giovedì 19 ottobre 2017

Insegnare ai bambini a leggere l'ora

Ecco una scheda per spiegare ai bambini come leggere l'ora sull'orologio analogico.
Dopo aver letto e commentato la scheda insieme, potete aiutarli a costruire un orologio da parete usando, per esempio, un piatto usa e getta in cartone.
Con l'uso di un pennarello a punta grossa evidenziate 12 spicchi e scrivete in grande i 12 numeri.
Poi ritagliate da cartoncini di diverso colore due frecce, una corta e una lunga, per indicare ore e minuti. Fissatele al centro del piatto usando un fermacampione.
In questo modo il bambino potrà farle girare e si divertirà a indovinare l'ora giusta di fronte a ogni nuova posizione delle lancette.

Orologio da costruire con i bambini

Ecco la sagoma di un orologio che potrete costruire insieme ai bambini.
Sarà un gioco divertente per assimilare il concetto del tempo e per imparare a leggere le ore di un orologio analogico.

martedì 17 ottobre 2017

I collegamenti nelle mappe mentali come sinapsi

Nelle mappe mentali i collegamenti vengono disposti in maniera radiale e sembrano le sinapsi che un neurone stabilisce con i neuroni adiacenti.

Al contrario delle mappe concettuali che vengono stilate quando si è ben padroni dell'argomento e se ne sono afferrati i concetti, le mappe mentali vengono realizzate durante le fasi di studio per mettere giù le idee e valutarle nel loro insieme, aggiungendo nuovi elementi man mano che cresce la conoscenza. Tutto questo favorisce il processo cognitivo e metacognitivo per un apprendimento consapevole. Inoltre la grafica, di forte impatto visivo, aiuta nella memorizzazione.

Osservate come esempio la mappa mentale relativa alla solidarietà inserita sul sito di wikipedia:

De Bono e i Sei cappelli per pensare

Edward De Bono (Malta 1933) è medico e psicologo, nonché studioso e autore di moltissimi libri a carattere divulgativo sui temi della mente delle sue potenzialità.
È l'ideatore del concetto di "pensiero laterale" che è un neologismo nato per identificare il pensiero divergente in antitesi al pensiero consequenziale logico-razionale (detto anche lineare).
È considerato una autorità nell'ambito del pensiero creativo.
È anche ideatore del Programma di Pensiero CoRT per le scuole, che è un programma parecchio utilizzato a livello internazionale per promuovere le abilità di pensiero.

I suoi libri più noti sono Il meccanismo della mente e Sei cappelli per pensare.

Il Meccanismo della Mente

In questo libro Edward De Bono descrive come la rete nervosa del cervello si comporta seguendo schemi fissi secondo un sistema auto-organizzato. Partendo da queste basi di carattere scientifico, De Bono ha forgiato la sua metodologia sulle abilità del pensiero.

Sei cappelli per pensare

In questo libro Edward De Bono spiega come in molti ambiti (lavorativi o scolastici) possa essere utile per condurre gruppi di lavoro condividere idee e progetti in maniera pacata e rispettosa esaminando la situazione sotto vari punti di vista, valutando pro e contro, ipotizzando nuovi percorsi inesplorati.
I sei cappelli sono simbolici e vengono utilizzati con le modalità di seguito esposte.

lunedì 16 ottobre 2017

Perché si sbadiglia?

Non si sbadiglia per disinteresse, ma per contrastare la fatica o la fame... oppure perché c'è qualcuno che sbadiglia accanto a noi...

Illustrazione di Lucrezia Giarratana

domenica 15 ottobre 2017

Mappe concettuali e mappe mentali, ecco la differenza

È importante capire la differenza tra mappe concettuali e mappe mentali.

Le mappe concettuali sono state messe a punto dall'accademico statunitense Joseph Novak (1932). È stato un illustre professore di Didattica, la sua ricerca si è focalizzata sui processi di apprendimento e la rappresentazione della conoscenza attraverso l'utilizzo di nuovi strumenti educativi.

Le mappe mentali sono state elaborate dallo psicologo inglese Tony Buzan (1942) noto per essere l'autore di molti manuali su tecniche di apprendimento, memorizzazione e lettura veloce, che hanno poi riscontrato una larga diffusione. 

