domenica 25 febbraio 2018

Lavoretti creativi con materiale di recupero

La creatività dei bambini, guidati da insegnanti piene di entusiasmo, può dare frutti "fantastici" nel vero senso della parola.
Osservate le foto dei lavori premiati a un concorso di Ecologiocando indetto dal giornalino Vivacemente un po' di anni fa. Queste immagini offrono spunti davvero interessanti.


Il Maestro dei lavoretti creativi

Paolo Grasso, maestro di creatività. 
Esperto in teatro di figura per bambini e attività con materiali di recupero.

Le più vecchie avventure della famiglia Cioffi

Queste sono le prime avventure della famiglia Cioffi ideata da Rossana d'Ambrosio.
Si tratta di fumetti autoconclusivi (3 strisce in una sola pagina) scritti per Vivacemente nel 2004 da Giorgio Figus (sceneggiatore Walt Disney).

venerdì 23 febbraio 2018

Il disegno narrativo condiviso

La tecnica del Disegno Narrativo Condiviso è stata elaborata dallo psicologo e psicoterapeuta Gianluigi Passaro in diversi anni di studio, ricerca e sperimentazione sul campo.
La novità sta nel fatto che bambino e psicoterapeuta lavorano fianco a fianco senza barriere, in maniera ludica e spontanea, e questo permette al bambino di aprirsi maggiormente raccontando anche tracce non ancora elaborate.

Raccontare in terapia significa richiamare una traccia non ancora compresa a livello emotivo e investirla di carico emozionale, affinché possa divenire un ricordo occupando la giusta posizione in mezzo a tutti gli altri ricordi. 
La psicoterapia consente di raccontare la propria storia investendola di nuovi significati in modo per offrire equilibrio e armonia.

La tecnica si concretizza nella realizzazione delle cosiddette Puntastorie. Partendo da punti impressi su un grande foglio di carta bianca, si disegnano linee e poi figure geometriche semplici fino ad arrivare a illustrazioni e narrazioni che racchiudono il vissuto del del bambino.

Il Disegno Narrativo Condiviso rappresenta dunque un lavoro creato a quattro  mani da paziente e terapeuta, che si arricchisce man mano di contenuti simbolici, fino a diventare una vera storia.

Il DNC in virtù del suo essere simbolico diviene, in ogni sua componente, fonte di informazione: le posizioni sul foglio, il tratto, la scelta dei soggetti disegnati, l’uso dei colori, tutto è rappresentativo e contribuisce a delineare il  profilo del piccolo paziente.
Gli scopi nell’utilizzare questa tecnica sono molto vasti: esplorare il livello grafico del bambino, le capacità intuitive e di soluzione delle difficoltà le competenze narrative e logiche, l’emotività e le paure. Il racconto creato diventa una storia personale, con emozioni, speranze, angosce, tutto ciò che ci rende espansivi o che porta a rinchiudersi. 
La Puntastoria permette al piccolo di avvicinare questi aspetti, di dare loro voce, di riconsiderarli ed elaborarli. Inoltre, offre dettagli importanti sul paziente in un determinato momento per poter valutare un efficace percorso terapeutico. Una buona storia include già al suo interno la via del cambiamento e la terapia è lo spazio narrativo in cui questa storia può prendere forma. Mentre i fatti rimangono i medesimi, ma è il narratore che cambia e riesce a trovare, nella storia, una nuova via per superare le criticità.

Per saperne di più consulta il sito dell'autore Gianluigi Passaro

oppure acquista il suo libro 

La mente narrativa

Mediante la nostra mente e le sue capacità narrative costruiamo e ricostruiamo il nostro passato e il nostro presente. Anche il nostro domani. La memoria e l'immaginazione si fondono in questo processo.
La mente è fondata sulla sua stessa attività narrativa.
La narrazione è imprescindibile per l’organizzazione del pensiero e per attribuire significati all’esperienza umana.

Il nostro dialogo interiore implica una continua narrazione necessaria per organizzare i nostri pensieri, per costruire la nostra personalità e per attribuire significato al mondo che ci circonda. Questi processi avvengono mentre elaboriamo emozioni e sentimenti.

La narrazione e l'autoriflessività sono fondamentali per i processi cognitivi.
Chi nasce con problemi uditivi e non diviene padrone di un linguaggio, non riesce a sviluppare una mente narrativa e se non viene supportato opportunamente presenterà un ritardo cognitivo.

lunedì 19 febbraio 2018

La vitamina D nei bambini

L'utilità della febbre

Illustrazione di Pucci Violi
La febbre è un innalzamento della temperatura corporea sopra i livelli normali, intesi orientativamente da 36,1° a 37,1°C, a seconda del sistema di misurazione (temperatura ascellare, rettale, orale).
Questa variazione fisiologica è di origine endogena e può comparire in numerose affezioni di differente natura e gravità; spesso è la prima manifestazione rilevabile di una malattia.
Diversi agenti eziologici causano l’attivazione dei macrofagi, scatenando nell’organismo umano un processo infiammatorio, che induce l’ipotalamo a programmare i meccanismi di produzione e di inibizione di dispersione di calore.

La febbre, in sé, non è una malattia, ma un meccanismo di difesa, comune a tutti gli uomini e agli animali superiori: serve a potenziare la risposta immunitaria e a rallentare la replicazione di batteri e virus. In un ambiente intorno ai 38,5°C, questi microrganismi hanno scarsa probabilità di sopravvivenza e le sostanze tossiche, che essi producono, vengono espulse dal corpo più velocemente.

sabato 17 febbraio 2018

Carte da ritagliare per giocare con creatività

Aggiungo alle 20 carte precedenti altre 10 carte per poter ampliare la scelta e offrire nuovi spunti per inventare storie sempre più originali e per migliorare il gioco delle categorie.

venerdì 16 febbraio 2018

Qual è il più grosso mammifero?

