martedì 14 gennaio 2020

Imparare l'inglese divertendosi

Vorrei segnalare, a insegnanti e genitori che frequentano il mio blog, questa vacanza studio per ragazzi.

Dal diario di Anna Frank

Propongo, in relazione alla Giornata della Memoria (27 gennaio), due pagine tratte dal testo Pista di Lavoro, corso di letture e formazione linguistica per la scuola primaria, di cui ho curato la realizzazione.
Pista di Lavoro, Ines Pianca, Ed. La Scuola
Pista di Lavoro, Ines Pianca, Ed. La Scuola

venerdì 10 gennaio 2020

Il panda, una meraviglia a rischio estinzione

Giocare con le sillabe delle parole

Evoluzione culturale ed evoluzione genetica

Lo sviluppo dei codici di comportamento, all’interno di società e culture, si è ispirato all’imperativo omeostatico. Tali codici erano mirati alla riduzione dei rischi e di pericoli per gli individui e i gruppi sociali per arrivare alla riduzione della sofferenza e all’aumento della prosperità. Quindi è nata la coesione sociale che è utile all’omeostasi e si sono affinati sentimenti quali la compassione, la solidarietà e la gratitudine.

I fenomeni biologici possono avviare e dare forma a eventi che diventano fenomeni culturali, e devono averlo fatto all’alba delle culture tramite l’interazione di affetto e ragione. Il binomio intelletto/sentimento rimarrà un elemento caratterizzante della coscienza umana.

Nel cammino verso la mente culturale umana, la presenza dei sentimenti è ciò che ha permesso all’omeostasi un balzo spettacolare perché essi potevano rappresentare mentalmente lo stato vitale all’interno dell’organismo.

La mente cosciente guidata dai sentimenti poté così comprendere:

- le condizioni interne del proprio organismo,

- le condizioni dell’ambiente circostante.

Con il progredire dell’apprendimento e della memoria, l’essere umano poté elaborare il linguaggio, condividere le proprie idee, confrontarsi ed elaborare strategie mirate al raggiungimento di una migliore qualità della vita. A quel punto l’ondata creativa non poté più essere arginata. 
La selezione naturale aveva conquistato un ulteriore teatro di operazioni, quello delle idee a monte di azioni, quello del confronto e della coesione sociale. A quel punto l’evoluzione culturale poté unirsi all’evoluzione genetica.

Bibliografia: Lo strano ordine delle cose - Antonio Rosa Damasio - Adelphi

Favorire la solidarietà e la generosità

A scuola, ma prima ancora in famiglia, educare alla solidarietà, al rispetto, alla condivisione è un atto sociale di vitale importanza, affinché tutti si possa godere di pari opportunità per affrontare una vita serena e degna.
È fondamentale, quindi, crescere i bambini insegnando loro che è bello poter godere di determinate ricchezze, purché queste non siano solo nelle mani di alcuni, ma possano essere apprezzate da tutti.
In quest’ottica, tutti i bambini del mondo hanno diritto a nutrirsi in modo adeguato, a ricevere un’istruzione, a giocare serenamente, ad essere amati e compresi.
Una famiglia dove i bambini, già da piccoli, hanno un riferimento che rispecchia un modello di condivisione dei ruoli tra mamma e papà è sicuramente un buon punto di partenza. Inoltre, è importante fare in modo che eventuali cose superflue che desideriamo donare ai figli, vengano fatte apprezzare. È giusto, quindi, che i bambini abbiano almeno il tempo di desiderarle e che le vedano magari come un premio raggiunto per il loro impegno.
Sensibilizzare i piccoli affinché sappiano capire le problematiche delle persone più fragili di loro (per motivi di salute o per situazioni familiari difficili) è imprescindibile per creare nel gruppo (classe, società) quella forma di tolleranza e rispetto fondamentali in ogni comunità civile e democratica. 
Parlando di letteratura per l’infanzia, le fiabe più antiche avevano tutte una morale che poneva l’accento sull’importanza di porsi a fianco dei più bisognosi, in una visione di equità. 
L’orco o la strega, che hanno ferito i deboli, hanno trasmesso un messaggio semplice e chiaro: non bisogna approfittare delle persone fragili e indifese, chi lo fa commette una grossa ingiustizia che verrà punita. 