Già a un primo colpo d'occhio le mappe mentali appaiono diverse dalle mappe concettuali.
Le mappe concettuali sono più ordinate, precise, organiche, schematiche. Presentano una struttura reticolare. Solitamente (ma non necessariamente) iniziano dall'alto e procedono verso il basso in maniera gerarchica.
Le mappe mentali appaiono meno rigide, solitamente iniziano dal centro e si estendono verso l'esterno con molte diramazioni.  Sono molto allegre e variopinte, per questo sono molto adatte per i bambini e ragazzi (adatte anche per bambini con BSE e DSA).
Una volta gettata la prima stesura, si possono arricchire con più facilità, con nuovi spunti che le rendono creative e dinamiche. Fluiscono liberamente come il pensiero divergente. È molto utile giocare sul colore e sull'infografica aggiungendo icone e scritte particolari come anche i calligrammi.

Di seguito sono riportati due esempi.
La prima è una mappa concettuale.
La seconda è una mappa mentale la cui fonte è: circles of innovation.


Per ulteriori approfondimenti sulle mappe per l'apprendimento, vi invito a visitare il Blog di Giuseppe Vitale. Troverete utili spunti e riflessioni al link 

sabato 14 ottobre 2017

La ruota delle stagioni e dei mesi

Questa allegra ruota è utile per imparare i nomi delle stagioni e dei mesi e per capire come si avvicendano nel corso dell'anno solare.
Si può stampare, incollare su un cartoncino e ritagliare.

venerdì 13 ottobre 2017

Creatività e plasticità neuronale


La creatività
Per creatività intendiamo la capacità, la abilità di inventare qualcosa o di scoprire strade nuove per arrivare a risultati diversi e imprevedibili. L’imprevedibilità delle nuove idee sta a indicare che esse non sono necessariamente il risultato di ragionamenti logici.
È un luogo comune vedere la creatività come un dono misterioso o una mera predisposizione genetica. Molti pensano, in modo categorico, che questa possa esserci o non esserci. Spesso, ci si abbandona di fronte al presupposto infondato di non possederla e tanto meno di poter riuscire a svilupparla.
Certamente c’è chi è più versatile, flessibile e predisposto a elaborare idee originali, ma la nostra mente può essere allenata affinché possa orientarsi al pensiero divergente (detto anche pensiero laterale), sviluppando le abilità dell’emisfero destro, anziché solo quelle legate al pensiero logico-razionale proprie dell’emisfero sinistro.

Pensiero divergente e pensiero creativo
Concedendo ampio spazio al pensiero divergente come in una sorta di brainstorming, ci abitueremo a lasciar fluire liberamente le nostre idee più originali frutto della fantasia dell'emisfero destro. Poi, grazie alla logica e razionalità dell'emisfero sinistro, potremo discernere le idee più interessanti e concretizzabili che si possono considerare davvero "creative" secondo il concetto di "nuovo e utile", quindi non soltanto fantasiose e stravaganti.
In definitiva, il pensiero creativo è la parte nobile del pensiero divergente.

Per approfondimenti sul concetto di "nuovo e utile" visita il sito di Annamaria Testa:
https://nuovoeutile.it

Plasticità neuronale
Il cervello è l’organo più complesso e misterioso che si conosca; tuttavia si sa con certezza che alla base dell’apprendimento e della capacità di produrre nuove idee c’è la “plasticità neuronale”. Con questo termine si definisce l’abilità del cervello di plasmare se stesso attraverso il rimodellamento della rete delle sinapsi, cioè dei collegamenti fra i neuroni (le cellule del cervello).
Allenare la mente tenendola in esercizio significa consentire al cervello un costante rimodellamento per garantirne l’efficienza. È altresì importante sottolineare che il cervello, per essere “plastico”, deve trovarsi nella giusta condizione di equilibrio chimico affinché ci sia un efficiente scambio di informazioni fra i neuroni.

Condizioni di equilibrio - OMEOSTASI
La condizione di equilibrio si raggiunge attraverso i meccanismi di autoregolazione dell’omeostasi che riescono a funzionare bene solo in assenza di interferenze di sostanze esogene come droghe o pesanti  farmaci.
Gravi stati depressivi, uso di droghe e abuso di alcol, possono alterare la chimica del cervello, innescando situazioni in cui non solo vengono penalizzati i processi di apprendimento, memorizzazione, capacità di elaborare nuove idee, ma si può anche arrivare ad un ottundimento delle emozioni che modifica il nostro comportamento sociale, relegandoci in un stato di apatia e sofferenza.