Scopri qual è il più grosso mammifero.

Indovinelli sui personaggi delle fiabe

Carte da gioco da ritagliare

Ecco 20 carte illustrate da ritagliare.
Si possono usare per inventare storie da drammatizzare insieme ai bambini.
Ognuno prende tre carte dal mazzo e inventa una storia utilizzando i personaggi e i luoghi che ha scelto.

Un altro modo per utilizzare le carte è quello del gioco delle categorie.
Dopo che sono state disposte sul tavolo tutte le carte, in maniera che siano tutte visibili, si chiede al bambino di prenderne solo alcune, scegliendole sulla base di diversi criteri:
- carte quadrate
- carte rettangolari
- carte in bianco e nero
- carte a colori
- carte che riproducono animali
- carte che riproducono esseri umani
- carte che riproducono personaggi o cose che appartengono a un mondo fantastico (non reale)
- carte che riproducono immagini del mondo reale
- carte che trasmettono allegria.

Attività per bambini con disturbo di attenzione

I bambini con disturbo dell'attenzione vanno trattati con particolare cura e sensibilità, cercando di diversificare la proposta di attività al fine di richiamare il loro interesse non appena questo inizia a scemare.
L'ideale è che questi bambini abbiano un insegnante di sostegno che possa dedicarsi a loro. Purtroppo questo non sempre è possibile.
In generale, tutti i bambini tendono ad annoiarsi se la lezione risulta monotona e ripetitiva. In alcuni bambini i tempi di attenzione si riducono ulteriormente.
La lezione frontale non è la più indicata per mantenere alta l'attenzione, tuttavia attraverso il racconto è possibile coinvolgere i bambini. Il tono della voce non deve essere mono-tono, saper modulare la voce e diversificare il timbro è un ottimo espediente per intrattenere i bambini.
Lo storytelling (insegnare attraverso la narrazione) è una buona strategia. Ogni personaggio della storia avrà una sua voce particolare e queste cambi di tono, riescono a tenere viva l'attenzione.
Al fine di evitare che siano distratti e svogliati, è molto importante farli interagire i bambini.
Durante uno storytelling possono essere invitati loro stessi a impersonare determinati personaggi ripetendo alcune frasi che riprendono concetti importanti o scene chiave.
Alla narrazione si può alternare la vera e propria drammatizzazione. 
Inoltre, anche il disegno può essere di supporto e anche tutte quelle attività manuali che si prestano a divenire di rinforzo rispetto a un determinato argomento. 

Nel caso di una lezione di matematica possiamo raccontare la storia del matematico Tartaglia, vittima di bullismo (in realtà si chiamava Nicolò Fontana ma veniva chiamato "Tartaglia" per il suo problema di balbuzie) prima di introdurre i concetti di matematica. 
In una lezione di scienze in cui si parla di invenzioni, si può parlare dell'invenzione della carta narrando anche il periodo storico. Poi si possono fare gli origami e altri lavoretti di manipolazione con la carta pesta.
L'importante è diversificare il più possibile e far interagire i bambini attraverso molteplici attività che coinvolgono più sensi.
La carta si può lèggere se è scritta, ammirare se è dipinta, si può toccare per scoprine la rugosità attraverso il tatto (notare le differenze tra carta patinata e uso mano). La carta appena uscita dalla tipografia si può annusare: ha un profumo molto particolare e attraverso l'olfatto si può capire se un libro è fresco di stampa..
I giochi con la carta si prestano a essere svolti in classe. Si può usare carta di recupero abbattendo ogni costo, inoltre si hanno molte possibilità per fare attività creative e coinvolgenti. Questa è anche l'occasione per parlare di riciclo, di raccolta differenziata e tutela dell'ambiente.
Il bambino è attratto dalla carta perché lui stesso, opportunamente guidato, può creare un piccolo libro illustrato, vari oggetti in carta pesta, manifesti, cartelli per comunicare.
Potete aiutare il bambino a realizzare il libro della sua storia personale.
Ogni pagina rappresenterà un periodo della sua vita.
Si possono usare foto da incollare sulle pagine oppure il bambino può fare dei disegni. Se è già in grado di scrivere, sotto ogni immagine, potrà scrivere una frase.
I fogli vengono bucati con una foratrice da ufficio e rilegati con un nastro colorato.
Poi si possono creare dei contenitori per archiviare i vari lavori fatti, suddividendoli per categorie.
I contenitori si possono realizzare utilizzando scatole di scarpe rivestite con carte colorate. Sul lato frontale della scatola si può apporre un elemento distintivo che faccia comprendere il suo contenuto.
Nel prossimo post proporrò diverse carte illustrate che possono essere utilizzate per inventare delle storie oppure per fare il gioco delle categorie.
© Rossana d'Ambrosio

venerdì 9 febbraio 2018

mercoledì 7 febbraio 2018

Il vestito di Arlecchino


Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

Gianni Rodari

La noia è nemica dei bambini

Ecco un'altra scheda sulla comprensione del testo.
Questa volta il tema del raccontino è la noia.
Basta poco per combatterla!
Illustrazioni di Fulvia Foglizzo

Un piccolo animale come compagno di gioco

Un piccolo animale assume un ruolo importante nella quotidianità della famiglia e nello sviluppo psicologico dei bambini aiutandoli a superare la noia, la solitudine, le paure e migliorando le loro capacità relazionali.
Illustrazioni di Emanuela Carletti

giovedì 1 febbraio 2018