sabato 30 settembre 2017

Fondamenti delle emozioni, dell'attaccamento, della comunicazione e autoregolazione.

La teoria polivagale elaborata da Stephen Porges (New Jersey 1945) rappresenta un modello che può essere applicato alla salute di ognuno per comprendere la predisposizione a certe patologie o disturbi (in ambito oncologico, autoimmune, psicologico...).
Si tratta in sintesi di una teoria sul legame mente-corpo, che si propone di spiegare i meccanismi neurofisiologici alla base del continuo scambio di informazioni tra mente e corpo.
Il libro "La teoria polivagale" presenta gli studi quarantennali di Stephen Porges sulla neurobiologia comportamentale delle emozioni, sulla regolazione degli affetti, sull'intelligenza intra e inter-personale.
L'autore è uno dei principali ricercatori del sistema nervoso autonomo (il sistema neuronale che controlla in gran parte funzioni inconsce come il battito cardiaco, la respirazione e il comportamento sociale). 
La teoria polivagale di Stephen Porges sta riscuotendo un grande successo fra i clinici di tutto il mondo per le sue geniali illuminazioni sul modo in cui il sistema nervoso autonomo influenza le nostre abilità relazionali, le nostre convinzioni e la nostra vita intima.

venerdì 29 settembre 2017

Tutti i nomi delle emozioni

Le emozioni sono numerosissime, assumono un'infinità di sfumature e contorni.
Molte emozioni nella lingua italiana non hanno un nome preciso con il quale sia possibile identificarle immediatamente. Per descriverle è quindi necessario comporre un'intera frase.
A chi desidera scoprire le emozioni senza nome, che hanno un nome in altre culture, consiglio il libro: Atlante delle emozioni umane edito da Utet dal quale ho estrapolato alcune emozioni che riporto qui di seguito.

Song
È normale, quando si è ancora bambini, sentirsi frustrati quando, dopo aver suddiviso la torta, a noi resta soltanto una fetta minuscola. 
Crescendo si impara a mascherare i propri sentimenti; da adulti lamentarsi per aver ricevuto qualcosa in meno può sembrare per alcuni addirittura una cosa meschina.
Invece tra gli Ifanuk, il song è una reazione giustificata e lecita poiché gioca un ruolo fondamentale nell’accertarsi che le cose vadano nel modo più giusto e rispettoso per tutti.
Gli abitanti della piccola isola Ifaluk nell’Oceano Pacifico sono propensi a esternare la loro indignazione quando viene commessa un’ingiustizia che li priva di qualcosa.

Litost
È un emozione della cultura cecoslovacca, il cui nome è difficile da tradurre. 
Secondo lo scrittore Milan Kundera è impossibile comprendere l’animo umano senza considerare questa emozione.
Essa descrive quel vortice di risentimento e furia che ci solleva da terra quando ci accorgiamo che qualcun altro ci ha calpestato e reso infelici.

Ligest
L’antropologa americana Michelle Rosaldo portò il liget all’attenzione dei lettori occidentali negli anni ottanta.
Abituata a pensare alla rabbia come a un’emozione totalmente negativa, imparò a coglierne alcuni aspetti positivi. Al di là degli scatti d’ira e discussioni inutili, può offrire anche stimoli e motivazioni. Per esempio per dimostrare che si vale di più di quanto si è stati giudicati. 
Michelle Rosaldo condusse questi interessanti studi lavorando tra gli Ilongot, una tribù di cacciatori di teste che vivono nella oscura giungla della Nueva Vizcaya nelle Filippine. La parola liget è il nome dato a una sorta di energia rabbiosa, capace di alimentare gli oggetti inanimati oltre che i corpi umani.
– Se non fosse per il liget – dicevano gli Ilongot – noi non avremmo una vita, non lavoreremmo mai.