Creatività e plasticità neuronale


La creatività
Per creatività intendiamo la capacità, la abilità di inventare qualcosa o di scoprire strade nuove per arrivare a risultati diversi e imprevedibili. L’imprevedibilità delle nuove idee sta a indicare che esse non sono necessariamente il risultato di ragionamenti logici.
È un luogo comune vedere la creatività come un dono misterioso o una mera predisposizione genetica. Molti pensano, in modo categorico, che questa possa esserci o non esserci. Spesso, ci si abbandona di fronte al presupposto infondato di non possederla e tanto meno di poter riuscire a svilupparla.
Certamente c’è chi è più versatile, flessibile e predisposto a elaborare idee originali, ma la nostra mente può essere allenata affinché possa orientarsi al pensiero divergente (detto anche pensiero laterale), sviluppando le abilità dell’emisfero destro, anziché solo quelle legate al pensiero logico-razionale proprie dell’emisfero sinistro.

Pensiero divergente e pensiero creativo
Concedendo ampio spazio al pensiero divergente come in una sorta di brainstorming, ci abitueremo a lasciar fluire liberamente le nostre idee più originali frutto della fantasia dell'emisfero destro. Poi, grazie alla logica e razionalità dell'emisfero sinistro, potremo discernere le idee più interessanti e concretizzabili che si possono considerare davvero "creative" secondo il concetto di "nuovo e utile", quindi non soltanto fantasiose e stravaganti.
In definitiva, il pensiero creativo è la parte nobile del pensiero divergente.

Per approfondimenti sul concetto di "nuovo e utile" visita il sito di Annamaria Testa:
https://nuovoeutile.it

Plasticità neuronale
Il cervello è l’organo più complesso e misterioso che si conosca; tuttavia si sa con certezza che alla base dell’apprendimento e della capacità di produrre nuove idee c’è la “plasticità neuronale”. Con questo termine si definisce l’abilità del cervello di plasmare se stesso attraverso il rimodellamento della rete delle sinapsi, cioè dei collegamenti fra i neuroni (le cellule del cervello).
Allenare la mente tenendola in esercizio significa consentire al cervello un costante rimodellamento per garantirne l’efficienza. È altresì importante sottolineare che il cervello, per essere “plastico”, deve trovarsi nella giusta condizione di equilibrio chimico affinché ci sia un efficiente scambio di informazioni fra i neuroni.

Condizioni di equilibrio - OMEOSTASI
La condizione di equilibrio si raggiunge attraverso i meccanismi di autoregolazione dell’omeostasi che riescono a funzionare bene solo in assenza di interferenze di sostanze esogene come droghe o pesanti  farmaci.
Gravi stati depressivi, uso di droghe e abuso di alcol, possono alterare la chimica del cervello, innescando situazioni in cui non solo vengono penalizzati i processi di apprendimento, memorizzazione, capacità di elaborare nuove idee, ma si può anche arrivare ad un ottundimento delle emozioni che modifica il nostro comportamento sociale, relegandoci in un stato di apatia e sofferenza.

Impedimenti e schemi fissi
L’ondata creativa è da considerarsi un vero e proprio flusso di idee che approdano alla mente scorrendo libere da impedimenti. Questi impedimenti possono essere dovuti a stati patologici di stress in cui la neurochimica del nostro organismo è alterata oppure a condizionamenti che innescano in noi determinati schemi fissi.
Quando nella quotidianità si incontrano parte di questi schemi, la superficie mnesica completa il resto, secondo il disegno che abbiamo in mente. Questo è un sistema di comunicazione a innesco o inerzia.
Tale sistema può essere molto utile in diverse situazioni, in quanto ci consente di individuare in anticipo pericoli, problemi o altro, ma in certi casi ci blocca in una sorta di schema rigido che ci inibisce nel comprendere o fronteggiare situazioni apparentemente o inizialmente simili, ma che poi si rivelano differenti e richiedono per la loro soluzione un approccio nuovo e creativo.


