giovedì 8 ottobre 2026

Le difficoltà dei bambini nello spettro autistico

"La macchina degli abbracci" è il titolo del libro scritto da Tample Grandin, una donna con una forma di neurodivergenza (si discosta dalla neurotipicità) che la porta a stabilire una forte connessione con molti animali, coi quali avverte una profonda empatia.
In questo interessantissimo volume, l'autrice ci racconta le emozioni e l'affettività visti da chi vive con una condizione dello spettro autistico. Tample Grandin è una persona che ha saputo impostare la vita ottenendo grandi soddisfazioni e una buona integrazione sociale, dopo aver vissuto anni di isolamento e incomprensioni. Per riuscire a sopravvivere al suo periodo di difficoltà vissuto da ragazza al College si era fatta costruire "La macchina degli abbracci", un macchinario in legno che le dava l'impressione di essere abbracciata evitando le sgradevoli sensazioni tattili che provano spesso le persone con autismo.

mercoledì 7 ottobre 2026

Possibili cause dell'autismo, ipotesi

Una delle possibili spiegazioni in merito ai deficit relativi allo spettro autisco, è stata identificata nel cosiddetto pruning. Questo vocabolo inglese viene tradotto con "potatura".

Con esso ci si vuole riferire ad una fase cruciale del neurosviluppo, durante la quale, il numero dei neuroni e delle sinapsi, in condizioni di neurotipicità viene ridotto, eliminando così le configurazioni neuronali inutili.
Invece, in condizioni di neurodiversità (spettro autistico), questa potatura fisiologica non avviene, creando una sovrabbondanza di connessioni inutili e fuorvianti.


Questa importante scoperta è stata fatta grazie a uno studio pubblicato su Nature Neuroscience,

Differenza tra BES e EES

BES o EES? Facciamo chiarezza sulla sigla che confonde i genitori in Piemonte
Se avete letto la sigla EES (Esigenze Educative Speciali) in una certificazione o in un test di Neuropsichiatria Infantile (ad esempio in quelli dell’ASL TO4), potreste aver pensato a una nuova legge o a un cambio di nome nazionale.
Non è così: in Italia la macro-categoria generale si chiama ancora BES (Bisogni Educativi Speciali).
La dicitura EES è in realtà una specificità della Regione Piemonte. Vediamo insieme cosa significa e come funziona.
La classificazione dei BES in Piemonte
La Regione Piemonte ha introdotto ufficialmente il termine EES con la Legge Regionale n. 28/2007. Nel sistema scolastico piemontese, la grande categoria dei BES viene suddivisa in quattro gruppi:
  • Alunni con disabilità: Tutelati dalla Legge 104/92.
  • Alunni con DSA: Disturbi Specifici dell’Apprendimento (come dislessia o discalculia), tutelati dalla Legge 170/2010.
  • Alunni con EES (Esigenze Educative Speciali): Questa è la sotto-categoria specifica per quadri clinici come ADHD (deficit di attenzione e iperattività), disturbi del linguaggio, della coordinazione motoria o Funzionamento Intellettivo Limite (FIL).
  • Alunni in situazione di svantaggio: Fattori socio-economici, culturali o linguistici.

I disagi in età adolescenziale e l'impotenza dei genitori

Nella società di oggi, i disagi vissuti dagli adolescenti sono sempre più frequenti e assumono diverse connotazioni.
Non è raro il ritiro sociale di molti giovani che si chiudono in loro stessi, si allontanano dal gruppo dei pari e spesso arrivano anche ad abbandonare la scuola.

Molte ragazze iniziano, in età sempre più precoce, ad avere problemi di alimentazione: si va dalle grandi abbuffate, alla forte restrizione calorica, alla pratica del vomiting. Pur se in maniera meno frequente, anche alcuni ragazzi oggi soffrono di anoressia nervosa o di ortoressia (ossessione per il cibo salutare).

Purtroppo si stanno diffondendo rapidamente pratiche autolesionistiche di diversa natura: tagli su braccia e gambe, bruciature, ecchimosi sul volto e altre parti del corpo. E queste sono solo alcune...
Ma che cosa si cela dietro questi comportamenti? 

martedì 6 ottobre 2026

Temperamento, carattere, personalità

La personalità può essere definita come l'insieme delle caratteristiche dell'individuo che sono responsabili di modelli coerenti di pensare, sentire e comportarsi e che pertanto assicurano unità, coerenza, continuità e progettualità alle relazioni dell'individuo col mondo.

