lunedì 22 gennaio 2018

Capire il linguaggio del corpo

Illustrazioni di Emanuela Carletti

Stimolare l'intelligenza emotiva nei bambini

Per sviluppare l'intelligenza emotiva nei bambini, ovvero l'intelligenza intrapersonale (capacità di comprendere le proprie emozioni e gestirle con equilibrio) e l'intelligenza interpersonale (capacità di comprendere le emozioni altrui) propongo altre schede utili ad affrontare un percorso di sensibilizzazione sul linguaggio non verbale.
Imparare a riconoscere le emozioni attraverso le espressioni del viso e la gestualità è molto importante. I bambini che hanno difficoltà a interpretare gli stati d'animo altrui vanno aiutati e supportati in modo particolare. Intanto va compreso che essi non mancano di sensibilità anche se in passato sono stati spesso accusati di essere superficiali o addirittura strafottenti per non aver colto attraverso i gesti o lo sguardo, una determinata richiesta. È importante che i bambini più facilitati nel comprendere le emozioni, i comandi, etc. siano sensibilizzati affinché accettino il fatto che altri compagni necessitino di più tempo per l'apprendimento delle regole. 
Allo scopo psicologi e pedagogisti hanno elaborato le cosiddette tavole delle regole sociali, nelle quali vengono illustrate a determinate situazioni spiegando il comportamento necessario da tenersi in diversi contesti.
Per esempio ci sono le tavole sociali per spiegare che in sala d'attesa si sta composti senza disturbare gli altri e si attende il proprio turno magari sfogliando un giornalino o parlando sottovoce con chi è seduto accanto.
Tutto ciò che per alcuni bambini si acquisisce spontaneamente osservando le altre persone, i loro comportamenti e le loro espressioni, per altri bambini questo processo non avviene in maniera istintiva ma le regole sociali vanno opportunamente spiegate, meglio ancora se corredate con illustrazioni.
A questo proposito leggi anche: sindrome_Asperger

Nomi primitivi, derivati, alterati

Ecco una scheda per spiegare ai bambini della scuola primaria i nomi primitivi, derivati, alterati, e per imparare a riconoscerli.

Nomi alterati spiegati ai bambini

sabato 20 gennaio 2018

La scuola di Davide

Il libro "La scuola di Davide" scritto da Claudio Berretta nella forma del romanzo, narra con grande sensibilità la storia sofferta di Davide e del suo insegnante di sostegno.
Davide, allievo certificato come portatore di disturbi relazionali, si sente escluso e la sua esclusione diviene motivo di rabbia ma anche spunto per eccedere nei suoi comportamenti plateali e a volte pericolosi soprattutto per se stesso.
Troppo spesso, questi allievi non vengono compresi per mancanza di conoscenza sui disturbi di relazione e vengono visti soltanto come un problema da gestire tenendoli il più possibile lontani dal gruppo classe. E non di rado i loro insegnanti di sostegno non trovano negli altri colleghi il supporto per includere questi ragazzi evitandone l'isolamento.
In questo libro si racconta di una scuola che a fatica gestisce Davide, ma in qualche modo grazie all'impegno e alla perseveranza del professor Bonforti, riesce a riflettere e riorganizzarsi per divenire in scuola inclusiva, in grado di accogliere allievi con Bisogni Educativi Speciali, contemplando l'idea di speciale normalità.
Per sapere dove trovare questo libro consulta la pagina di Aracne editrice

Proposte per una scuola inclusiva

Le problematiche della scuola attuale derivano sì dalla mancanza di risorse, umane e materiali, ma anche da carenze di formazione e riflessione comune. Claudio Berretta in questo volume, agile e scorrevole nella lettura, intende dar vita a un confronto aperto e costruttivo al fine di attivare un cambiamento, auspicabile in tempi brevi, che possa trovare nella ricerca pedagogica e scientifica le sue basi per la realizzazione di una società equa, democratica, solidale e inclusiva.
Le proposte presentate si basano su due principi: 
costruire relazioni cooperative e non competitive, trovare forme di valutazione costruttive (sia per gli allievi che per gli insegnanti) non improntate ad attribuire premi e punizioni, ma ad aiutare a migliorarsi.
Per sapere dove trovare questo libro consulta la pagina di Aracne editrice

L'ora di lezione di Massimo Recalcati

L'ora di lezione è il titolo di un libro pubblicato da Einaudi e scritto da Massimo Recalcati, uno dei più autorevoli psicanalisti contemporanei.
Il libro è molto scorrevole in quanto è scritto sotto forma di romanzo e ripercorre l'infanzia e la giovinezza dell'autore che cerca di ricordare e comprendere quali insegnanti hanno fatto scattare in lui la voglia di apprendere e studiare e quali invece l'aveva frustrato e spento.
Alla scuola elementare era stato bocciato e costretto la ripetere la seconda, certamente la sua insegnante elementare non aveva capito molto di lui...
«Infilai così, uno dopo l'altro, insuccessi fatali per la vita di un bambino, tra cui quello ritenuto il più clamoroso tra tutti: bocciato agli esami (allora c'erano ancora) di seconda elementare.


martedì 16 gennaio 2018

Come insegnare ai bambini a prendersi cura delle loro cose e dei loro spazi

Illustrazione di Emanuela Carletti
Articolo a cura di Marilina Di Cataldo (professional organizer)

Mettere a posto la camera dei bambini? Un gioco da ragazzi!
Anche se il bimbo è piccolo bene coinvolgerlo fin da subito nel riordino della sua cameretta, in modo che diventi un suo compito quando sarà cresciuto

Ecco alcune regole, semplici e facilmente attuabili, per alleggerire il lavoro della mamma. 