Educare al pensiero creativo
Educare al pensiero creativo significa guidare il bambino affinché sappia ridefinire i problemi (problem setting) e cercare nuove strategie per affrontarli (problem solving). Quindi non solo ragionare su schemi già appresi con il pensiero deduttivo, ma imparare a far uso in modo autonomo e spontaneo del pensiero esplorativo e produttivo.


Imparare e pensare
Pensare non è sempre naturale ed imparare non è pensare. Per pensare si intende una riflessione generativa. In tale ottica imparare è un processo meno attivo di pensare.
Noi abbiamo essenzialmente due forme di pensiero. C’è innanzi tutto il pensiero più semplice, che cerca di comprendere le cose, così come sono, facendo un semplice ragionamento che porta da A a B. Tale forma di pensiero (la più diffusa nelle situazioni scolastiche) si limita a scrutare la realtà e assorbirla. 
Ma, oggi, si tende a lasciare più spazio al pensiero produttivo in grado di muoversi da A a B con collegamenti (che fanno uso di mappe mentali) non sempre evidenti e in grado di trarre conclusioni da osservazioni, meno ovvie, non individuate a prima vista.

Il pensiero logico razionale (detto anche pensiero verticale) fa uso dell'emisfero sinistro e può essere rappresentato dalle mappe concettuali.

Il pensiero laterale (detto anche divergente) fa uso dell'emisfero destro e può essere rappresentato attraverso le mappe mentali.

lunedì 23 dicembre 2019

Un Natale senza recinti

La storia del panettone

Illustrazione di Maria Mantovani
La leggenda ci narra che il panettone fu preparato per la prima volta da un certo Ugo, che era il falconiere di Ludovico il Moro.
Ugo si era perdutamente innamorato di Adalgisa, la figlia di Toni, un fornaio di Milano. Quando il garzone del fornaio si ammalò, Ugo si fece assumere nella bottega come nuovo garzone per vedere Adalgisa e per cercare di aiutarla nel salvare le sorti del negozio i cui affari, purtroppo, continuavano a peggiorare inesorabilmente.

venerdì 25 ottobre 2019

Manifesto degli insegnanti vivaci



1. Per un insegnante vivace, la passione per la conoscenza e il desiderio di scoprire sono importanti valori da trasmettere. Stimolare la voglia di apprendere si rivela fondamentale nello sviluppo della personalità dei ragazzi.

2. Agli allievi diamo regole e strumenti ma non ingabbiamo la loro creatività. Griglie e modalità rigidamente preconfezionate non possono che appiattire la vivacità, la fantasia e l’entusiasmo.

3. La scuola deve essere il primo luogo dove il bambino può sperimentare un modello di comunità fondata su principi democratici e sull’importanza dell’operosità, intesa come personale contributo attivo e creativo in grado di accrescere e rafforzare il gruppo classe.

4. Rispettiamo ogni ragazzo nella sua unicità, affianchiamolo nella scoperta dei talenti seguendo le sue inclinazioni naturali, affinché in futuro possa svolgere un’attività che concorra al progresso materiale o spirituale della società (come sancito dall’art. 4 della nostra Costituzione).

5. Prendiamo le distanze da approcci semplicistici e standardizzati che non sono in grado di tener conto dell’individualità specifica, ma tendono a incasellare e appiattire i bisogni e i talenti.

6. Valorizziamo la diversità come fonte di ricchezza, favoriamo l’intercultura, diveniamo ambasciatori di pace.

7. Trasmettiamo il nostro sapere con entusiasmo, guidiamo gli alunni alla scoperta del mondo, consapevoli che la conoscenza è un processo in continuo divenire e non qualcosa di statico da tramandare uguale a se stesso così come noi lo abbiamo appreso; è invece un percorso in continua evoluzione fatto di incontri, esperienze emotive, avventure e conquiste.