La personalità si struttura in maniera definitiva verso la fine dello sviluppo psicologico della persona (a fine adolescenza)  sulla base del temperamento e del carattere. Ma come possiamo definire queste due dimensioni?

Il temperamento riguarda la componente biologica innata, legata a fattori genetici.
Il termine temperamento deriva dal latino temperare e significa mescolare opportunamente. Quindi il termine temperamento si riferisce a quei tratti innati psicologici che determinano le tendenze di comportamento di una persona.

Il carattere, invece, riguarda l'insieme dei comportamenti appresi ed è quindi legato all'ambiente in cui l'individuo cresce e si sviluppa venendo influenzato dal contesto che determina in lui modificazioni legate anche al suo temperamento di base. Ogni circostanza infatti può influire in maniera differente in relazione al substrato di partenza.

L'importanza di narrare le favole

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.
(G. K. Chesterton)

Per i bambini, le favole rappresentano una porta per accedere al proprio mondo interiore ed emotivo. In tal modo possono capire i sentimenti più complessi, verbalizzandoli. Nel contempo possono stimolare stimolare le capacità di ragionamento.
Infatti, è possibile attraverso le fiabe apprendere nuovi schemi di comportamento, imparare a rispondere meglio a situazioni conflittuali. In tal modo si acquisisce la capacità di non rimanere vinti dalle emozioni che si esperiscono.
Identificarsi nei protagonisti dà modo ai bambini di entrare in contatto con le emozioni, imparando a riconoscerle, a nominarle, a descriverle.
Immaginando, il bambino inizia a prendere contatto e a comprendere temi che creano disagio, come la paura, la rivalità fraterna, la separazione e l'abbandono.

 

lunedì 5 ottobre 2026

Gestione della classe con bambini ADHD

La prima regola è evitare i pregiudizi.

La seconda regola è accogliere questi ragazzi/e senza innescare un braccio di ferro, pensando di poter modificare il loro comportamento in maniera repentina. Assumere un atteggiamento rigido e troppo severo con chi è già tendenzialmente oppositivo, non porta a nulla di buono. I cambiamenti sani necessitano di tempo.

La terza regola è valorizzare gli aspetti positivi e partire da lì per costruire un rapporto di fiducia. Certamente gli insegnanti curriculari non hanno il tempo per fare tutto questo, quindi si auspica che ci sia un insegnante di sostegno preparato e capace.
Partendo da un buon rapporto di stima e fiducia reciproca, le regole verranno via via accettate, partendo da quelle più semplici che richiedono meno sforzo. Concedere intervalli e offrire piccole gratificazioni, senza spostarle in un arco temporale troppo lungo. Il bambino ADHD non riesce ad attendere troppo, l'attesa gli crea ansia e frustrazione.
Inoltre è molto importante evitare che si annoi. Può essere utile offrirgli attività ludico-didattiche come rebus e cruciverba. Il fatto di recarsi a scuola ogni mattina non deve essere il suo incubo, ma deve divenire un piacere, seppur inframezzato da un impegno che imparerà pian piano ad accettare di buon grado, quando potrà raggiungere le prime piccole soddisfazioni.

Rebus semplici per bambini

Ecco una scheda di rebus facili per i bambini della scuola primaria.
Nella mia esperienza come insegnante di sostegno ho notato che la risoluzione dei rebus sia qualcosa che offre grande soddisfazione. 
La soluzione dei rebus promuove nel bambino il senso di autoefficacia, importantissima per la strutturazione dell'autostima.



venerdì 2 ottobre 2026

5 suggerimenti per gestire la rabbia del bambino

Sei un genitore che talvolta si trova in difficoltà nel gestire le crisi di rabbia del proprio bambino? Ecco 5 suggerimenti utili.
Innanzi tutto è importante comprendere che, nei momenti di rabbia, il suo cervello – che non è ancora completamente sviluppato specialmente nella zona prefrontale deputata alla pianificazione, empatia, reciprocità, ecc. – non è ricettivo in merito a una tua spiegazione su quanto sia importante fare i bravi bambini e osservare le regole. Rimanda ogni insegnamento ai momenti in cui sarà tranquillo, perché nei momenti di crisi la parte razionale è "disattivata" e ogni tentativo di parlargli facendo appello alla ragione, finirà soltanto per innescare atteggiamenti oppositivi e controproducenti.