Bambini che ridono e sorridono

I bambini ridono (o sorridono) circa 300 volte al giorno. Gli adulti, invece, per quanto abbiano un atteggiamento positivo, arrivano  a non più di 100 tra sorrisi e risate. Certuni arrivano a stento a 10 espressioni del viso che ricordano l'ilarità.
Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualcosa.
3. A volere con ogni sua forza ciò che desidera.
(Paulo Coelho)

Gli adulti sono troppo seri per me. Non sanno ridere. 
Meglio scrivere per i bambini, è l’unico modo per divertire anche me stesso.
(Roald Dahl)

Ecco una fantastica idea regalo per far ridere e divertire i bambini: una raccolta delle più belle storie di Roald Dahl.

giovedì 28 settembre 2017

Rebus, ginnastica per la mente

La mente per restare in forma ha bisogno di allenamento.
Quindi, così come ci alleniamo in palestra per mantenere un fisico atletico e scattante, è bene fare un po' di sana ginnastica anche per i nostri neuroni (cellule che costituiscono il cervello).
I rebus rappresentano un modo sano e divertente per mantenere attiva la mente!


Sbadigliare fa bene e ossigena il cervello

 
Lo sbadiglio, molto spesso accusato ingiustamente di essere sintomo di noia e disinteresse, in realtà è un modo per scaricare tensione, aiutare il corpo a rilassarsi e la mente a riattivarsi.
Purtroppo è stato ritenuto a lungo segno di cattiva educazione, soprattutto se non ci si mette la mano davanti alla bocca, tuttavia è oggi è rivalutato da psicologi, coach e allenatori sportivi. 
Favorisce la distensione della muscolatura e lo sciogliersi delle articolazioni.
Esiste lo "yoga dello sbadiglio" e lo "stretching sbadigliato" basati sulla pratica dello slogamento mandibolare che induce rilassatezza. 
Vari test sui simulatori di guida hanno dimostrato che sbadigliando si hanno fino all'80% di probabilità in meno di avere un incidente. Il motivo è che la maggiore quantità di ossigeno che arriva ai polmoni con gli sbadigli induce il rilassamento muscolare e una minore attività della mente razionale a favore del cervello "inconscio" preposto al controllo dei riflessi istintivi che risultano 4 volte più veloci.

mercoledì 27 settembre 2017

Da Barbablù a Majorana

Durante l'estate ho letto il libro Otto saggi brevi di Marina Caracciolo, pubblicato da Genesi Editrice.
Ci tengo a precisare che tutti i libri suggeriti nel mio Blog sono libri che ho letto e che mi hanno coinvolto (o per l'aspetto emotivo o per gli approfondimenti di grande interesse).
La saggista (che avevo già avuto modo di apprezzare in altri testi)  è superlativa nel coniugare il rigore per l'indagine storica (regalandoci una serie di notizie singolari e stimolanti) con la fluidità e la piacevolezza della lettura.
La sostanza che accomuna ben sette saggi è l'approfondimento incentrato su figure femminili. Donne vittime di persecuzioni (come nel ciclo favolistico di Barbalù), donne che hanno trovato la strada per esprimere il loro talento attraverso la scrittura (come Irène Némirovsky, Anna Ventura, Natalie Babbitt).
Unica eccezione alla prevalenza della figura femminile è rappresentata dall'analisi di un testo di Leonardo Sciascia "La scomparsa di Majorana", attenta ricognizione del mistero, ancora irrisolto, che circonda la sparizione del grande scienziato siciliano, vittima anche lui, forse, di qualche persecuzione. 
Otto saggi per riflettere su aspetti poco noti, intrisi di fascino e mistero.
Una lettura deliziosa e arricchente, molto utile soprattutto agli insegnanti che potranno trovare ottimi spunti sui quali lavorare in classe.

Insegnare ai bambini a riconoscere le emozioni

Spiegare ai bambini che è possibile comprendere lo stato d'animo di un'altra persona attraverso tanti segnali:
- l'espressione del viso; le espressioni legate alle principali emozioni sono uguali in tutte le culture e in tutti i tempi
- il modo buffo in cui si spalanca la bocca (per esempio quando si resta sorpresi di fronte a qualcosa di inaspettato)
- il linguaggio del corpo (per esempio chi ha paura si rannicchia e si chiude a riccio)
- il tono della voce (chi prova rabbia solitamente urla)
- il colorito (chi è terrorizzato spesso sbianca, chi prova imbarazzo diventa rosso)

Far intervenire i bambini chiedendo loro di portare degli esempi legati alle loro esperienze emotive.