Impedimenti e schemi fissi
L’ondata creativa è da considerarsi un vero e proprio flusso di idee che approdano alla mente scorrendo libere da impedimenti. Questi impedimenti possono essere dovuti a stati patologici di stress in cui la neurochimica del nostro organismo è alterata oppure a condizionamenti che innescano in noi determinati schemi fissi.
Quando nella quotidianità si incontrano parte di questi schemi, la superficie mnesica completa il resto, secondo il disegno che abbiamo in mente. Questo è un sistema di comunicazione a innesco o inerzia.
Tale sistema può essere molto utile in diverse situazioni, in quanto ci consente di individuare in anticipo pericoli, problemi o altro, ma in certi casi ci blocca in una sorta di schema rigido che ci inibisce nel comprendere o fronteggiare situazioni apparentemente o inizialmente simili, ma che poi si rivelano differenti e richiedono per la loro soluzione un approccio nuovo e creativo.


Educare al pensiero creativo
Educare al pensiero creativo significa guidare il bambino affinché sappia ridefinire i problemi (problem setting) e cercare nuove strategie per affrontarli (problem solving). Quindi non solo ragionare su schemi già appresi con il pensiero deduttivo, ma imparare a far uso in modo autonomo e spontaneo del pensiero esplorativo e produttivo.


Imparare e pensare
Pensare non è sempre naturale ed imparare non è pensare. Per pensare si intende una riflessione generativa. In tale ottica imparare è un processo meno attivo di pensare.
Noi abbiamo essenzialmente due forme di pensiero. C’è innanzi tutto il pensiero più semplice, che cerca di comprendere le cose, così come sono, facendo un semplice ragionamento che porta da A a B. Tale forma di pensiero (la più diffusa nelle situazioni scolastiche) si limita a scrutare la realtà e assorbirla. 
Ma, oggi, si tende a lasciare più spazio al pensiero produttivo in grado di muoversi da A a B con collegamenti (che fanno uso di mappe mentali) non sempre evidenti e in grado di trarre conclusioni da osservazioni, meno ovvie, non individuate a prima vista.

Il pensiero logico razionale (detto anche pensiero verticale) fa uso dell'emisfero sinistro e può essere rappresentato dalle mappe concettuali.

Il pensiero laterale (detto anche divergente) fa uso dell'emisfero destro e può essere rappresentato attraverso le mappe mentali.

giovedì 12 ottobre 2017

Cambiamenti climatici e agricoltura: il futuro che ci attende

Appuntamento sabato 28 ottobre 2017 con l'ottava edizione di MeteoLab.
Questo incontro di carattere scientifico è dedicato alla Meteorologia e Climatologia delle Alpi ed è organizzato dall'Associazione Forte di Bard in collaborazione con la Società Meteorologica Italiana e l'Equipe Arc-en-Ciel.
Studiosi e appassionati si confronteranno quest'anno sul tema:
Cambiamenti climatici e Agricoltura: quale futuro?

COME PARTECIPARE
Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria sino ad esaurimento posti
Info e prenotazioni
Tel. +39 0125. 833816
eventi@fortedibard.it

Visita il sito del Forte di Bard


La fillotassi spiegata ai bambini

Come si dispongono i fiori e le foglie sulle piante?
È frutto di casualità oppure la natura segue un suo disegno?
In natura quasi nulla è lasciato al caso. E anche quando pare che sia la casualità a governare l'andamento delle cose, in realtà poi si scopre che non è così.

I bambini che sono molto curiosi e vanno spesso alla ricerca dei perché potrebbero domandarvi perché le foglie e i fiori si dispongono in un modo così particolare, dando origine a disegni meravigliosi.
C'è una scienza precisa che si occupa di studiare questi fenomeni; essa si chiama fillotassi.


La fillotassi è una branca della botanica che studia l’ordine con cui le foglie e i fiori si distribuiscono sulle piante, dando origine a forme geometriche in molti casi spettacolari e suggestive.
Anche i petali di moltissimi fiori sono disposti come se un’ intelligenza superiore avesse seguito i numeri secondo la successione di Fibonacci

Infatti, in molti alberi, scegliendo una foglia su uno stelo (cui si assegna il numero “0”) e contando il numero di foglie fino ad arrivare a una foglia perfettamente allineata con la foglia “0”, si ha un numero di Fibonacci. 
Per esempio nell’olmo le foglie si distribuiscono in modo tale che partendo da una foglia si arriva alla foglia sopra con la spirale che attraversa 3 foglie. 
Nel ciliegio per ottenere la stessa cosa devo attraversare 5 foglie, mentre nel pero 8 foglie.

Fillotassi è un termine che deriva dal greco phyllon=foglia + taxis=ordine. 