Quando è agitato, nervoso, incontenibile, tutto ciò che puoi fare per tranquillizzarlo deve prima passare attraverso il corpo per poi arrivare alla mente.

1.   MASSAGGIO
Mettiti di fronte al bambino in modo da essere alla sua altezza, faccia a faccia, guardalo in maniera serena, senza farlo sentire giudicato. Metti le tue mani sulle sue braccia che manterrai ferme lungo il suo corpo. Fagli sentire la tua presa ferma e sicura sulle sue braccia, poi risali piano fino alle spalle. Praticagli un massaggio sulle spalle e nella parte posteriore del collo e della nuca, esercitando una leggera pressione. 

2.   ABBRACCIO
A
bbraccialo con una stretta decisa dosando la giusta pressione che riesca a farlo sentire accolto e confortato. Fagli capire che sei il suo supporto, il suo porto sicuro. L'abbraccio è molto importante anche perché stimola la produzione di ossitocina (ormone dell'amore, del legame e della fiducia) e di endorfine (neurotrasmettitori che riducono lo stress e il dolore).

3.   TAPPETO SENSORIALE o CUSCINETTI PROPRIOCETTIVI
Se sei casa proponigli il tappeto sensoriale, fallo stare a piedi nudi e invitalo a saltare sul posto (movimento controllato); se puoi 
 salta insieme a lui.  Oppure utilizza i cuscinetti propriocettivi o la tavoletta propriocettiva, per fare qualche esercizio di equilibrio. Lo scopo è quello di riportarlo ad una realtà più tranquilla, passando attraverso la stimolazione sensoriale e la percezione del proprio corpo (propriocezione).

4.    BAGNO RILASSANTE
Se ne hai l'opportunità, invitalo a fare una doccia o ancora meglio un bagno rilassante, con i giochi in plastica galleggiante nell'acqua.

5.    BARATTOLO DELLA CALMA
Stabilizza la tranquillità ritrovata con l'utilizzo del barattolo della calma. Questo lo potete creare insieme, in momento ludico e poi sarà il suo ancoraggio per ritrovare la calma.
Il barattolo della calma lo potete creare utilizzando acqua, olio, glitter, paillettes, perline, conchiglie, sassolini... lasciando ampio spazio alla fantasia.

Rossana d'Ambrosio, psicolga e psicopedagogista, esperta in neurodivergenze

giovedì 1 ottobre 2026

5 suggerimenti per gestire l’iperattività in classe

Sei un insegnante alla ricerca di qualche attività rasserenante per la gestione dell’iperattività in classe?
Spesso in classe ci troviamo con bambini molto esuberanti, che faticano a canalizzare la loro attenzione e che finiscono poi per diventare elementi di distrazione per tutti gli altri. Cercare di imporre le regole in modo categorico e severo, per lo più non funziona, specie se in classe ci sono bambini tendenzialmente oppositivi-provocatori che si irrigidiscono ancora di più.
Provo a darti 5 suggerimenti pratici da usare come attività defaticanti (o brain break). Sono utili per lavorare sulla gestione dello stress da sovraccarico sensoriale e sull’emotività. Potrai poi modificarli per adattarli meglio al tuo contesto.

1. La Respirazione Diaframmatica (2 Minuti)
Invita i bambini a fare un piccolo rilassamento attraverso 5 respirazioni profonde ad occhi chiusi:
Inspirare dal naso per 4 secondi.
Trattenere l’aria nei polmoni per 1 secondo.
Espirare dalla bocca buttando fuori tutta l’aria per 5 secondi.

2. La Meditazione della Mano (Mindfulness per Bambini)
Questo esercizio unisce il respiro alla sensazione tattile, allontanando lo stress e i pensieri negativi. Posizionare davanti al viso una delle due mani, tenendola ben aperta con le dite distanziate.
Con l’indice dell'altra mano, inspirando, partire dal polso e percorrere il contorno della mano risalendo verso il pollice.
Arrivati alla punta del pollice, espirare mentre si scende fino alla base del dito.
Risalire inspirando lungo l’indice e scendere espirando.
Ripetere lentamente per ogni dito. Si conclude espirando per la quinta volta, scendendo dal mignolo fino al polso.
Consiglio della maestra: Diciamo ai bambini di concentrarsi sulla sensazione della pelle che viene sfiorata delicatamente dal dito dell'altra mano.

