venerdì 26 ottobre 2018

Zucche decorate per Halloween

Ecco alcune idee alle quali potrete ispirarvi per decorare le zucche insieme ai bambini, in occasione della festa di Halloween.

Festa di Halloween

Prova a re-inventare una zucca in maniera originale. È possibile ottenere animali, teiere, draghi e tanto altro ancora, ma ricorda che il primo ingrediente è la fantasia! Qui trovi qualche spunto...

lunedì 22 ottobre 2018

Iperconnessione e perdita della memoria

Il fatto di essere costantemente iperconnessi, porta a un sovraccarico di informazioni che danneggia la memoria.
Questo è quanto sostiene il neuropsicologo Francis Eustache, uno dei più grandi studiosi dei processi di memorizzazione.
Una grave conseguenza dell’utilizzo esacerbato dei cellulari è data dalla quantità di informazioni che immagazziniamo, ma che generano un sovraccarico cognitivo: lo sforzo mentale che il cervello deve affrontare è direttamente proporzionale alla quantità dei dati in ingresso.

Troppi dati che vengono consultati e immagazzinati, in aggiunta alle sollecitazioni che avvengono in simultanea tra loro, aumentano la pressione psicologica e conseguentemente anche lo stress.
Più stress, più perdita di concentrazione, più stanchezza mentale fino ad arrivare al rischio di depressione.
Secondo Francis Eustache, lo stress permanente potrebbe portare a una perdita della capacità mnemonica. La cosiddetta ‘rete di default’, che è fondamentale per mantenere un alto grado di memoria, funziona solo quando il cervello è a riposo. Dobbiamo dunque evitare grosse sollecitazioni al cervello per far sì che lo stato della nostra memoria e le nostre capacità di memorizzare siano sempre ottimali.

Pare davvero difficile restare concentrati su una attività se, come dimostra uno studio del 2012, ogni 75 secondi avviene un’interruzione data dall’uso del cellulare. Un altro studio dimostra che, sul luogo di lavoro, ci si ferma ogni 6 minuti per controllare la posta o i messaggi sullo smartphone.

Inoltre, tutti coloro che credono di essere ‘multi-tasking’ – cioè si sentono in grado di gestire più cose nello stesso momento – resteranno perplessi di fronte ai risultati di una ricerca svolta dal neuroscienziato Aurelie Bidet-Caulet. 
“Nel fare due cose in contemporanea, si riesce a farle entrambe piuttosto male, soprattutto quando si tratta di attività che si svolgono a breve distanza l’una dall’altra sul piano della rete neurale”. Per esempio, quando si è in riunione e si scrive un SMS mentre si cerca di prestare ascolto, non si fa bene nessuna delle due cose. Quindi meglio farne una sola.

Analfabetismo funzionale. Che cosa è?

Oggi la tecnologia sta riformattando il nostro cervello. Leggere testi scritti sul PC, tablet e smartphone, sono esperienze molto diverse rispetto alla tradizionale lettura su carta stampata.
Lo smartphone è una trappola evolutiva. Non solo il modo di usarlo mette in atto diverse funzionalità del nostro cervello a grosso discapito di altre. A parte questo, che rappresenterebbe già un danno, la sola presenza dello smartphone induce uno stato di allerta anche quando esso è spento ma è soltanto vicino a noi.
Questo è stato provato da esperimenti che segnalano lo stato emotivo ansiogeno, di continua attesa/aspettativa nell'arrivo di una eventuale notifica che ci segnali l'arrivo un messaggio o altro.
Ogni volta che ci giunge una notifica, dobbiamo ri-orientare la nostra attenzione che viene depistata rispetto all'attività che stavamo svolgendo prima.
La nostra percezione del mondo risulta viziata da questo strumento supertecnologico.
Le capacità di leggere e scrivere nei giovani sono crollate con l'avvento dello smartphone.
Inoltre è subentrato l'analfabetismo funzionale che si ha quando una persona sa leggere, ma non è in grado di comprendere appieno un testo.