1.  La cameretta deve essere messa in ordine regolarmente. 
Molto meglio riordinare poco alla volta ma spesso, piuttosto che tutto insieme una volta ogni tanto.

2. Mettere in ordine insieme è più divertente!
Mettersi all’altezza del bambino e guardare con i suoi occhi, cambia il punto di vista e aiuta a capirlo meglio.

3. Scegliere e decidere: imparare da piccoli è importante.
Ogni tanto è necessario scegliere quali giocattoli tenere in camera, quali buttare perché si sono rotti e quale regalare perché non piacciono più (o si è diventati grandi per quel gioco…). Farlo insieme al bambino può diventare un gioco: in questo modo si accumuleranno meno cose e il bimbo imparerà a prendere piccole ma importanti decisioni 

4. Suddividere e raggruppare: ecco un gioco stimolante!
I giocattoli che si usano  vanno suddivisi: l’ideale sarebbe mettere quelli piccoli in contenitori piccoli (anziché in quelli grandi dove si disperdono) e usare contenitori trasparenti, in modo che il contenuto sia visibile e sia più facile per il bimbo trovare il gioco anche da solo. Inoltre, i contenitori plastificati possono essere puliti bene semplicemente con una spugna imbevuta di acqua e possono essere trasportati ovunque.

5. Gioca ancora: stampa, disegna, attacca.
Usare fotografie, disegni o anche solo dei colori  specifici per ogni giocattolo e attaccarli sulle scatole che li contengono è un modo utile e simpatico per trovare un posto a ogni gioco, così anche i piccoli, che non sanno ancora leggere, sapranno ritrovare ciò che cercano.

6. Ogni cosa al suo posto.
Dopo aver giocato con le bambole bisogna rimetterle a dormire nella loro casetta (o cassetta...!); le macchinine vanno parcheggiate nel "garage"; la frutta del mercatino va messo al fresco nella cassetta; i robot tornano nei loro hangar… Se si riesce a creare una situazione ludica, mettere a posto diventa meno noioso!

7. Nuovo? No, soltanto dimenticato.
Se i giochi sono tanti, una buona idea è quella di metterne da parte alcuni per un po’ di tempo e poi riproporli togliendone altri che iniziavano a perdere di interesse. Troppi stimoli tutti insieme, a volte, infatti sono persino destabilizzanti. Col sistema della rotazione dei giocattoli ci sarà sempre una novità! 

8. Un posto speciale tutto per lui: il pavimento!
Utilizzare il pavimento e lasciare  libera la parte bassa di armadi e scaffali, sono le azioni più semplici per creare un posto speciale, alla portata del bambino, dove lui stesso potrà riporre i giochi e decidere cosa metterci. Ai bambini, soprattutto i più piccoli,  piace vivere per terra: una buona idea, allora, potrebbe essere quella di mettere per terra un tappeto su cui giocare, munito di superficie anti scivolo sottostante e lavabile in lavatrice. 

9. Giacche, cappelli, sciarpe e zainetti.
Anche gli attaccapanni devono essere posizionati al muro all’altezza del bambino, in modo che possa arrivarci da solo.

10. Ottimo lavoro!
Quando il bambino ha finito di mettere in ordine tutto non dimentichiamoci di fargli i complimenti! Il bambino potrebbe essere stato più fantasioso di noi per trovare il posto giusto ai suoi giochi ed aver avuto da ridire sul nostro metodo; è importante gratificarlo per il suo impegno e aiutarlo a trovare il suo metodo. 

lunedì 15 gennaio 2018

Difficoltà ortografiche nella scuola primaria: che - chi - ghe - ghi - sce - sci

Ho fatto una gita in montagna,
ho visto boschi di castagna,
formiche tra le foglie,
funghi e chi li raccoglie,
ragni nei tronchi di legno,
impronte che lasciano il segno.

Ho visto chiome scintillanti e ricche,
foglie volteggianti e secche,
allocchi e fringuelli
torrenti e ruscelli,
ghiande sulle querce,
pesci d’acqua dolce,
persico, salmone e trota,
sciatori in alta quota.

Racconto con parole che contengo GN

Illustrazione di Pucci Violi

Filastrocca con parole contenenti GL

Filastrocca con parole che contengono GLIA

Illustrazione di Emanuela Carletti

Filastrocca Parapiglia

Al magazzino il guardiano sbadiglia
e intanto succede un parapiglia.
Un ladro ha rubato una bottiglia
e una maglia di ciniglia.
Ha spaccato una conchiglia,
è scappato forzando una maniglia.

Un vigilante prende una triglia
e la dà in testa a un capofamiglia
che al ladro un po' assomiglia.
Ma la figlia si meraviglia
gli prende i capelli e li scompiglia
tanto per rendere la pariglia.

Nel trambusto cade una biglia
il vigilante inciampa
e si sloga una caviglia.
Si rialza ma s'impiglia
agganciandosi a una griglia
con appesa una stoviglia
e si strappa pure le ciglia.

Il ladro intanto se la ride a meraviglia
tranquillo e beato gozzoviglia.
Mentre prosegue il parapiglia
se ne sta seduto sulla graniglia,
beve e mangia la tortiglia
fatta a forma di cediglia,
aromatizzata alla vaniglia.

© Vivacemente