giovedì 16 gennaio 2020

Similar words in english

Apprendimento di nuove parole che sono molto simili tra loro. Cambia solo la prima lettera.
Sarà facile memorizzarle anche grazie al testo buffo e alle illustrazioni spiritose che rimangono impresse evocando il significato degli elementi rappresentati.

Apprendere nuove parole in inglese nella scuola primaria

Ecco alcune schede per l'apprendimento della lingua inglese nella scuola primaria.
Ci sono storie buffe, con illustrazioni spiritose e accattivanti.
Lo scopo è quello di accrescere la conoscenza lessicale, approfondendo il significato di alcune parole simili, tra le quali si crea spesso confusione.

Similar words: ear, bear, dear, pear...

Illustrazioni di Pucci Violi

martedì 14 gennaio 2020

Imparare l'inglese divertendosi

Vorrei segnalare, a insegnanti e genitori che frequentano il mio blog, questa vacanza studio per ragazzi.

Dal diario di Anna Frank

Propongo, in relazione alla Giornata della Memoria (27 gennaio), due pagine tratte dal testo Pista di Lavoro, corso di letture e formazione linguistica per la scuola primaria, di cui ho curato la realizzazione.
Pista di Lavoro, Ines Pianca, Ed. La Scuola
Pista di Lavoro, Ines Pianca, Ed. La Scuola

Che differenza c'è tra i termini Olocausto e Shoah?

Il Giorno della Memoria è stato così designato dalla risoluzione dell'Assemblea Generale dell’ONU n. 60/7 nel giorno 1 novembre 2005.

Il Giorno della Memoria celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 per opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa. Il 27 gennaio è così divenuto il ”Giorno della Memoria” ed è dedicato a riflettere ricordando “ciò che fu” e che “mai più” dovrà accadere.

Con il termine Olocausto si vuole indicare lo sterminio degli ebrei d’Europa.

venerdì 10 gennaio 2020

Giocare con le sillabe delle parole

Evoluzione culturale ed evoluzione genetica

Lo sviluppo dei codici di comportamento, all’interno di società e culture, si è ispirato all’imperativo omeostatico. Tali codici erano mirati alla riduzione dei rischi e di pericoli per gli individui e i gruppi sociali per arrivare alla riduzione della sofferenza e all’aumento della prosperità. Quindi è nata la coesione sociale che è utile all’omeostasi e si sono affinati sentimenti quali la compassione, la solidarietà e la gratitudine.

I fenomeni biologici possono avviare e dare forma a eventi che diventano fenomeni culturali, e devono averlo fatto all’alba delle culture tramite l’interazione di affetto e ragione. Il binomio intelletto/sentimento rimarrà un elemento caratterizzante della coscienza umana.

Nel cammino verso la mente culturale umana, la presenza dei sentimenti è ciò che ha permesso all’omeostasi un balzo spettacolare perché essi potevano rappresentare mentalmente lo stato vitale all’interno dell’organismo.

La mente cosciente guidata dai sentimenti poté così comprendere:

- le condizioni interne del proprio organismo,

- le condizioni dell’ambiente circostante.

Con il progredire dell’apprendimento e della memoria, l’essere umano poté elaborare il linguaggio, condividere le proprie idee, confrontarsi ed elaborare strategie mirate al raggiungimento di una migliore qualità della vita. A quel punto l’ondata creativa non poté più essere arginata. 
La selezione naturale aveva conquistato un ulteriore teatro di operazioni, quello delle idee a monte di azioni, quello del confronto e della coesione sociale. A quel punto l’evoluzione culturale poté unirsi all’evoluzione genetica.

Bibliografia: Lo strano ordine delle cose - Antonio Rosa Damasio - Adelphi

Le emozioni e i sentimenti hanno guidato l'evoluzione umana

Lo strano ordine delle cose – Antonio Damasio
Ecco alcuni concetti importanti estrapolati da questo libro straordinario.

La creatività umana affonda le radici nella vita e nel fatto straordinario che essa è dotata di un preciso mandato: resistere e proiettarsi nel futuro, non importa quale.

