Vivacemente insieme

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mercoledì 12 ottobre 2016

La storia di Cristoforo Colombo spiegata ai bambini

Illustrazione di Maria Mantovani
Cristoforo Colombo nacque a Genova nel 1451.
È stato un grande navigatore che contribuì a memorabili imprese e scoperte geografiche.
Nella sua più grande impresa salpò da Palos de la Frontera il 3 agosto 1492 per giungere nell'odierna San Salvador il 12 ottobre 1492.
Era alto, aveva la carnagione chiara, gli occhi azzurri e il naso aquilino. Era loquace, affabile con gli estranei, dolce con i familiari. Aveva un cuore intrepido e una passione immensa per il mare e la navigazione.

A solo quindici anni anni, aveva già raggiunto in barca la Grecia, il Portogallo, l’Inghilterra e persino l'Islanda. 
Talvolta, in quei lunghi viaggi, si era imbattuto nelle imbarcazioni dei pirati. Era davvero coraggioso e la vita di marinaio gli aveva fatto presto acquisire una buona esperienza.
Verso i trent'anni Cristoforo Colombo andò a vivere nel Portogallo, a Lisbona.

Il Portogallo confina a levante (est) con la Spagna, mentre a ponente (ovest) c’è l’immenso e misterioso oceano da cui nessun navigatore aveva mai più fatto ritorno.
Cristoforo era l’unico al mondo in quel tempo a pensare che la Terra fosse sferica. Tutti pensavano che fosse piatta e che l’oceano dividesse l’Europa dall’Asia.

Pochi avevano osato navigarlo e visto che non erano più tornati, si pensava che quel mare fosse abitato da squali e orche marine, capaci di distruggere le imbarcazioni.

Ma Colombo, che era coraggiosissimo e molto curioso, quando la notte passeggiava sulla spiaggia di Lisbona ascoltando il rumore delle onde, supponeva che l'oceano forse non fosse così vasto e orribile, e che un valido marinaio come lui avrebbe potuto attraversarlo e arrivare dall’Europa all’Asia scoprendo una via più breve per raggiungere la Cina e il Giappone dimostrando a tutti che la Terra fosse sferica come una palla!

Spiegò il suo grande progetto a Don Juan Perez, un prete lungimirante che lo ascoltò con curiosità e attenzione e gli offrì una bella opportunità. Don Perez era amico della regina di Spagna e fu proprio per la sua intercessione che i sovrani spagnoli decisero di prestare a Cristoforo tre caravelle: la Niña, la Pinta e la Santa Maria insieme a una ciurma di 120 uomini. Alcuni di questi erano delinquenti che avevano navigato sulle galere e furono costretti dal re ad accompagnare Cristoforo nel suo viaggio, perché nessuno voleva seguirlo in questa avventura così azzardata.

Il viaggio fu lungo ed estenuante, dopo tre mesi non era stata ancora avvistata terra, neanche un’isoletta su cui riposarsi. 
I viveri e l’acqua iniziavano a scarseggiare. Molti marinai erano sconvolti dalla paura e imploravano Cristoforo Colombo di invertire la rotta e fare ritorno. L'audace navigatore allora fece un patto con la ciurma: - Continuate a remare, prometto che se entro tre giorni non avvistiamo terra, giriamo il timone e torniamo a casa. 
Il giorno seguente un marinaio pescò nel mare un fiore fresco e quello fu un segno meraviglioso. Voleva dire che le caravelle erano giunte in prossimità di una terra con una flora e forse anche una fauna e magari anche esseri umani. Due giorni dopo, un marinaio avvistò un’isoletta, chiamata dalla gente che la abitava Guanahani.

Cristoforo era così giunto ai Caraibi in America e non in Cina come aveva immaginato. Insieme al suo equipaggio ribattezzò quell’isola San Salvador, perché grazie a quella terra si erano salvati. 
Fu così che Cristoforo Colombo scoprì l'America, cercando di raggiungere la Cina ma aveva sbagliato di molto i suoi calcoli, perché questa era assai più lontana e non ci sarebbero arrivati vivi perché avrebbero finito molto prima acqua e cibo.

Morì a soli 55 anni, nel 1506, a Valladolid in Spagna.

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