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello è forse il libro più celebre di Oliver Sacks.
Si tratta di una raccolta di 24 racconti i cui protagonisti sono per lo più suoi pazienti.
Uomini e donne che fin dalla nascita, o d'un tratto a un certo punto della vita, si trovano a dover fare i conti con un diverso modo di essere e percepire il mondo. Da qui le loro difficoltà a interagire, a comprendere e a farsi comprendere.
Il primo racconto, quello che dà il nome a tutta la raccolta, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, narra la storia di un illustre musicista che si accorge di non riuscire più a riconoscere le persone dal volto, e quindi si deve aiutare con l'ascolto della loro voce.
Alla fine della visita con il dottor Sacks, il musicista scambia il volto della moglie, seduta accanto a lui, per il suo cappello e cerca di afferrarlo per metterselo in testa.
Perdere alcune facoltà neurologiche compromette in maniera devastante la nostra vita, tuttavia sono sorprendenti le capacità del nostro cervello di supplire alle mancanze, trovando nuove strade per sopravvivere adattandosi alle nuove condizioni.
Stupefacente anche il racconto de L'incarnata, una donna che perde il senso della propriocezione e del tatto e si trova a mettere in atto strategie per non perdere l'equilibrio e per percepire le sensazioni perdute sulla sua pelle. Escogita così, per ritrovare piacere nella vita, di viaggiare su un auto cabriolet per lasciarsi accarezzare dal vento e godere di quella flebile sensazione.

Qual è la differenza tra paura, angoscia (ansia) e fobia?

La paura si ha in riferimento a qualcosa di concreto e tangibile.
Esempio: ho paura delle vipere quando vado a funghi per i boschi.

L'angoscia è riferita a qualcosa di astratto.
Esempio: sono angosciato dal fatto di non sentirmi ben voluto dai compagni di classe.

La fobia è riferita a qualcosa di concreto, che però in realtà non è così pericoloso, tuttavia provoca un turbamento esagerato nella persona che la prova.
Esempio: la fobia degli insetti o dei ragni; oppure la claustrofobia (paura degli spazi chiusi e angusti come gli ascensori).

Pochi dei nostri processi psicologici sono coscienti; per la maggior parte sono involontari, e l'operato di tali processi è più che mai evidente nei disturbi da ansia e nelle fobie che ci appaiono tanto irragionevoli. I sintomi dell'ansia, dicono gli autori, sono una manifestazione di meccanismi di sopravvivenza guidati dai processi cognitivi. L'elaborazione dell'informazione sensoriale, che aveva per l'individuo una funzione autoprotettiva in circostanze di pericolo, può disattendere i suoi scopi interpretando come pericolosi eventi in realtà innocui. 

Nella prima parte del libro L'ansia e le fobie, Beck offre un quadro ampio e dettagliato di questi disturbi, presentando un modello esplicativo in termini della persistenza di strategie arcaiche messe in atto per fronteggiare minacce fisiche e psicosociali. 
Nella seconda parte Emery presenta un programma per la cura dei disturbi da ansia e delle fobie basato sul modello teorico sviluppato nella prima parte.

BES Bisogni Educativi Speciali nella scuola primaria

Didattica per i bisogni educativi speciali. 
Strategie e "buone prassi" di sostegno inclusivo. 
Questo libro presenta una metodologia di didattica speciale, più efficace e più umana, alcuni metodi specifici di lavoro e varie "buone prassi" che hanno portato al conseguimento di soddisfacente risultati. L'insegnante ha a disposizione una cornice culturale generale, modelli operativi ed esempi selezionati con cura. Gli esempi e le "buone prassi" sono state scelte con i criteri della novità, dell'efficacia nel raggiungere gli obiettivi e della riproducibilità in contesti differenti.