La successione di Fibonacci spiegata ai bambini

La successione di Fibonacci è una successione di numeri interi in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti.
Tale successione prende il nome da Leonardo Pisano, un grandissimo matematico conosciuto come Fibonacci.
I primi due termini della successione sono 0 e 1.
Si procede sommando:
0+1= 1   1+1=2   1+2=3   2+3=5   3+5=8   5+8=13  e così via...
Pertanto, i primi termini della successione risultano:
0   1   1   2   3   5   8   13   21   34   55   89


Esiste una relazione tra successione di Fibonacci e proporzione aurea nel senso che, dividendo un numero di Fibonacci per quello precedente, si ottiene un numero che si avvicina molto alla sezione aurea (detta anche proporzione aurea o proporzione divina).
Leggi anche la scheda sulla proporzione aurea

Il ciclo idrologico spiegato ai bambini della scuola primaria

Il ciclo idrologico detto più semplicemente ciclo dell'acqua è un ciclo che si ripete grazie all'azione del Sole (agisce da motore propulsivo) che fa passare continuamente l'acqua da uno stato ad un altro:
– solido (ghiacciai)
– liquido (mari, fiumi, torrenti, laghi)
– gassoso (nubi).
Sotto l'azione del sole l'acqua evapora e sale nell'atmosfera. A causa delle correnti darà poi origine alle precipitazioni (pioggia, neve, grandine...).
Quando precipita nei fiumi, poi raggiunge i mari e gli oceani.
Quando precipita sul terreno viene assorbita da esso.
Quando si posa sulle vette si ghiaccia e forma i ghiacciai che costituiscono una preziosa riserva d'acqua.
L'inquinamento e il surriscaldamento della Terra sono fenomeni che vanno a incidere negativamente sul naturale ciclo dell'acqua che può venire compromesso. Per esempio quando i ghiaccia si sciolgono troppo in fretta, in seguito ai rialzi delle temperature fuori stagione.
Illustrazione di Chiara Gobbo

domenica 8 ottobre 2017

La storia di Cristoforo Colombo spiegata ai bambini

Illustrazione di Maria Mantovani
Cristoforo Colombo nacque a Genova nel 1451.
È stato un grande navigatore che contribuì a memorabili imprese e scoperte geografiche.
Nella sua più grande impresa salpò da Palos de la Frontera il 3 agosto 1492 per giungere nell'odierna San Salvador il 12 ottobre 1492.
Era alto, aveva il naso aquilino e gli occhi azzurri. Era loquace, affabile con gli estranei, dolce con i familiari. Aveva un cuore intrepido e una passione immensa per il mare e la navigazione. A solo quindici anni anni, aveva già raggiunto in barca la Grecia, il Portogallo, l’Inghilterra e l'Islanda.

giovedì 5 ottobre 2017

Consigli per crescere bambini felici, a casa e a scuola

Ecco una scheda illustrata nella quale sono riassunti i principali consigli per crescere bambini felici.
Gli ingredienti fondamentali sono il buon senso, la semplicità, la pazienza e l'amore (anche se quest'ultimo è superfluo nominarlo).
Illustrazioni di Pucci Violi

mercoledì 4 ottobre 2017

Come crescere bambini felici

In base ai sondaggi della OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) la Danimarca risulta il Paese in cui si vive più felici fra quelli delle Nazioni Unite (alla quale aderiscono 193 Stati del mondo).
Questo dato ha fatto sì che si accendessero i riflettori per comprendere i meccanismi che hanno portato i Danesi a vivere gioiosamente la vita. Alla base di tutto c'è la famiglia, i valori dell'attaccamento e della condivisione.
Secondo le osservazioni e gli studi condotti per oltre dieci anni da Jessica Alexander (giornalista americana sposata con un danese) e Iben Sandahl (psicologa) crescere bambini felici, che un giorno saranno adulti felici e a loro volta portatori di gioia, si può. Ce lo spiegano nel libro "Il metodo danese per crescere bambini felici", una guida pratica per evitare errori, che possono generare ansia e stress, con suggerimenti per conseguire soddisfazioni e gratificazioni attraverso l'empatia, maturando un buon rapporto figli/genitori.

Ecco alcuni consigli.

1. Alimentate il contatto con la natura trascorrendo, per quanto possibile,  ore all'aria aperta alla scoperta del mondo circostante.

2. Lasciate spazio alla creatività e all'immaginazione, attraverso il gioco creativo.

3. Favorite il gioco libero, anche da soli. In questo modo si rielaborano le esperienze e i conflitti. Attraverso i giochi di immedesimazione, usando voci diverse in ruoli diversi, i bambini sono in grado di riprodurre le situazioni circostanti e questo per loro è terapeutico.