8. Lavoriamo affinché l’ora di lezione condotta con ardore e creatività sia un’onda travolgente capace di allontanare i ragazzi dalla noia e di risvegliare le loro passioni.

9. Ogni bambino ha diritto a vivere le ore di scuola in un ambiente sereno e accogliente, alternando le ore di lezione a momenti ludici e di aggregazione, in grado di stimolarlo e coinvolgerlo in maniera creativa e piacevole.

10. Impegniamoci affinché valori come l’entusiasmo, l’empatia, la solidarietà, il rispetto si propaghino in maniera contagiosa.

11. Le pari opportunità per tutti sono alla base di ogni realtà equa e democratica.
Ognuno ha pari dignità sociale. È importante evitare che si creino ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza, contrastare ogni forma di prevaricazione quali per esempio il bullismo, sensibilizzando i bambini affinché comprendano le emozioni e imparino a gestirle, sviluppando doti di empatia alla base del rispetto e solidarietà umana.

12. Proteggiamo i ragazzi dalle loro debolezze, sensibilizziamoli perché diventino adulti consapevoli, non schiavi di forme di dipendenza, bensì liberi e autonomi, rispettosi degli altri come di loro stessi, consci del valore dell’intelligenza emotiva e sociale.

13. Ogni ragazzo ha il diritto di essere affiancato affinché possa divenire padrone del linguaggio per usarlo in maniera efficace quale strumento di comunicazione e affermazione della sua personalità, sviluppando altresì una mente narrativa dotata di quella riflessività indispensabile per sviluppare l’intelligenza intrapersonale e interpersonale.

14. Sviluppo sostenibile, riciclo, risparmio delle risorse, permacultura, amore per la Terra e rispetto della biodiversità sono temi su cui è importante sensibilizzare per formare terrestri consapevoli con una visione ecocentrica in grado di tutelare il futuro.

Rossana d’Ambrosio direttore delle testate Vivacemente e VivacementeDue

Manifesto proposto da Rossana d’Ambrosio
scrivetemi per commentare e/o proporre integrazioni e/o modifiche - rossana.dambrosio@vivacemente.it

Educare alla legalità

martedì 22 ottobre 2019

Filastrocca della pioggia

Ecco un'altra filastrocca per i più piccini, tratta dal giornalino Vivacemente: la filastrocca della pioggia. Far osservare l'illustrazione ai bambini. Siamo in autunno: i maglioni sono pesanti, ma non ci sono ancora i giubbotti imbottiti. Tuttavia, presto li useremo perché inizia a fare freddo.

Illustrazione di Emanuela Carletti

domenica 20 ottobre 2019

Gli equilibri degli ecosistemi


Qual è la differenza tra ecosistemi, habitat e biomi?

Spesso i termini  ecosistema e habitat vengono usati impropriamente come sinonimi, ma ci sono delle differenze che è opportuno chiarire.
L'ecosistema si presenta come un insieme di esseri viventi che interagiscono tra loro in uno spazio ben delimitato. Quindi l'ecosistema è pertanto un ambiente circoscritto, più piccolo nelle dimensioni rispetto al più vasto ambiente globale. L'ecosistema è una unità ecologica fondamentale. 
Gli organismi e l'ambiente circostante sono legati tra loro da complesse interazioni e scambi di energia e materia. Un ecosistema comprende diversi habitat e nicchie ecologiche.

Il termine habitat deriva dal latino e significa: (egli) abita.
La nicchia ecologica è un sottoinsieme dell'habitat.

La distruzione dell'habitat è un fattore di estrema rilevanza, in quanto può far diminuire la popolazione di una specie mettendola in pericolo o portandola addirittura all'estinzione; allo stesso tempo potrebbe favorire altre specie.

Il bioma rappresenta l'insieme della flora e fauna che vive in un habitat e che occupa una determinata zona geografica.