3. Il Disegno Astratto con Onde Curvilinee
Invita i bambini a realizzare un disegno astratto su un foglio bianco, facendo soltanto delle linee curve. Suggerisci loro l’immagine di onde emotive che escono dal loro cervello e si imprimono sul foglio. L’utilizzo delle linee curve è altamente terapeutico.
👉 Per approfondire questo metodo, leggi il post sul mio blog: “Contenimento della iperattività ADHD con uno strumento semplice e originale”.

4. Il Bigliettino Gentile della Buona Risonanza
Invita i bambini a scrivere una frase gentile su un foglietto, indirizzata al compagno o alla compagna che hanno a fianco. La frase può essere corredata da un piccolo disegno veloce (un fiore, un albero, un cuore, un gatto). Questo sposta l'attenzione sull'empatia e calma l'ambiente.

5. Lo Stretching delle Nuvole (Movimento Controllato)
Se i bambini sono nervosi perché si sentono costretti a stare fermi, proponi qualche esercizio per muovere braccia e spalle stando seduti o in piedi dietro il banco:Alzare le braccia in alto e, con la punta delle dita, immaginare di toccare le nuvole, stirandosi verso l'alto il più possibile.
Muovendo le dita, far finta di spostare le nuvole fino a creare un varco nel cielo per far apparire il sole.

Rossana d'Ambrosio, psicologa e psicopedagogista
esperta in Neurodivergenze e in Psicologia Clinica Strategica
autrice di Vivacemente
da anni mi occupo di supporto a genitori, bambini e adolescenti

Se senti il bisogno di un confronto puoi trovare maggiori informazioni sul mio lavoro, consultando il mio sito personale:
www.rossanadambrosio.it

Proverbi e detti popolari sui nonni

disegno Emanuela Carletti
Cara maestra, ti offro qualche suggerimento se stai cercando un'attività in merito alla figura dei nonni.
Ti propongo puoi alcuni proverbi che potrai leggere in classe per avviare poi una conversazione guidata.
Dopo la lettura, chiedi ai bambini: "Qual è il proverbio che descrive meglio i tuoi nonni?" oppure "Qual è l'insegnamento più grande che ti ha dato il tuo nonno o la tua nonna?".
Sarà un bellissimo esercizio di riflessione ed empatia.


I Proverbi Italiani sulla Saggezza dei Nonni
1    "Se non ci fossero i vecchi, bisognerebbe comprarli."
(Un antico detto che ricorda quanto l'esperienza e i consigli degli anziani siano un tesoro inestimabile per la famiglia).
2    "Quando un vecchio muore, una biblioteca brucia."
(Un proverbio profondo che sottolinea come ogni nonno porti con sé un bagaglio immenso di storie, tradizioni e memorie).
3    "I giovani vanno a cavallo, ma i vecchi conoscono la strada."
(La giovinezza ha la forza e la velocità, ma i nonni hanno la bussola dell'esperienza per guidarci).

I Detti Popolari sull'Amore per i Nipoti
1    "L'amore dei nonni è un amore due volte grande: prima per i figli, poi per i figli dei figli."
2    "I figli dei figli sono la corona dei vecchi."
(Un antico detto che descrive l'orgoglio e la gioia immensa che i nipoti portano nella vita dei nonni).
3    "I nonni sono fatti per amare e per viziare, ai genitori spetta il compito di educare."
(Un simpatico e veritiero detto moderno che fotografa il dolce ruolo dei nonni).

Proverbi dal Mondo
1    "Ciò che il vecchio vede seduto, il giovane non lo vede nemmeno in piedi."
(Proverbio africano)
2    "I giocattoli più semplici, quelli che anche il bambino più piccolo può usare, si chiamano nonni." (Detto popolare)
3    "Nessuno può fare per i bambini piccoli ciò che fanno i nonni: essi spargono polvere di stelle sulla vita dei più piccoli." (Celebre modo di dire internazionale)

Rebus a specchio

Sul blog Vivacemente continua la proposta di accattivanti rebus, per i bambini più appassionati.

mercoledì 30 settembre 2026

Rebus autorisolutivo per bambini

Per tutti gli amanti dei rebus, inseriamo una nuova tipologia di rebus. Si tratta di rebus che, nella loro immagine di sfondo svelano la soluzione finale. Per questo li abbiamo chiamati "rebus autorisolutivi".

martedì 29 settembre 2026

Disegni realizzati col curvilinee

Proponete ai bambini della scuola primaria la realizzazione di qualche disegno utilizzando un piccolo strumento semplice ed economico, facilmente reperibile: il curvilinee.
Per il bambino rappresenta una novità che lo incuriosisce e che accoglie volentieri. Si divertirà sperimentando le varie possibilità di disegnare linee curve.