4. Trascorrete tempo con loro, raccontando di quando eravate piccoli voi, mettendo in luce analogie e contrasti tra due generazioni.

5. Parlate loro di emozioni e insegnate l'empatia. Spiegate che cosa si prova e perché, dando un senso alle loro sensazioni di irrequietezza e rabbia quando esse si verificano. Non colpevolizzateli anche quando sbagliano in modo che in seguito non tendano a mentire per paura di giudizi o punizioni. 

6. Praticate lo spirito di squadra. Cercate molti momenti per fare delle attività insieme come leggere, passeggiare, ma anche cucinare, sparecchiare, riordinare. Strutturando il senso di appartenenza e condivisione ne guadagnerà anche il benessere in famiglia.

martedì 3 ottobre 2017

Il bonobo è dotato di empatia e spirito di solidarietà

La vita felice dei bonobo


Il bonobo è è un primate della famiglia degli ominidi.
Viene chiamato anche "scimpanzé pigmeo" o "scimpanzé nano".  
Oltre che per le ridotte dimensioni, i bonobo si distinguono dagli scimpanzé comuni per il colore nero del muso (tranne le labbra che sono rosa) e per i ciuffi di peli alla sommità della testa. In età matura possono evidenziare segni di calvizie.
In base agli studi scientifici, si stima che che la linea evolutiva dei progenitori di scimpanzé e bonobo si sia separata da quella dei progenitori degli umani circa 5 milioni di anni fa.
Invece, la separazione tra le linee evolutive di bonobo e scimpanzé viene si ritiene sia avvenuta circa un milione di anni fa. La causa si pensa sia dovuta al fatto che né gli scimpanzé né i bonobo sono in grado di nuotare e l'assetto del corso del fiume Congo ha impedito i contatti avviando un processo di differenziazione.
L'habitat naturale dei bonobo sono le foreste pluviali dell'Africa centrale (Congo) a circa 500 metri sul livello del mare, con clima caldo-umido. Soltanto in rare occasioni i bonobo si addentrano in aree non boschive. 
Si cibano in gran parte di frutta e verdura (molto più degli scimpanzé) ma cercano anche proteine di origine animale.
I bonobo (come gli scimpanzé) si muovono da quadrupedi e usano le nocche delle mani per appoggiarsi al suolo.
Vivono in comunità formate da una cinquantina di elementi (uomini, donne, cuccioli). La loro convivenza è molto pacifica. I bonobo sono dotati di empatia, sono in grado di provare compassione, di mostrare gentilezza e solidarietà. La loro vita è molto ricca di scambi di affettività. Sono gli unici animali che si baciano come noi umani. Secondo alcuni studiosi la loro vita felice è dovuta ai loro atteggiamenti di trasporto affettivo in grado di contenere i livelli di stress e le rivalità.
Alcuni studi sui bonobo in cattività hanno mostrato un particolare comportamento che vorrei portare alla vostra attenzione, perché potrebbe essere utile per parlare di lotta al bullismo e di solidarietà verso chi ne è vittima. Tale comportamento viene messo in atto quando c'è un'aggressione verso un membro di un gruppo, da parte di un altro membro. La vittima dell'aggressione viene sostenuta dai membri del suo gruppo con il "contatto affiliativo" (sedersi a stretto contatto, abbracciandosi, accarezzandosi, grattandosi a vicenda). Questa forma di comportamento evoluto ha lo scopo di contenere il disagio della vittima dell'aggressione e inoltre diminuisce le probabilità che si verifichino altre aggressioni nei suoi confronti, in futuro.

Racconti di Kafka adattati per bambini

Cari insegnanti, vi propongo un meraviglioso e poco conosciuto racconto di Kafka dal titolo "Una relazione per un'accademia". 
In questo caso avviene il passaggio inverso rispetto a ciò che avviene nel più celebre racconto "La metamorfosi" in un cui un uomo si trasforma in un animale.
In "Una relazione per un'accademia", una scimmia diventa uomo. 
Numerosi sono i rimandi significativi sottesi nella storia, che vi consentiranno molti spunti di riflessione in classe.
In primis, viene fatto notare come gli animali sappiano assumere comportamenti migliori rispetto alla misera condotta dell'uomo che spesso è senza scrupoli nei confronti di ciò che lo circonda.
La scimmia lottando, contro la prigionia inflittale dall'uomo, insegue la ricerca di una via di uscita, di un'ancora di salvezza, di una via d'uscita e di una ragione di vita. 
Senza farsi attanagliare dalla disperazione e dalla rabbia, osservando con distacco e lucidità il comportamento umano e le sue bassezze, prenderà una decisione. 
La sua scelta astuta la porterà verso la salvezza. 
Arrivata nel porto di Amburgo inizierà a lavorare nel varietà. Rifugiandosi nell'arte troverà la soluzione per superare le ferite e la prigionia.
L'adattamento di questo racconto è illustrato da Pucci Violi.

