sabato 4 maggio 2019

Come realizzare un porta spazzolini da denti

Ecco un'idea per realizzare insieme ai bambini un porta spazzolini da denti. Un oggetto utile e allegro adatto anche come regalo per la festa della mamma. In tal caso si può utilizzare come soggetto un cuore o dei fiori colorati.

Attività curata da Lucrezia Giarratana

mercoledì 20 marzo 2019

Giornata di consapevolezza dell'autismo: 2 aprile

Il 2 aprile è la Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo indetta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 2007.
Il Museo Nazionale del Cinema e il Festival CinemAutismo organizzano una proiezione riservata agli studenti delle scuole secondarie di II grado per riflettere sulla  Giornata Mondiale della consapevolezza dell’Autismo (2 aprile).
Quanto basta (Francesco Falaschi - Italia 2018, 92’) Arturo è un cuoco stellato arrestato a causa del suo temperamento collerico. Viene condannato a insegnare a cucinare ad un gruppo di ragazzi autistici affidati ai servizi sociali. Tra loro spicca Guido, con sindrome di Asperger e un talento innato per l'alta cucina. Chiederà ad Arturo di aiutarlo per un concorso culinario: uno di quelli che lo chef odia. Riusciranno a superare i rispettivi limiti comportamentali? 

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Introduzione e incontro con gli studenti dopo il film a cura di CinemAutismo



lunedì 11 marzo 2019

Educare alle emozioni e alla gioia

"Alfabetizzazione Emotiva". Un testo agile che affianca gli insegnanti nel delicato compito di sostenere i bambini verso la comprensione e la gestione delle emozioni, accrescendo la loro intelligenza emotiva e favorendo altresì un clima armonioso nel gruppo classe, in grado di prevenire ogni forma di prevaricazione e bullismo.
Il libro è composto da:
- pagine in cui vengono trattati argomenti relativi a dinamiche psicologiche e sociali, in maniera scorrevole ma scientifica ed esauriente;
- pagine con proposte operative da svolgere insieme ai bambini.
Ecco l'indice con gli argomenti trattati.


Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 120
Rilegatura: con spirale, per una facile fruibilità 
Prezzo: 22 € (incluse spese di spedizione con raccomandata tracciabile)

Pagamento: Bonifico Bancario intestato a Rossana d'Ambrosio
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Riceverete il libro in pochi giorni, sarà spedito con raccomandata tracciabile.

Chi è di Torino può trovare questo libro presso la libreria di via Cernaia 40 (staz. Metro XVIII dicembre, zona Porta Susa). Tel 011543516

lunedì 4 marzo 2019

La mimosa simbolo delle donne

La mimosa rappresenta da anni il simbolo della festa della donna.
I fiori, che appaiono come grappoli gialli simboleggiano non solo forza e coesione, ma femminilità esternata in una bellezza semplice.
La pianta di mimosa è stata importata, all’inizio del XIX secolo, dall’Australia in Europa. Qui ha trovato il clima favorevole per svilupparsi. 
I suoi fiori sbocciano a fine inverno e con il loro colore giallo intenso irrompono a fine inverno per portarci il tepore della primavera.
Non a caso la mimosa è stata eletto fiore simbolo della festa della donna: infatti fiorisce proprio in concomitanza dell’8 marzo, oltre a essere foriera di un significato in sintonia con la ricorrenza.
La mimosa è scelta come fiore per ricordare le operaie morte durante un incendio nella fabbrica di New York in cui prestavano lavoro. Questo terribile episodio si verificò l’8 marzo del 1908.
L’U.D.I. (Unione Donne Italiane) nel 1946 ha scelto la mimosa come fiore ideale per divenire il simbolo della festa di tutte le donne; esso è di facile reperibilità, economico e luminoso come tanti piccoli soli.

Donne pittrici, grandi artiste nella storia

Volgendo uno sguardo al passato, ci viene da riflettere sul fatto che la storia annoveri così tanti artisti di genere maschile e pochi di genere femminile. La spiegazione riguardo a questo dato sta nel fatto che un tempo alle donne venivano offerte, rispetto agli uomini, possibilità di studiare molto ridotte.
La donna, simbolo del focolare domestico, era poco invogliata a studiare o addirittura veniva osteggiata. Doveva infatti prendersi cura dei figli, degli anziani della famiglia e dedicarsi totalmente alla vita domestica. Le sue attività per il tempo libero erano per lo più il ricamo o la buona cucina.
Per questo, le poche artiste che hanno avuto la possibilità di studiare erano generalmente figlie di artisti affermati, quindi hanno avuto modo di apprendere nella bottega dei padri. Iscriversi nelle scuole più prestigiose era assai difficile per una donna, forse quasi impossibile.
Inoltre va detto che seppure le grandi artiste del passato fossero poche, ci sono comunque state, ma la storia non ha prestato grande attenzione al loro operato, quindi si è parlato poco del loro ingegno e della loro arte, ritenendola qualcosa di marginale all'interno del panorama artistico di appannaggio maschile.
In queste due pagine tratte da VivacementeDue desidero dare rilievo all'operato di talentuose donne del passato.
LESSICO: si dice talentoso o  talentuoso?
Siamo andati a documentarci presso il sito dell'Accademia della Crusca e abbiamo trovato quanto segue.
L'aggettivo talentoso o talentuoso è registrato nei vocabolari con alcune differenze; in sostanza ha due significati: il primo è "desideroso di talento", il secondo è "dotato di talento".


domenica 24 febbraio 2019

Copertina per il Carnevale


La pelle, poesia di Gianni Rodari



La pelle

Pelle Bianca come la cera
Pelle Nera come la sera
Pelle Arancione come il sole
Pelle Gialla come il limone
tanti colori come i fiori.
Di nessuno puoi farne a meno
per disegnare l'arcobaleno.
Chi un sol colore amerà
un cuore grigio sempre avrà.

Gianni Rodari

giovedì 14 febbraio 2019

Evoluzione culturale ed evoluzione genetica

Lo sviluppo dei codici di comportamento, all’interno di società e culture, si è ispirato all’imperativo omeostatico. Tali codici erano mirati alla riduzione dei rischi e di pericoli per gli individui e i gruppi sociali per arrivare alla riduzione della sofferenza e all’aumento della prosperità. Quindi è nata la coesione sociale che è utile all’omeostasi e si sono affinati sentimenti quali la compassione, la solidarietà e la gratitudine.

I fenomeni biologici possono avviare e dare forma a eventi che diventano fenomeni culturali, e devono averlo fatto all’alba delle culture tramite l’interazione di affetto e ragione. Il binomio intelletto/sentimento rimarrà un elemento caratterizzante della coscienza umana.

Nel cammino verso la mente culturale umana, la presenza dei sentimenti è ciò che ha permesso all’omeostasi un balzo spettacolare perché essi potevano rappresentare mentalmente lo stato vitale all’interno dell’organismo.

La mente cosciente guidata dai sentimenti poté così comprendere:

- le condizioni interne del proprio organismo,

- le condizioni dell’ambiente circostante.

Con il progredire dell’apprendimento e della memoria, l’essere umano poté elaborare il linguaggio, condividere le proprie idee, confrontarsi ed elaborare strategie mirate al raggiungimento di una migliore qualità della vita. A quel punto l’ondata creativa non poté più essere arginata. 
La selezione naturale aveva conquistato un ulteriore teatro di operazioni, quello delle idee a monte di azioni, quello del confronto e della coesione sociale. A quel punto l’evoluzione culturale poté unirsi all’evoluzione genetica.

Bibliografia: Lo strano ordine delle cose - Antonio Rosa Damasio - Adelphi