giovedì 14 febbraio 2019

Evoluzione culturale ed evoluzione genetica

Lo sviluppo dei codici di comportamento, all’interno di società e culture, si è ispirato all’imperativo omeostatico. Tali codici erano mirati alla riduzione dei rischi e di pericoli per gli individui e i gruppi sociali per arrivare alla riduzione della sofferenza e all’aumento della prosperità. Quindi è nata la coesione sociale che è utile all’omeostasi e si sono affinati sentimenti quali la compassione, la solidarietà e la gratitudine.

I fenomeni biologici possono avviare e dare forma a eventi che diventano fenomeni culturali, e devono averlo fatto all’alba delle culture tramite l’interazione di affetto e ragione. Il binomio intelletto/sentimento rimarrà un elemento caratterizzante della coscienza umana.

Nel cammino verso la mente culturale umana, la presenza dei sentimenti è ciò che ha permesso all’omeostasi un balzo spettacolare perché essi potevano rappresentare mentalmente lo stato vitale all’interno dell’organismo.

La mente cosciente guidata dai sentimenti poté così comprendere:

- le condizioni interne del proprio organismo,

- le condizioni dell’ambiente circostante.

Con il progredire dell’apprendimento e della memoria, l’essere umano poté elaborare il linguaggio, condividere le proprie idee, confrontarsi ed elaborare strategie mirate al raggiungimento di una migliore qualità della vita. A quel punto l’ondata creativa non poté più essere arginata. 
La selezione naturale aveva conquistato un ulteriore teatro di operazioni, quello delle idee a monte di azioni, quello del confronto e della coesione sociale. A quel punto l’evoluzione culturale poté unirsi all’evoluzione genetica.

Bibliografia: Lo strano ordine delle cose - Antonio Rosa Damasio - Adelphi

Le emozioni e i sentimenti hanno guidato l'evoluzione umana

Lo strano ordine delle cose – Antonio Damasio
Ecco alcuni concetti importanti estrapolati da questo libro straordinario.

La creatività umana affonda le radici nella vita e nel fatto straordinario che essa è dotata di un preciso mandato: resistere e proiettarsi nel futuro, non importa quale.

Menti complesse, coscienti, dotate di sentimento hanno ispirato e guidato lo sviluppo dell’intelligenza e del linguaggio, e generato nuovi strumenti di regolazione omeostatica esterna agli organismi viventi. 
Le intenzioni espresse da tali nuovi strumenti rispecchiano ancora gli imperativi della vita primordiale, sempre finalizzati a prevalere più che a perdurare. 

L'omeostasi è la tendenza naturale di tutti gli esseri viventi verso il raggiungimento di una relativa stabilità che deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso meccanismi autoregolatori.

Emozioni e sentimenti sono informazioni: essi rivelano a ciascuna mente la condizione di vita all’interno dell’organismo. Un’omeostasi insufficiente è espressa da emozioni negative (dolore, disgusto…)

Possiamo considerare i sentimenti come i rappresentanti mentali dell’omeostasi.
La nascita dei sentimenti come ulteriore strumento per perfezionare l’omeostasi ha permesso un’ulteriore tappa evolutiva.

mercoledì 13 febbraio 2019

Lo sport è importante a tutte le età

Aforismi sul tema della Mente


Ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.
(Rita Levi-Montalcini)

Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi.
(Rita Levi-Montalcini)

Non permetterò a nessuno di passeggiare nella mia mente con i piedi sporchi.
(Mahatma Gandhi)

Non si può avere una vita positiva e una mente negativa.
(Joyce Meyer)

Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.
(Sigmund Freud) 

La più grande scoperta della mia generazione è che gli esseri umani possono modificare la propria vita modificando il proprio atteggiamento mentale. 
(William James)

martedì 5 febbraio 2019

Significato del Carnevale


Culmine del Carnevale: 
da giovedì a martedì grasso

Il culmine del Carnevale e dei suoi festeggiamenti si concentra nei cinque giorni che vanno da giovedì grasso a martedì grasso.
Il termine "Carnevale" deriva dal latino carnem levare (eliminare la carne) facendo riferimento al periodo di quaresima (caratterizzato da astinenza e digiuno) con il quale ci si addentrava nella Pasqua, per cui l'ultimo giorno di carnevale (martedì grasso) si teneva un banchetto.
Martedì grasso corrisponde quindi al giorno di chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi, dato che la quaresima inizia il giorno seguente con  il mercoledì delle ceneri. 

Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò un periodo di festa ma anche di rinnovamento e giocosità durante il quale il divertimento sostituiva l'ordine costituito. Ma una volta esaurito il periodo di festa, era fondamentale il ritorno verso una seriosa normalità, garantita per un anno fino all'inizio del Carnevale successivo.

Da qui il detto: A Carnevale ogni scherzo vale!

mercoledì 30 gennaio 2019

Il vestito di Arlecchino


Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

Gianni Rodari

Maschere tradizionali di carnevale

Imparare a riconoscere le maschere di carnevale insieme ai bambini.
Scheda di comprensione del testo.

giovedì 24 gennaio 2019

27 gennaio, Giornata della Memoria

Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria.
Questa data è stata scelta perché proprio il 27 gennaio vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz.

Con la giornata della Memoria, per riflettere e non dimenticare, si vuole ricordare l'Olocausto, cioè lo sterminio ad opera dei nazisti di 6 milioni di ebrei, che avvenne in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu un genocidio che coinvolse, non solo gli ebrei, ma anche rom, omosessuali, testimoni di Geova, popolazioni slave, fino ad annientare 14 milioni di persone.
È giusto non dimenticare chi ha perso la vita ad opera di questa disumana follia, è giusto riflettere perché queste cose non accadano più, è giusto che se ne parli anche ai bambini, evitando espressioni troppo crude ma presentando comunque la realtà per quello che è stata. È opportuno omettere il racconto della malvagità più efferata che potrebbe sconvolgerli, meglio soffermarsi su episodi che sappiano racchiudere anche sentimenti di tenerezza, desiderio di rinascita, pace ed equità sociale.

Sulla base di questo ho scelto di riportare lo stralcio di un racconto che si presta ad essere letto in classe insieme ai ragazzi.
Il racconto si intitola IL CANE e fa parte di una raccolta pubblicata nel libro L'AMORE INVISIBILE di Eric-Emmanuel Schmitt, Ed. e/o.
Narra la storia di un ragazzo rimasto orfano in quanto tutta la sua famiglia ebrea era stata sterminata. Lui messo in salvo dalla sorella, fu deportato in un campo di concentramento, ad Auschwitz. Dopo anni di sofferenze, freddo e fame, il 27 gennaio, appena liberato non ha quasi più la forza di stare in piedi, né la voglia di tornare a vivere. Lo salverà l'amicizia e l'amore per un cane incontrato nei campi di sterminio. Con lui dividerà il cibo, affronterà il freddo e ritroverà la gioia di vivere grazie al legame affettivo instauratosi tra i due.

Stralcio tratto dal racconto IL CANE. 
Una storia su come un'amicizia può salvare la vita. Ambientata ad Auschwitz.

Stava per giungere il giorno in cui avremmo lasciato il campo: 27 gennaio 1945.

A mezzanotte, rifocillato, camminai lungo la recinzione alla ricerca del cane...
Gli avevo messo da parte un pezzo di pasticcio e non vedevo l'ora di vederlo mangiare.
Però non lo trovai. per quanto canticchiassi e parlassi per fargli riconoscere la mia voce, non spuntò mai.
Provai una profonda tristezza. Scoppiai in lacrime. Era assurdo, lo so, mettersi a piangere la sera in cui mi venivano restituite la la vita e la libertà. 

Giornata della memoria - Se questo è un uomo

Se questo è un uomo è il titolo di un'opera di Primo Levi scritta tra la fine del 1945 e gennaio del 1947. Rappresenta la coinvolgente testimonianza dell'autore sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz.

I seguenti versi fanno da preludio al romanzo di Primo Levi  che, con la sua opera, intende sollecitare i lettori a riflettere sullo sterminio dei lager nazisti.

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

martedì 22 gennaio 2019

Filastrocche divertenti sul carnevale

Illustrazione di Pucci Violi

Elenco delle maschere di carnevale

Ecco le più note maschere italiane, con indicazione della regione di provenienza
Pantalone


Arlecchino, Brighella – Bergamo

Balanzone – Bologna

Capitan Spaventa – Genova

Colombina, Pantalone – Venezia

Gianduia, Giacometta – Torino

Meneghino – Milano

Peppe Nappa – Sicilia

Pulcinella, Scaramuccia, Tartaglia – Napoli

Rugantino – Roma

Stenterello – Firenze

Disegnare la maschera Giacometta