Franz Kafka e "La metamorfosi"

I tuoi bambini possono divertirsi pure leggendo stralci di opere di Kafka. Anche brani tratti dai grandi classici, magistralmente illustrati, possono appassionare gli allievi della scuola primaria.

Illustrazione di Pucci Violi

lunedì 2 ottobre 2017

Ti voglio bene amico albero

Guidare i bambini a risvegliare l'amore per la natura rappresenta oltre che un aspetto educativo anche un aspetto di promozione per la salute.
Infatti, il contatto con la natura aiuta a vivere meglio, ristabilendo l'equilibrio psico-fisico e sperimentando emozioni gioiose che alimentano la serenità.
Sono in molti a sostenere la validità terapeutica di abbracciare gli alberi.

Filastrocca sui nonni


Solo i nonni ti possono raccontare
storie antiche che sanno appassionare.
Hanno un grande bagaglio di esperienza
e ti sanno comprendere con tanta pazienza.
Hanno molto tempo per coccole e dolcezze
non fanno mai mancare le loro tenerezze.
Sono preziosi e vanno festeggiati
non chiamiamoli vecchi ma solo "prima nati".

© Vivacemente

Scambi di informazioni tra le cellule del nostro corpo

Quando le cellule sane danno a se stesse, al proprio interno, normali messaggi proliferativi (mi serve quella proteina, abbassa questo, alza quest'altro), in realtà attuano esattamente trasporti di massa dal punto di vista molecolare. I loro messaggi non sono telefonate, sono molecole che vanno da un punto all'altro e quando arrivano a destinazione si attaccano a qualcosa, un gene o un enzima, e gli dicono accenditi oppure fai questa determinata cosa. 
Io credo che quando si ha il cancro, questo trasporto delle informazioni avvenga in maniera sregolata, che il "sistema postale" all'interno della cellula non sia più lo stesso e certi messaggi vengano amplificati: qualche volta chissà perché il postino anziché portare una lettera ne fa diecimila copie e le distribuisce in giro. Altre volte, invece, non porta più la lettera e la fa a pezzi. Oppure sceglie di recapitare una certa lettera e ne rifiuta un'altra, creando il caos, destabilizzando l'intelligenza centrale della cellula. Questo scombussolamento complessivo noi lo chiamiamo cancro.
In condizioni normali le cellule sono perfettamente capaci di vedere se stanno bene o se stanno dando i numeri, cioè se cominciano a fare cose in forma patologica. Dispongono cioè di veri e propri controllori interni e quando si rendono conto che stano diventando pericolose per le cellule vicine, si suicidano. Questa è la cosiddetta apoptosi cellulare: la morte programmata. Tutte le cellule sanno che devono morire dopo un certo numero di cicli riproduttivi.
(...)
Il cancro fa parte della nostra vita, tutti noi abbiamo il cancro, centinaia, forse migliaia di volte, nel corso della nostra esistenza. Se mi guardassi dentro, adesso, potrei avere anche cento cancri. Grazie al cielo, però, il sistema immunologico è generalmente capace di trovarli, fermarli, ucciderli. Succede in continuazione.

Tratto dal libro "Il male curabile" di Michele Cucuzza.
La sfida di Mauro Ferrari contro il cancro

Il male curabile: La sfida di Mauro Ferrari, il matematico italiano che sta rivoluzionando la lotta ai tumori

domenica 1 ottobre 2017

La vera relazione tra ottimismo e felicità

«È il raggiungimento delle mete, dovuto a un impegno tenace e intelligente, che determina una visione ottimistica e fiduciosa, e non viceversa.»
«Teoricamente, due persone possono incontrare, nel corso della loro esistenza, la stessa quantità di felicità e infelicità. Ma è proprio il diverso modo di spiegare le cose che farà sì che solo una delle due si porrà il problema dei suoi fallimenti. L'altra, invece, si concentrerà sui suoi successi.»
Paolo Legrenzi

La felicità - Gli ostacoli alla felicità sono nella nostra mente, non nel mondo
Insegnare il potere del pensiero positivo per rendere felice la gente è un concetto alla base di molte guide americane tra cui quelle di un certo Norman Vincent Peale che ha scritto più di venti pubblicazioni su questa materia, vendendo milioni di copie. Anche diverse sette riescono ad avere molti seguaci promettendo il raggiungimento dei sogni e della felicità, utilizzando semplici ricette basate sul potere di attrazione dei nostri pensieri.