Effetto Placebo, intervista al Prof. Fabrizio Benedetti

In merito all'argomento effetto placebo, effetto nocebo, ripubblico l'intervista fatta al più grande studioso italiano di questa parte delle neuroscienze.
Questa intervista, di qualche anno fa, è ancora molto attuale ma ci tengo a evidenziare il nuovo libro di Fabrizio Benedetti pubblicato nel 2016 dalla casa editrice scientifica Giovanni Fioriti Editore.
Articolo tratto dal periodico VivacementeTre

Il codice dell'anima, Hillman

Quando, da giovane mamma, cercavo qualcosa che mi illuminasse per crescere il mio bambino, dal temperamento ribelle e oppositivo, tra le tante letture mi imbattei nel grande psicologo James Hillman
Il codice dell'anima ha rappresentato per me un libro indimenticabile, di quelli che senza offrirti soluzioni su un piatto d'argento, cambia per sempre il tuo modo di vedere le cose e guardare agli altri, facendo maturare la consapevolezza che il grande impegno di un genitore o di un insegnante, per quanto non darà frutti immediati, costituirà un humus perché un giorno possa germogliare qualcosa di grande.

Vi riporto alcune citazioni tratte da Il codice dell'anima.

“La vocazione si esprime nei capricci e nelle ostinazioni, nelle timidezze e nelle ritrosie che sembrano volgere il bambino contro il nostro mondo mentre servono forse a proteggere il mondo che egli porta con sé e dal quale proviene.” 

“Ciascun essere umano compensa le proprie debolezze con la forza, potenziando e controllando ogni inettitudine.” 

“La nostra vita non è determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparato a immaginarla.” 

“A questo punto, diventa straordinariamente facile comprendere la nostra vita: comunque siamo, non potevamo essere altrimenti. Niente rimpianti, niente strade sbagliate, niente veri errori. L'occhio della necessità svela che ciò che facciamo è soltanto ciò che poteva essere.” 

“Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima.”

martedì 26 settembre 2017

Un antropologo su Marte, Oliver Sacks

Tutti i libri di Oliver Sacks sono meravigliosi per l'enormità di ciò che possiamo imparare godendoci altresì una lettura scorrevole e avvincente.
Potranno mai trovare una via d'intesa e comprensione persone neurotipiche e persone neurodiverse? Oppure ci sarà qualcuno destinato a sentirsi estraneo al mondo come si potrebbe sentire un antropologo su Marte?
Questo libro è una raccolta di sette racconti "neurologici" che possono apparire surreali ma sono invece aderenti alla realtà. I protagonisti infatti sono personaggi reali che Sacks ha avuto modo di incontrare durante la sua professione medica come neurologo.
Narrare storie toccanti che arrivano dritte al cuore e nel contempo conquistano la mente per il valore dell'approfondimento scientifico: questa è la nota distintiva di Sacks e questo libro è uno dei suoi capolavori.

lunedì 25 settembre 2017

PNEI: la nostra salute si fonda sull'equilibrio tra vari sistemi

Superato il vecchio approccio riduzionista, che separa nettamente corpo e mente, oggi anche la medicina ufficiale ritiene che il nostro stato di salute sia il frutto di un equilibrio derivante da una molteplicità di fattori. 
Il nostro corpo può funzionare come una macchina perfetta, quando il sistema nervoso, endocrino e immunologico sono messi nelle migliori condizioni, cosicché anche la nostra psiche possa trarne emozioni positive che a loro volta si riverberano sul nostro corpo fino al conseguimento di un equilibrio perfetto che origina armonia. 
Corpo e mente in stretta relazione si influenzano vicendevolmente e si coordinano come gli orchestrali durante una sinfonia.
Alla luce di quanto detto, possiamo affermare che oggi la PNEI sia divenuta il paradigma delle scienze della cura.