Menti complesse, coscienti, dotate di sentimento hanno ispirato e guidato lo sviluppo dell’intelligenza e del linguaggio, e generato nuovi strumenti di regolazione omeostatica esterna agli organismi viventi. 
Le intenzioni espresse da tali nuovi strumenti rispecchiano ancora gli imperativi della vita primordiale, sempre finalizzati a prevalere più che a perdurare. 

L'omeostasi è la tendenza naturale di tutti gli esseri viventi verso il raggiungimento di una relativa stabilità che deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso meccanismi autoregolatori.

Emozioni e sentimenti sono informazioni: essi rivelano a ciascuna mente la condizione di vita all’interno dell’organismo. Un’omeostasi insufficiente è espressa da emozioni negative (dolore, disgusto…)

Possiamo considerare i sentimenti come i rappresentanti mentali dell’omeostasi.
La nascita dei sentimenti come ulteriore strumento per perfezionare l’omeostasi ha permesso un’ulteriore tappa evolutiva.

Le carte delle emozioni

Favorire la solidarietà e la generosità

A scuola, ma prima ancora in famiglia, educare alla solidarietà, al rispetto, alla condivisione è un atto sociale di vitale importanza, affinché tutti si possa godere di pari opportunità per affrontare una vita serena e degna.
È fondamentale, quindi, crescere i bambini insegnando loro che è bello poter godere di determinate ricchezze, purché queste non siano solo nelle mani di alcuni, ma possano essere apprezzate da tutti.
In quest’ottica, tutti i bambini del mondo hanno diritto a nutrirsi in modo adeguato, a ricevere un’istruzione, a giocare serenamente, ad essere amati e compresi.
Una famiglia dove i bambini, già da piccoli, hanno un riferimento che rispecchia un modello di condivisione dei ruoli tra mamma e papà è sicuramente un buon punto di partenza. Inoltre, è importante fare in modo che eventuali cose superflue che desideriamo donare ai figli, vengano fatte apprezzare. È giusto, quindi, che i bambini abbiano almeno il tempo di desiderarle e che le vedano magari come un premio raggiunto per il loro impegno.
Sensibilizzare i piccoli affinché sappiano capire le problematiche delle persone più fragili di loro (per motivi di salute o per situazioni familiari difficili) è imprescindibile per creare nel gruppo (classe, società) quella forma di tolleranza e rispetto fondamentali in ogni comunità civile e democratica. 
Parlando di letteratura per l’infanzia, le fiabe più antiche avevano tutte una morale che poneva l’accento sull’importanza di porsi a fianco dei più bisognosi, in una visione di equità. 
L’orco o la strega, che hanno ferito i deboli, hanno trasmesso un messaggio semplice e chiaro: non bisogna approfittare delle persone fragili e indifese, chi lo fa commette una grossa ingiustizia che verrà punita. 

Creatività e plasticità neuronale


La creatività
Per creatività intendiamo la capacità, la abilità di inventare qualcosa o di scoprire strade nuove per arrivare a risultati diversi e imprevedibili. L’imprevedibilità delle nuove idee sta a indicare che esse non sono necessariamente il risultato di ragionamenti logici.
È un luogo comune vedere la creatività come un dono misterioso o una mera predisposizione genetica. Molti pensano, in modo categorico, che questa possa esserci o non esserci. Spesso, ci si abbandona di fronte al presupposto infondato di non possederla e tanto meno di poter riuscire a svilupparla.
Certamente c’è chi è più versatile, flessibile e predisposto a elaborare idee originali, ma la nostra mente può essere allenata affinché possa orientarsi al pensiero divergente (detto anche pensiero laterale), sviluppando le abilità dell’emisfero destro, anziché solo quelle legate al pensiero logico-razionale proprie dell’emisfero sinistro.

Pensiero divergente e pensiero creativo
Concedendo ampio spazio al pensiero divergente come in una sorta di brainstorming, ci abitueremo a lasciar fluire liberamente le nostre idee più originali frutto della fantasia dell'emisfero destro. Poi, grazie alla logica e razionalità dell'emisfero sinistro, potremo discernere le idee più interessanti e concretizzabili che si possono considerare davvero "creative" secondo il concetto di "nuovo e utile", quindi non soltanto fantasiose e stravaganti.
In definitiva, il pensiero creativo è la parte nobile del pensiero divergente.

