Vivacemente insieme

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giovedì 15 settembre 2016

Educare al gusto i bambini

La cultura di educare al suono, alla musica, o all’arte risulta sicuramente più immediata e comprensibile che non quella di educare al gusto.
In realtà, educare al gusto è altrettanto fondamentale, se non addirittura più importante, se si valuta questo aspetto in relazione alla salute fisica.
I bambini alla nascita apprezzano il gusto dolciastro del latte materno. Il loro palato non è ancora pronto ad accettare gusti salati o aspri.
Crescendo, se dipendesse da loro, il più delle volte continuerebbero a nutrirsi con analoghi cibi dal sapore dolce. I bambini, infatti, sono poco propensi ad accettare nuovi sapori che inizialmente si rivelano poco appetibili.
Se provate a pensare alla vostra infanzia, in effetti, sono molti i cibi che oggi apprezziamo, ma che da bambini ci risultavano sgradevoli. Quasi nessun bambino, per esempio, ama il limone o il cavolfiore o il formaggio dal gusto intenso.
Per questo motivo, il gusto dei bambini non va assecondato bensì va educato. È importante che i bambini crescendo abbiano la possibilità di assaggiare una grande varietà di cibi e se sono refrattari alle novità, non bisogna scoraggiarsi ma ripetere l’offerta di nuovi alimenti, o piatti composti, per molte volte. 
Vanno evitate le forzature troppo smodate, ma insistere un po’, cercando di essere convincenti, è un giusto atteggiamento.

L’offerta potrà risultare più allettante se l’ambiente è piacevole e il clima rasserenante.
Si può far leva sulla vivacità del colore arancione per convincere un bambino a mangiare le carote. Inoltre, si può dire che è importante nutrirsi mangiando cibi variegati di tanti colori diversi, spaziando dal rosso del pomodoro e delle mele, al verde della lattuga, al viola dei mirtilli, al rosa delle fragole, all’arancione della zucca.
La percezione sensoriale è molto importante nella sua globalità. Quindi è bene far apprezzare il colore, il profumo, la forma: sono tutti elementi che possono suscitare interesse convincendo il bambino ad assaggiare un nuovo cibo e a memorizzare quel gusto che, volta dopo volta, inizierà a gradire.
I sensi dell’uomo “contemporaneo” sono meno recettivi di un tempo. 
L’udito, la vista, il gusto, l’olfatto, il tatto sono i mezzi per conoscere, per comunicare, per provare sensazioni ed anche emozioni. 
Fra i cinque sensi quello che più si è impoverito e che meno viene sollecitato (in modo corretto) è il gusto.
Infatti la tecnologia unita a scorrette leggi di mercato ha trasformato il cibo, sottraendogli la vera essenza. Ecco allora che il gusto si omogeneizza, frullato nel mix degli ingredienti globali. Ad allenare il palato si deve cominciare fin da piccolissimi, nella palestra dei sapori di casa, con le ricette della nonna, nella semplicità dei piatti casalinghi. Ma resta un problema: spesso le antiche ricette non sono piú riproducibili, perché gli ingredienti non sono più quelli di una volta e oggi spesso hanno tutt’altro sapore. 
Quindi, si pone la difficoltà di andare alla ricerca di ingredienti non manipolati e soggetti a trattamenti che possano inficiarne le qualità organolettiche oltre che quelle nutrizionali. Ma al di là di questa ricerca che talvolta può rivelarsi problematica e infruttuosa, sicuramente qualcosa di importante si può fare per la salute futura dei bambini.
Evitiamo di permettere un consumo eccessivo di prodotti confezionati e poco in sintonia con una sana alimentazione. 
Non dimentichiamo che esistono aziende alimentari che aggiungono additivi per creare volutamente dipendenza, al fine di aumentare i consumi.
Permettiamo anche ai bambini di oggi la gioia di scoprire il sapore di un gelato d’altri tempi, o di una marmellata fatta in casa apprezzandone la consistenza ottenuta con la sola cottura e non con l’aggiunta di additivi gelificanti. 
E che dire della bontà di una torta appena sfornata, mentre un irresistibile profumo aleggia in cucina?
Guidiamo i bambini affinché si soffermino anche sull’olfatto, imparando a riconoscere le famiglie degli odori. 
La cucina è musica per chi intende seguire una sana alimentazione: bisogna saper leggere le note per apprezzare i passaggi più delicati. Sull’onda di questa nuova rieducazione del palato sono nate diverse scuole, laboratori del gusto e fattorie didattiche allo scopo di diffondere modelli alimentari corretti, per imparare ad apprezzare i piaceri della tavola evitando il rischio della dipendenza e del sovrappeso.

Rossana d'Ambrosio per Vivacemente

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