilante prende una triglia
e la dà in testa a un capofamiglia
che al ladro un po' assomiglia.
Ma la figlia si meraviglia
gli prende i capelli e li scompiglia
tanto per rendere la pariglia.

Nel trambusto cade una biglia
il vigilante inciampa
e si sloga una caviglia.
Si rialza ma s'impiglia
agganciandosi a una griglia
con appesa una stoviglia
e si strappa pure le ciglia.

Il ladro intanto se la ride a meraviglia
tranquillo e beato gozzoviglia.
Mentre prosegue il parapiglia
se ne sta seduto sulla graniglia,
beve e mangia la tortiglia
fatta a forma di cediglia,
aromatizzata alla vaniglia.

© Vivacemente

Racconto con parole che contengono SCI SCE

Illustrazione di Chiara Gobbo
 L'elefante Tascia
 barriva con l'erre moscia.
 Poiché tra gli elefanti
 era ritenuta una sciagura
 e non voleva far brutta figura
 si confidò con un'amica d'avventura
 che prese coscienza 
 di non avere specifica conoscenza
 e l'accompagnò da un illustre scellerato
 alquanto abbacinato,
 finto professore
 sedicente inventore.


L'elefante Tascia 
da vero incosciente
accettò di bere una pozione 
viscida e assai potente
preparata dal finto professore
per migliorare la sua voce da tenore.
Iniziò a vedere le scintille,
lanterne, lucciole e faville.
Poi cadde e scivolò,
ma uno sceriffo lo salvò.
Ancora oggi Tascia
barrisce con l'erre moscia
e non ha più la pelle liscia.

© Vivacemente

Filastrocca con parole che contengono Cu e Qu








A Pasqua la natura è in fiore
e gioisce il nostro cuore.
Sorridere è proficuo
inquietarsi è iniquo.


Vorrei andare a scuola per fare il cuoco
cuocere bene i cibi non è cosa da poco.
Bisogna acquisire una cospicua esperienza
per riscuotere benemerenza.

Ho perso il mio bel taccuino
l'hai poi trovato un questurino.
Avevo messo tutto a soqquadro
per fortuna non piacque al ladro.

Ho acquistato un borsone in cuoio
e l'ho riposto nel corridoio.
Ha un manico in legno arcuato
fatto per essere maneggiato.

© Vivacemente

Difficoltà ortografiche: cu - cqu - mb - mp


Filastrocca delle lettere straniere

Indosso i jeans e faccio colazione
wafer e yogurt sono la mia passione.
Bevo spesso le spremute
e pratico jogging per stare in salute.
Adoro gli animali, mi piace il Koala
suono lo xilofono e sembro una cicala.

Le lettere straniere ppresentate ai bambini della scuola primaria

mercoledì 3 gennaio 2018

Il Grafismo e la Pop Art


La Pop Art nei libri per bambini

Illustrazione di Pucci Violi

Mappa mentale su come realizzare un giornalino della scuola

Durante le vacanze, quando la mente è a riposo, fioriscono nuove idee e spesso si elaborano mentalmente nuovi propositi e progetti. Rientrati al lavoro, però, non è sempre facile riordinare le idee e metterle in pratica. 
Se vi è balenato alla mente di realizzare un giornalino scolastico, ho preparato per voi una mappa mentale che vi sarà molto utile per avviare il vostro lavoro.

Mappe concettuali e mappe mentali, ecco la differenza

È importante capire la differenza tra mappe concettuali e mappe mentali.

Le mappe concettuali sono state messe a punto dall'accademico statunitense Joseph Novak (1932). È stato un illustre professore di Didattica, la sua ricerca si è focalizzata sui processi di apprendimento e la rappresentazione della conoscenza attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti educativi.

Le mappe mentali sono state elaborate dallo psicologo inglese Tony Buzan (1942) noto per essere l'autore di molti manuali su tecniche di apprendimento, memorizzazione e lettura veloce, che hanno poi riscontrato una larga diffusione. 

Già a un primo colpo d'occhio le mappe mentali appaiono diverse dalle mappe concettuali.
Le mappe concettuali sono più ordinate, precise, organiche, schematiche. Presentano una struttura reticolare. Solitamente (ma non necessariamente) iniziano dall'alto e procedono verso il basso in maniera gerarchica.
Le mappe mentali appaiono meno rigide, solitamente iniziano dal centro e si estendono verso l'esterno con molte diramazioni.  Sono molto allegre e variopinte, per questo sono molto adatte per i bambini e ragazzi (adatte anche per bambini con BSE e DSA).


Mappa mentale dei Sei cappelli per pensare

Ecco la mappa mentale riferita al libro dal titolo Sei cappelli per pensare del celebre Edward De Bono (ideatore del pensiero laterale).
Attraverso la mappa è possibile con immediatezza comprendere come è possibile condurre gruppi di studio e di lavoro per collaborare in armonia.
A turno si indossa un cappello (in maniera simbolica).
Chi, per esempio, è invitato a parlare usando il cappello nero può esprimere tutti gli aspetti negativi e gli svantaggi del progetto senza che nessuno si offenda. 
Chi indossa il cappello giallo considererà invece soltanto gli aspetti positivi.
Il cappello verde riconduce agli aspetti creativi, estrosi e fuori dall'ordinarietà.
Il cappello rosso, invece, è quello delle emozioni e chi lo indossa esprime liberamente i sentimenti che quel dato progetta evoca.
Il cappello blu indica la pragmaticità, fasi e tempi di lavorazione.
Il cappello bianco è l'unico che si deve astenere da considerazioni (positive o negative) riportando solo i dati come pura informazione.

Disegnare la befana

martedì 2 gennaio 2018

Befane che paura...

Illustrazione di Pucci Violi
Certe volte le befane fan paura
a qualcuno terrore addirittura.
Son bruttine seriamente
un po' streghe certamente,
ma nutrono dolci sentimenti
e hanno buoni intendimenti.

Il sorriso è un po' sdentato
l'abito tutto accidentato,
il naso molto prominente
l'incarnato assai cadente.

Ma son tutte quante buone
perché in effetti sono fate
magari un po' attempate...
che giunte alla pensione
hanno scelto una missione:
far sorridere i bambini
per concludere le vacanze
con i cuori colmi di gioie
e di speranze.

© Vivacemente

Filastrocca sulla Befana

Prepariamoci all'arrivo della Befana

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!

Con la scopa di saggina
viva viva la nonnina!
Viene, bussa e scappa via,
la Befana è amica mia!

Deve sempre ripartire
è un giro a non finire.
Che fatica decollare,
ma dai bimbi deve andare.

Si è strappata la sottana
è tutta a pezzi la Befana!
Sembra proprio tanto stanca
più si affanna e più si sfianca.

Sulla scopa si è accasciata,
poi fa una rovesciata
ma riprende a volare
sovrastando monti e mare.

La Befana nella tradizione popolare

Illustrazione di Pucci Violi

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
viva viva la Befana!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con la scopa di saggina
viva viva la nonnina!

La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con la gerla sulle spalle
e le toppe rosse e gialle!