La plasticità del cervello spiegata da Michael Merzenich

Lo scienziato Michael Merzenich (1942 Oregon, Stati Uniti) ha dedicato la sua vita allo studio del cervello umano, contribuendo in modo sostanziale a importanti scoperte sulla neuroplasticità.
Secondo il noto professor Merzenich (neuroscienziato all'Università di San Francisco), quando il bambino nasce le sue abilità cognitive e percettive sono poco sviluppate anche se nel grembo materno hanno iniziato a svilupparsi.
In neonato tuttavia risponde in modo limitato agli stimoli del mondo che lo circonda. Passeranno alcuni mesi prima che riesca ad afferrare un oggetto e man mano acquisirà una lunga serie di competenze, fino a imparare a rotolarsi, a gattonare, ad alzarsi e camminare. Il suo cervello imparerà a catalogare una serie di oggetti e strumenti associandoli a relative azioni che si possono fare con essi, costruendo migliaia di relazioni in diversi modi.
Il cervello è una macchina pensante che controlla il suo stesso sviluppo.
Col passare del tempo il bambino, più osserva, più sperimenta, più si allena, più acquisirà la capacità di controllare movimento simultanei generando sequenze complesse come quelle per praticare giochi sportivi.

domenica 21 ottobre 2018

Koko e la sua passione per i gatti


Koko, all'età di circa 17 anni, attraverso il linguaggio dei segni, espresse il desiderio di un figlio, un piccolo di gorilla. Così le venne praticata l'inseminazione artificiale, ma nonostante le cure non riuscì a concepire.

Così, i ricercatori le regalarono un animale di pezza, ma Koko non non considerò e non ci volle mai giocare. Poi, per il suo compleanno le venne consegnata una cucciolata di gattini e lei ne scelse uno grigio e bianco.
Si affezionò tantissimo a lui, lo adorava come un bambino. Il gattino, invece, la trattava come un gatto fa con un umano.

Koko scelse come nome per il suo cucciolo All Ball (Tutta Palla) forse perché adorava le rime.
All'età di un anno, purtroppo All Ball si allontanò dallo zoo, fu investito e morì.
Quando venne spiegato a Koko che All Ball era morto, lei dapprima non disse nulla, ma poco dopo iniziò a piangere e rimase triste per molto tempo, senza che nulla potesse consolarla. 
In seguito le venne regalato un altro gattino.

Koko, gorilla che parlava con gli umani

Koko insieme a Francine Patterson
Koko era una femmina di gorilla. Nacque il 4 luglio 1971 nello zoo di San Francisco e morì all'età di 47 anni (giugno 2018), durante il sonno.

Ancora molto piccola, era stata allontanata dalla mamma perché era malata e doveva affrontare delle cure particolari.

Nel corso della vita, a partire dall'età di un anno le è stato insegnato il linguaggio dei segni; nel corso della sua esistenza è stata in grado di comprendere e utilizzare più di mille segni.
Questa forma di comunicazione le è stata insegnata dalla psicologa Francine Patterson, che è rimasta la sua insegnante per tutta la sua vita. 
Koko era in grado di comprendere l'inglese ma poteva rispondere solo con il linguaggio dei segni, perché gli animali non hanno un apparato di fonazione che consenta loro di parlare come noi umani.

Anche gli animali provano emozioni e sentimenti


Aiutiamo i bambini a esprimere le loro sensazioni ed emozioni

È importante stare vicino ai bambini aiutandoli a esprimere le loro sensazioni, senza trattenere emozioni che possano appesantire il loro stato d'animo generando angoscia e tensione che alla lunga può portare a crisi di panico, iperattività incontrollata, insonnia...
Illustrazione di Pucci Violi

Lacrime di commozione e lacrime di rabbia

È curioso sapere che le lacrime di nostalgia e commozione hanno una composizione chimica diversa rispetto alle lacrime di rabbia. Lo hanno dimostrato delle ricerche nell'ambito della chimica emozionale.
A questo proposito potete leggere il libro: Molecole di emozione della scienziata (premio Lasker) Candace Pert.