Per approfondimenti sul concetto di "nuovo e utile" visita il sito di Annamaria Testa:
https://nuovoeutile.it

Plasticità neuronale
Il cervello è l’organo più complesso e misterioso che si conosca; tuttavia si sa con certezza che alla base dell’apprendimento e della capacità di produrre nuove idee c’è la “plasticità neuronale”. Con questo termine si definisce l’abilità del cervello di plasmare se stesso attraverso il rimodellamento della rete delle sinapsi, cioè dei collegamenti fra i neuroni (le cellule del cervello).
Allenare la mente tenendola in esercizio significa consentire al cervello un costante rimodellamento per garantirne l’efficienza. È altresì importante sottolineare che il cervello, per essere “plastico”, deve trovarsi nella giusta condizione di equilibrio chimico affinché ci sia un efficiente scambio di informazioni fra i neuroni.

Condizioni di equilibrio - OMEOSTASI
La condizione di equilibrio si raggiunge attraverso i meccanismi di autoregolazione dell’omeostasi che riescono a funzionare bene solo in assenza di interferenze di sostanze esogene come droghe o pesanti  farmaci.
Gravi stati depressivi, uso di droghe e abuso di alcol, possono alterare la chimica del cervello, innescando situazioni in cui non solo vengono penalizzati i processi di apprendimento, memorizzazione, capacità di elaborare nuove idee, ma si può anche arrivare ad un ottundimento delle emozioni che modifica il nostro comportamento sociale, relegandoci in un stato di apatia e sofferenza.

Impedimenti e schemi fissi
L’ondata creativa è da considerarsi un vero e proprio flusso di idee che approdano alla mente scorrendo libere da impedimenti. Questi impedimenti possono essere dovuti a stati patologici di stress in cui la neurochimica del nostro organismo è alterata oppure a condizionamenti che innescano in noi determinati schemi fissi.
Quando nella quotidianità si incontrano parte di questi schemi, la superficie mnesica completa il resto, secondo il disegno che abbiamo in mente. Questo è un sistema di comunicazione a innesco o inerzia.
Tale sistema può essere molto utile in diverse situazioni, in quanto ci consente di individuare in anticipo pericoli, problemi o altro, ma in certi casi ci blocca in una sorta di schema rigido che ci inibisce nel comprendere o fronteggiare situazioni apparentemente o inizialmente simili, ma che poi si rivelano differenti e richiedono per la loro soluzione un approccio nuovo e creativo.


Educare al pensiero creativo
Educare al pensiero creativo significa guidare il bambino affinché sappia ridefinire i problemi (problem setting) e cercare nuove strategie per affrontarli (problem solving). Quindi non solo ragionare su schemi già appresi con il pensiero deduttivo, ma imparare a far uso in modo autonomo e spontaneo del pensiero esplorativo e produttivo.


Imparare e pensare
Pensare non è sempre naturale ed imparare non è pensare. Per pensare si intende una riflessione generativa. In tale ottica imparare è un processo meno attivo di pensare.
Noi abbiamo essenzialmente due forme di pensiero. C’è innanzi tutto il pensiero più semplice, che cerca di comprendere le cose, così come sono, facendo un semplice ragionamento che porta da A a B. Tale forma di pensiero (la più diffusa nelle situazioni scolastiche) si limita a scrutare la realtà e assorbirla. 
Ma, oggi, si tende a lasciare più spazio al pensiero produttivo in grado di muoversi da A a B con collegamenti (che fanno uso di mappe mentali) non sempre evidenti e in grado di trarre conclusioni da osservazioni, meno ovvie, non individuate a prima vista.

Il pensiero logico razionale (detto anche pensiero verticale) fa uso dell'emisfero sinistro e può essere rappresentato dalle mappe concettuali.

Il pensiero laterale (detto anche divergente) fa uso dell'emisfero destro e può essere rappresentato attraverso le mappe mentali.