Quando sul corpo o sulla mente avviene qualcosa per cui cessa il coordinamento all’interno dei vari sistemi psico-neuro-endocrino-immuno, l’equilibrio si perde. E se questa situazione si protrae a lungo, i meccanismi di compensazione non reggono più e possono subentrare situazioni croniche infiammatorie fino ad arrivare a vere e proprie patologie.
A chi desidera approfondire questi temi consiglio un volume ricco che tratta gli argomenti in maniera scientifica ma nel contempo chiara e semplice. È una sorta di guida sulla quale troverete ogni patologia con l'indicazione delle varie implicazioni corpo/mente. 

"La salute è una situazione di intrinseca adeguatezza"
Prof. Francesco Bottaccioli - Fondatore SIPNEI 

(Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia)

Emozioni, rapporto mente-corpo


La dott.ssa  Candace Pert (Manhattan, 26 giugno 1946 – Potomac, 12 settembre 2013) ha condotto molti studi sul ruolo dei neuropeptidi nel funzionamento del sistema immunitario. Il suo primo lavoro di ricerca riguardò la scoperta dei recettori degli oppiacei e la loro azione. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo spiegando le sue teorie sulle emozioni e comunicazione corpo/cervello.
La studiosa, che ha coinvolto molti pazienti nelle ricerche cliniche per il trattamento della psoriasi, malattia di Alzheimer, sindrome da affaticamento cronico, ictus e traumi cranici, afferma che all’inizio del suo lavoro, pensava che le emozioni fossero solo nella testa. Poi comprese che esse si estendono e si esprimono anche nel corpo. Dal forte legame fra mente e corpo, ne consegue la correlazione fra sofferenza psicologica e malattia fisica. E da questo deriva la maggiore possibilità di ristabilire buone condizioni fisiche, con un atteggiamento mentale positivo.
Il suo famoso libro Molecole di Emozioni (Perché sentiamo quel che sentiamo?) tratta proprio questi argomenti.


Gratitudine: l'ultimo libro di Oliver Sacks

Per tutti gli appassionati di Oliver Sacks, questo è il suo ultimo libro con il quale il celeberrimo neurologo e divulgatore scientifico saluta e ringrazia i suoi fedeli lettori. 
Un volume da non perdere per completare la raccolta di tutti i suoi meravigliosi libri. Tutti estremamente arricchenti per comprendere l'animo umano e le bizzarrie della mente, per capire chi ci circonda, per accrescere la nostra empatia.

L'incredibile storia dell'oca "Becco di rame"

Alberto Briganti è il nome del veterinario di Spoleto che ha applicato a un’oca una protesi in rame per ricostruirle il becco, grazie ad un intervento unico al mondo.
Una volpe aveva mutilato l’oca portandole via due terzi della parte superiore del becco, con un morso. Da questo incidente, grazie all’amore dei proprietari e alla nuova protesi, è nato un personaggio, Becco di rame, che  è divenuto non solo il protagonista di una splendida favola, ma anche il simbolo della solidarietà e dell’accettazione della diversità. Becco di rame è un animale protesico, forte e coraggioso. La sua storia incarna il concetto di benessere animale. Con l’intervento, che gli ridona la possibilità di nutrirsi, l’oca non solo si salva ma rafforza il proprio carattere. 
La favola di Becco di rame è una storia vera, avvincente e soprattutto ricca di valori: 
il rispetto della vita; l’amicizia; la condivisione; la solidarietà; il legame animale-uomo; la pet therapy... e tanti altri ancora.
Questa favola insegna a tutti, adulti e bambini, quanto sia determinante impegnarsi nella vita per superare le avversità, ma restano imprescindibili la solidarietà e l’accettazione della diversità per sostenere chi si trova in difficoltà. 

Regalami un libro

Non un semplice dono, molto di più...

Illustrazione di Pucci Violi
Regalare un libro a un bambino in età prescolare contiene anche una promessa.
La promessa di dedicargli del tempo nel leggerlo insieme.
Tempo trascorso non solo a leggerlo, ma anche a commentarlo, poi a fantasticare, inventare altre storie insieme, stringendo il legame affettivo.
Con tutto questo aiuti il tuo bambino sconfiggere le paure e strutturare la sua personalità, gettando le basi per un adulto sereno e volitivo.
Insegnare ai bambini ad apprezzare la carta stampata, imparando ad amarla e a divertirsi con libri o giornalini, significa anche prevenire l'instaurarsi della dipendenza da TV e video-giochi. Questi ultimi, oltre a non favorire l'innata creatività dei bambini, possono generare l'instaurarsi di fenomeni di emicrania, nervosismo e insonnia.