Edmondo De Amicis e il libro Cuore

Edmondo De Amicis (Oneglia 1846 - Bordighera 1908) è stato uno scrittore e giornalista. Si è dedicato alla letteratura per Ragazzi ed è autore del celeberrimo libro Cuore, conosciuto a livello mondiale.
Frequentò le scuole elementari a Torino, dopo che la sua famiglia si trasferì in Piemonte.
In piazza XVIII Dicembre 1, a Torino di fronte a Porta Susa, c'è una lapide che indica la casa (Palazzo Perini) dove visse per diversi anni. Proprio in questa casa De Amicis scrisse (ispirato dalla vita scolastica dei suoi figli Ugo e Furio) quella che è considerata la sua più grande opera, anche per il forte carattere educativo e pedagogico.


Il libro Cuore venne pubblicato tre anni dopo un altro libro per ragazzi, di grande successo: Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.


Piangere allenta la tensione

Il pianto con le lacrime allenta la tensione e può giovare alla salute. Infatti, piangere è un'attività che riduce lo stress e gli stati ansiogeni, aiuta a ritrovare la calma e l'equilibrio.
Non a caso le nostre nonne dicevano: – Piangi, piangi, che ti fa bene!

Secondo il parere di molti psicologi, liberare le emozioni sotto forma di lacrime fa rilassare il sistema nervoso. 
Questo concetto è alla base del metodo applicato dal giapponese  Hidefumi Yoshida, un ex professore di liceo  ingaggiato da molte società. Il suo metodo sembra funzionare, tanto che adesso si sta parlando di esportarlo in altre parti del mondo.

Yoshida offre una guida per lasciarsi andare guardando film romantici e struggenti, ascoltando musica nostalgica o leggendo libri strappalacrime.  Secondo il parere di Yoshida un pianto al giorno toglie il medico di torno.

Perché non ripescare il vecchio libro "Cuore" di Edmondo De Amicis, senza aspettare l'intervento del professore giapponese? La lettura di un racconto del libro Cuore può essere utile sotto tanti aspetti, da quello emotivo a quello storico per confrontare i nostri modi di vivere con quelli di un tempo.

giovedì 18 ottobre 2018

I benefici di apprendere sulla carta


È doveroso sapere che i bambini di oggi – studiando spesso su tablet e altri dispositivi alternativi a discapito della carta stampata – sviluppano differenti circuiti neurali a discapito di altri più idonei per lo sviluppo cognitivo.
Le conseguenze di questo sono iperattività, crisi di ansia, mancanza del livello di attenzione.
Inoltre i nuovi dispositivi elettronici con luci e suoni attivano il circuito della ricompensa che, alla lunga, crea dipendenza proprio come chi non riesce a staccarsi dalle droghe.



I giornalini cartacei, oltre a soddisfare l'esigenza di piacevolezza e divertimento, evitano deleteri effetti collaterali e favoriscono un corretto sviluppo del cervello che si plasma continuamente e lo fa in relazione al tipo di stimoli che riceve.

mercoledì 17 ottobre 2018

La storia di un albero magico

Ecco una doppia pagina con un racconto fantastico, per lavorare slla comprensione del testo.
Illustrazioni di Pucci Violi

Premio al Miglior Giornalino per Ragazzi

Premio città di Chiavari al Miglior Giornalino per Ragazzi
Si tratta di un premio nato nel 2005 da un'idea del prof. Angelo Nobile, docente di letteratura per l'infanzia all'Università di Pavia. 