Secondo lo studioso Robin Dawes, uno dei critici di Seligman, un ottimismo eccessivo e forzato può diventare illusione su se stessi e sul mondo. 
Secondo Dawes l'ottimismo conduce alla felicità soltanto quando una visione positiva del futuro sia accompagnata da un tenace confronto e scontro con il mondo.
Questa riflessione contiene il concetto di consapevolezza in merito alle difficoltà della vita che non possono essere negate, ma che ci fortificano. E soltanto quando avremo dimostrato, soprattutto a noi stessi, che siamo stati in grado di superarle avremo conseguito la felicità. E questa felicità sarà autentica, non gonfiata da una forma di narcisismo (in base alla quale ci convinciamo che valiamo a prescindere dal nostro impegno e attendiamo fiduciosi che i nostri sogni si verificheranno soltanto perché li abbiamo fortemente voluti e pensati).

Grafologia e grafoterapia

La scrittura rivela chi siamo.
La firma chi vorremmo essere.
(Max Pulver)

Desideri scoprire i tratti che identificano gli aspetti del carattere di una persona?
Potrai così comprendere meglio te stesso e gli altri.

Fluidità, velocità, pressione, allunghi inferiori e superiori, occhielli, involuzioni, contorsioni, andamento, orientamento nello spazio...
sono tutti elementi che valutati nella loro globalità offrono molte indicazioni sulla nostra personalità e sul nostro stato d'animo del momento.

Comprendere le peculiarità della nostra scrittura – che rivelano il nostro modo di essere – e rivisitare il modello scrittorio per contenere gli stati ansiosi ritrovando equilibrio e armonia.

Due lezioni per scoprire questo appassionante mondo.
Per info su date e costi, invia una e-mail a:
mentenarrativa@gmail.com

Aiutare i bambini a coltivare la felicità

La felicità è qualcosa che va coltivata valorizzando gli eventi piacevoli e gli aspetti positivi di ogni situazione, maturando nel contempo uno spirito equilibrato e armonioso in grado di incassare i momenti difficili – inevitabili nella vita di ognuno – per strutturare la resilienza (capacità di resistere alle difficoltà).

Se siamo avviliti per qualche motivo cerchiamo di ridimensionare il nostro dispiacere in un certo intervallo di tempo e di spazio.
Quanto tempo potrà durare la rabbia per un oggetto che si è ammaccato o per una vacanza annullata? Non è certamente un fatto che ci condizionerà per tutta la vita, quindi dobbiamo vederlo in quell'arco di tempo e presto ci peserà più.
Se abbiamo fatto brutta figura in un determinato ambito e non siamo riusciti a dimostrare quello che realmente valiamo, dobbiamo pensare che in altre situazioni (diverse o più ampie) impegnandoci riusciremo a dare il meglio.

Quando accade qualcosa di negativo, questo non va "non riconosciuto" rifugiandosi in un ottimismo forzato e lontano dal contesto di reale difficoltà. Piuttosto ci si può chiedere se questo evento, per quanto spiacevole, non potrà generare qualche rimando positivo. Per esempio un periodo di malattia può accrescere la sensibilità, rafforzare vecchie amicizie o stabilirne di  nuove. Gli eventi negativi non vanno mai negati, ma superati con forza guardando al futuro. 

Educare i bambini alla felicità

A che cosa servirebbe dare un'istruzione ai nostri figli (o allievi), nutrirli in maniera sana, stimolarli a praticare sport... se poi a causa dello stress emotivo o di una loro predisposizione allo sconforto crescono come esseri infelici e ansiosi? Timorosi di non essere mai all'altezza, delusi per quello che non hanno, piuttosto che soddisfatti di quello che hanno?

Educare alle felicità si può ed è un diritto di ogni bambino capire come conseguirla predisponendosi in maniera equilibrata a superare gli ostacoli e ad apprezzare le gioie della vita. 
Non per tutti è innato e naturale predisporsi con animo leggero ad affrontare la giornata.
Ogni bambino, anche quello malinconico, ha diritto ad esternare la propria tristezza e ad essere compreso, trovando altresì il supporto giusto per volgere verso uno spirito più entusiastico.