Il movimento alla base del linguaggio e dello sviluppo del bambino

Quando si pensa alla mente si pensa all'attività psichica e non si mette in conto il ruolo centrale  del movimento nei processi di rappresentazione mentale già a iniziare dalle fasi embrionali.
Nella fase embrionale, in quella fetale e poi in quella della prima infanzia, l’azione precede la sensazione. 
Da questo si evince che l’apprendimento infantile è inizialmente sincretico, nel senso che i bambini quanto più sono piccoli tanto più imparano per “immersione” e quasi nulla per riflessione o ragionamento. 
I movimenti, più che un mezzo per conseguire qualcosa, sono un'espressione libera che esercita un ruolo importante nella formazione della mente, favoriscono l’apprendimento e sono alla base del linguaggio.
Nelle prime fasi dello sviluppo, il neonato ha un ruolo per lo più passivo e si limita a produrre azioni e movimenti in relazione al il suo benessere. Ogni mossa e spostamento della mamma o del papà che si prendono cura di lui hanno conseguenze positive sul neonato: le carezze e i massaggi soddisfano la necessità di contatto fisico, il cibo lo sfama, i gesti e le parole rispondono alla sua innata curiosità e voglia di esplorare il mondo. 

mercoledì 20 settembre 2017

Comprendere la differenza tra emozioni e sentimenti

Aiutare i bambini a comprendere la differenza tra emozioni e sentimenti, significa aiutarli a sviluppare la loro intelligenza intrapersonale e interpersonale (che insieme costituiscono l'intelligenza sociale). Queste abilità sono importanti per rapportarsi in maniera equilibrata con gli altri in qualsiasi contesto sociale.
I bambini che incontrano difficoltà a comprendere le emozioni e a gestirle vanno aiutati e sostenuti ancora più degli altri che dimostrano un maggior livello di empatia. I bambini meno empatici e con difficoltà a cogliere gli stati emozionali, vanno eventualmente indirizzati a psicologi esperti al fine di individuare eventuali caratteristiche assimilabili a un quadro Asperger.
Per saperne di più consulta l'etichetta:  

Una piacevole sorpresa

La più repentina delle emozioni


La sorpresa è un'emozione improvvisa e di breve durata. Viene innescata da un evento del tutto inaspettato. Ci infiamma per poi dissolversi in fretta.

Lo stupore di fronte a qualcosa, di cui siamo totalmente impreparati, può essere determinato da qualcosa di positivo o negativo. 
Anche quando la sorpresa mostrerà l’aspetto positivo (amici nascosti dietro al divano per una festa di compleanno) ad alcuni resterà addosso una sensazione di imbarazzo dovuto al disagio che si prova nel non sentirsi più padroni di se stessi.
Il tratto singolare della sorpresa è proprio la sensazione di distacco da sé, accompagnata dalla mancanza di controllo del proprio corpo. Infatti spesso si generano reazioni strane che ci possono far apparire ridicoli: gli occhi si sgranano, le pupille si dilatano, la sopracciglia si inarcano, la bocca si spalanca.
Darwin ci dimostrò che, anche se a noi piace l’idea di essere alla guida dei nostri corpi, in realtà molto siamo più simili a semplici passeggeri.

Non bisogna deridere chi ha paura

mercoledì 6 settembre 2017

Un contenitore per ogni emozione

Insieme ai bambini, visualizziamo ogni emozione primaria all'interno di un contenitore (o contesto simbolico).
Gioia (aiuola fiorita)
Paura (gabbia)
Rabbia (barattolo)
Disgusto (pozzanghera)
Sorpresa (arcobaleno)
Dolore (vaso di Pandora)