Premio al giornalino Vivacemente (fascia d'età 0-6anni) per le migliori poesie e filastrocche.
Menzione speciale per la ricchezza dei contenuti e per l'organizzazione interna, rivolta a diverse fasce di età.
Le foto sono relative alla cerimonia che si è svolta a Chiavari, il 14 ottobre 2018.


sabato 13 ottobre 2018

La storia di Cristoforo Colombo spiegata ai bambini

Illustrazione di Maria Mantovani
Cristoforo Colombo nacque a Genova nel 1451.
È stato un grande navigatore che contribuì a memorabili imprese e scoperte geografiche.
Nella sua più grande impresa salpò da Palos de la Frontera il 3 agosto 1492 per giungere nell'odierna San Salvador il 12 ottobre 1492.
Era alto, aveva il naso aquilino e gli occhi azzurri. Era loquace, affabile con gli estranei, dolce con i familiari. Aveva un cuore intrepido e una passione immensa per il mare e la navigazione. A solo quindici anni anni, aveva già raggiunto in barca la Grecia, il Portogallo, l’Inghilterra e l'Islanda.

Parola a sorpresa

Ninna nanna con gli amici animali

Viva la nonna

Le nonne di oggi sono in forma sempre più smagliante! Evviva le nonne!
Illustrazione di Emanuela Carletti

mercoledì 10 ottobre 2018

Filostracca per i nonni

È bello stare in loro compagnia
mi danno tenerezza e il tempo vola via.
L’età non conta per volersi bene,
per sorridere e volare sulle altalene.
Quando arrivano i nonni è sempre una festa
in loro compagnia una giornata non mi basta.

@Vivacemente

martedì 9 ottobre 2018

Aiutare i bambini con Sindrome di Asperger

I bambini con Sindrome di Asperger sono poco inclini a capire il linguaggio non verbale, non riescono quindi a comprendere correttamente le espressioni facciali e loro stessi possono assumere espressioni inadeguate al contesto, che possono essere interpretate come atteggiamenti beffardi e fuori luogo.
Oggi si sa che i bambini con SA hanno bisogno di più tempo per capire ciò che gli altri capiscono istintivamente. Quindi, le regole vanno opportunamente spiegate, magari anche con il supporto di disegni per essere meglio assimilate, così come viene suggerito nel volume di Carol Gray, dal titolo Il libro delle storie sociali.

Sindrome di Asperger e affettività

I bambini con Sindrome di Asperger manifestano spesso intolleranza ai rumori e ai gesti improvvisi che per altri possono essere semplici buffetti scherzosi. Alcuni non amano il contatto fisico, perché sono ipersensibili al tatto e questo dà loro una scarica troppo forte (come potrebbe essere per noi un fastidioso solletico); ciò non significa che siano anaffettivi ma semplicemente che per entrare in sintonia con loro è necessario trovare la strada giusta. C'è un libro bellissimo che spiega le emozioni e l'affettività visti da chi vive con una condizione dello spettro autistico. L'autrice è Tample Grandin, una donna che ha saputo impostare la vita ottenendo grandi soddisfazioni e una buona integrazione sociale, dopo aver vissuto anni di isolamento e incomprensioni. Per riuscire a sopravvivere al suo periodo di difficoltà vissuto da ragazza al College si era fatta costruire la "macchina degli abbracci", un macchinario in legno che le dava l'impressione di essere abbracciata evitando le sgradevoli sensazioni che provano spesso le persone con autismo.

lunedì 1 ottobre 2018

Filastrocca sui nonni


Solo i nonni ti possono raccontare
storie antiche che sanno appassionare.
Hanno un grande bagaglio di esperienza
e ti sanno comprendere con tanta pazienza.
Hanno molto tempo per coccole e dolcezze
non fanno mai mancare le loro tenerezze.
Sono preziosi e vanno festeggiati
non chiamiamoli vecchi ma solo "prima nati".

© Vivacemente

Filastrocca sui nonni e sull'alimentazione

Illustrazione di Pucci Violi