lunedì 11 marzo 2019

Educare alle emozioni e alla gioia

"Alfabetizzazione Emotiva". Un testo agile che affianca gli insegnanti nel delicato compito di sostenere i bambini verso la comprensione e la gestione delle emozioni, accrescendo la loro intelligenza emotiva e favorendo altresì un clima armonioso nel gruppo classe, in grado di prevenire ogni forma di prevaricazione e bullismo.
Il libro è composto da:
- pagine in cui vengono trattati argomenti relativi a dinamiche psicologiche e sociali, in maniera scorrevole ma scientifica ed esauriente;
- pagine con proposte operative da svolgere insieme ai bambini.
Ecco l'indice con gli argomenti trattati.


Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 120
Rilegatura: con spirale, per una facile fruibilità 
Prezzo: 22 € (incluse spese di spedizione con raccomandata tracciabile)

Pagamento: Bonifico Bancario intestato a Rossana d'Ambrosio
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lunedì 4 marzo 2019

La mimosa simbolo delle donne

La mimosa rappresenta da anni il simbolo della festa della donna.
I fiori, che appaiono come grappoli gialli simboleggiano non solo forza e coesione, ma femminilità esternata in una bellezza semplice.
La pianta di mimosa è stata importata, all’inizio del XIX secolo, dall’Australia in Europa. Qui ha trovato il clima favorevole per svilupparsi. 
I suoi fiori sbocciano a fine inverno e con il loro colore giallo intenso irrompono a fine inverno per portarci il tepore della primavera.
Non a caso la mimosa è stata eletto fiore simbolo della festa della donna: infatti fiorisce proprio in concomitanza dell’8 marzo, oltre a essere foriera di un significato in sintonia con la ricorrenza.
La mimosa è scelta come fiore per ricordare le operaie morte durante un incendio nella fabbrica di New York in cui prestavano lavoro. Questo terribile episodio si verificò l’8 marzo del 1908.
L’U.D.I. (Unione Donne Italiane) nel 1946 ha scelto la mimosa come fiore ideale per divenire il simbolo della festa di tutte le donne; esso è di facile reperibilità, economico e luminoso come tanti piccoli soli.

Donne pittrici, grandi artiste nella storia

Volgendo uno sguardo al passato, ci viene da riflettere sul fatto che la storia annoveri così tanti artisti di genere maschile e pochi di genere femminile. La spiegazione riguardo a questo dato sta nel fatto che un tempo alle donne venivano offerte, rispetto agli uomini, possibilità di studiare molto ridotte.
La donna, simbolo del focolare domestico, era poco invogliata a studiare o addirittura veniva osteggiata. Doveva infatti prendersi cura dei figli, degli anziani della famiglia e dedicarsi totalmente alla vita domestica. Le sue attività per il tempo libero erano per lo più il ricamo o la buona cucina.
Per questo, le poche artiste che hanno avuto la possibilità di studiare erano generalmente figlie di artisti affermati, quindi hanno avuto modo di apprendere nella bottega dei padri. Iscriversi nelle scuole più prestigiose era assai difficile per una donna, forse quasi impossibile.
Inoltre va detto che seppure le grandi artiste del passato fossero poche, ci sono comunque state, ma la storia non ha prestato grande attenzione al loro operato, quindi si è parlato poco del loro ingegno e della loro arte, ritenendola qualcosa di marginale all'interno del panorama artistico di appannaggio maschile.
In queste due pagine tratte da VivacementeDue desidero dare rilievo all'operato di talentuose donne del passato.
LESSICO: si dice talentoso o  talentuoso?
Siamo andati a documentarci presso il sito dell'Accademia della Crusca e abbiamo trovato quanto segue.
L'aggettivo talentoso o talentuoso è registrato nei vocabolari con alcune differenze; in sostanza ha due significati: il primo è "desideroso di talento", il secondo è "dotato di talento".