Dall'intersezione casuale delle linee curve si generano spazi chiusi e protetti. Il bambino, invitato a riempire questi spazi con campiture di colore sfumate o contrastanti, si trova davanti a una struttura visiva definita che non lo disorienta. Il risultato finale è sorprendente e richiama immediatamente le architetture organiche e i mosaici del Parc Güell di Barcellona.
La "piccola opera d'arte" che crea il bambino si trasforma in un potentissimo attivatore di autoefficacia. L'alunno non ha semplicemente riempito del tempo per stare calmo, ma ha prodotto bellezza partendo da uno strumento geometrico. Un'attività semplice, pulita, economica e facilmente integrabile nel piano didattico personalizzato (PDP), capace di trasformare la tensione motoria in pura espressione artistica. 

Disegno realizzato da F. (scuola primaria)

lunedì 28 settembre 2026

Le curve armoniose di Gaudí

Il Parc Güell è uno dei simboli di Barcellona e di gran lunga uno dei luoghi più apprezzati dai visitatori, costruito da Gaudì all'inizio del '900 - https://www.barcellona.org/cosa-vedere-barcellona/parc-guell/
Il Parc Güell è uno dei simboli di Barcellona e di gran lunga uno dei luoghi più apprezzati dai visitatori, costruito da Gaudì all'inizio del '900. - https://www.barcellona.org/cosa-vedere-barcellona/parc-guell/

Il Parc Güell è uno dei simboli di Barcellona. Fu progettato dall'architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano, a carico dell'impresario Eusebi Güell. Le curve ripetute e i mosaici coloratissimi sono gli elementi più caratterizzanti di questo parco meraviglioso.

Le curve armoniose e avvolgenti si riallacciano inconsapevolmente alla rotondità del ventre materno e dell'abbraccio, offrendo un senso di calma, accoglimento, sicurezza, supporto, e quindi favoriscono la calma e il senso di pace. Tutto questo si rivela terapeutico nelle persone con ADHD.
Possiamo invitare i bambini a realizzare disegni con l'utilizzo del curvilinee, ispirandosi ai lavori del grande artista Gaudí.


Contenimento della iperattività ADHD con uno strumento semplice e originale

Il "Curvilinee" come strumento di inclusione: placare l’iperattività attraverso le forme biologiche e l'effetto Gaudí
Nella quotidiana ricerca di strategie inclusive per la gestione dell'ADHD in classe, noi insegnanti ci scontriamo spesso con una sfida complessa: trovare attività che calmino l'iperattivazione motoria, che siano silenziose, che non isolino il bambino e che non disturbino il resto della classe.
La risposta potrebbe nascondersi in uno strumento tecnico ingiustamente dimenticato nei cassetti della scuola primaria: il curvilinee (sia quello rigido classico che, ancor meglio, la sua variante flessibile).
L'esperienza sul campo dimostra che invitare un alunno con ADHD a tracciare linee curve libere sul foglio utilizzando il curvilinee attiva un processo terapeutico e rilassante immediato. Da un punto di vista psicomotorio, la linea retta o spezzata impone rigidità, blocchi continui e un controllo inibitorio che per il bambino iperattivo è fonte di stress. Al contrario, la linea curva asseconda il movimento naturale della mano. Il curvilinee flessibile, in particolare, offre una stimolazione tattile e manuale unica: il bambino può modellarlo, percependo la resistenza del materiale, canalizzando così l'irrequietezza in una motricità fine controllata e silenziosa.
Le curve continue sembrano rievocare dinamiche ancestrali di accoglienza, di abbraccio e di fluidità, allentando l'ansia da prestazione. Ma il vero punto di forza di questa attività risiede nella fase successiva: il colore.
Dall'intersezione casuale delle linee curve si generano spazi chiusi e protetti. Il bambino, invitato a riempire questi spazi con campiture di colore sfumate o contrastanti, si trova davanti a una struttura visiva definita che non lo disorienta. Il risultato finale è sorprendente e richiama immediatamente le architetture organiche e i mosaici del Parc Güell di Barcellona.