Educare alla felicità non significa inculcare l'ottimismo a tutti i costi. Significa piuttosto rispettare il temperamento di ogni bambino sostenendolo affinché possa superare eventuali fragilità e spronarlo verso esperienze in grado di appassionarlo (vedi ) per rafforzare in lui le emozioni positive.

Ci sono molti giochi e attività che si possono fare in classe per educare alla felicità (scriverò presto altri post con schede didattiche su questo argomento).
In primis, noi stessi come insegnanti, dobbiamo comprendere (per poterlo trasmettere) come gli eventi positivi sono più apprezzabili se diluiti nel tempo e non concentrati in un solo momento.
Allo stesso modo gli eventi negativi o i sacrifici sono più sopportabili se non giungono tutti insieme, perché il nostro equilibrio psico-fisico è più a rischio quando deve elaborare troppi dispiaceri o fatiche contemporaneamente.

Chiediamo ai bambini:
– È più felice Marco che riceve un premio ogni tre mesi? 
– Oppure è più felice Andrea che riceve quattro premi tutti insieme e poi più niente per tutto l'anno?
Questo per spiegare che le gioie, come i premi, vanno assaporati. Avere tanto subito e poi più nulla porta inevitabilmente a scontrarsi con la delusione e quindi con l'infelicità.
Va notato che la mancanza di infelicità non coincide con la felicità. Infatti, la mancanza di infelicità può anche coincidere con uno stato di passività e apatia. Ben diverso è lo spirito entusiastico e gioioso in grado di modificare la chimica del nostro cervello attraverso la produzione di endorfine.

Voce-terapia per liberare la mente e aumentare l'autostima

Le logoterapie e le tecniche di educazione alla parola e al canto talvolta si sono dimostrate non risolutive. Infatti, non è sempre possibile rimuovere certi impedimenti psicofisici alla corretta emissione del suono vocale mediante esercitazioni circoscritte all’apparato orale e respiratorio.
Da una osservazione casuale, Francesca Romano ha intuito la soluzione teorica alle problematiche legate alla parola e al canto, e ha messo a punto alcune pratiche innovative ed efficaci per utilizzare appieno le potenzialità del corpo, cassa di risonanza della voce umana.

Filastrocca sulla festa di compleanno

sabato 30 settembre 2017

L'ora di lezione di Massimo Recalcati

L'ora di lezione è il titolo di un libro pubblicato da Einaudi e scritto da Massimo Recalcati, uno dei più autorevoli psicanalisti contemporanei.
Il libro è molto scorrevole in quanto è scritto sotto forma di romanzo e ripercorre l'infanzia e la giovinezza dell'autore che cerca di ricordare e comprendere quali insegnanti hanno fatto scattare in lui la voglia di apprendere e studiare e quali invece l'aveva frustrato e spento.
Alla scuola elementare era stato bocciato e costretto la ripetere la seconda, certamente la sua insegnante elementare non aveva capito molto di lui...

«Infilai così, uno dopo l'altro, insuccessi fatali per la vita di un bambino, tra cui quello ritenuto il più clamoroso tra tutti: bocciato agli esami (allora c'erano ancora) di seconda elementare.
La mia maestra, una donna severa, sempre vestita di nero, con occhiali spessi e accanita fumatrice di Muratti, viveva a Milano e con evidente frustrazione si doveva recare ogni mattina nella nostra scuola di provincia a Cernusco sul Naviglio...»

«Il maestro non è colui che possiede il sapere, ma colui che sa entrare in un rapporto singolare con l'impossibilità che attraversa il sapere, che è l'impossibilità di sapere tutto il sapere

«Ogni insegnante insegna a partire da uno stile che lo contraddistingue. Non si tratta di tecnica né di metodo. Lo stile è il rapporto che l'insegnante sa stabilire con ciò che insegna a partire dalla singolarità della sua esistenza e del suo desiderio di sapere.»

«Il vero cuore della Scuola è fatto di ore di lezione che possono essere avventure, incontri, esperienze intellettuali ed emotive profonde.»

«Una lezione è tale solo se sa mantenere sveglio il desiderio, se sa generare transfert, trasporto, innamoramento primario sul sapere. Quel che resta della Scuola deve essere la Scuola come sentinella dell'erotismo del sapere, della possibilità contingente del risveglio.»

Fondamenti delle emozioni, dell'attaccamento, della comunicazione e autoregolazione.

La teoria polivagale elaborata da Stephen Porges (New Jersey 1945) rappresenta un modello che può essere applicato alla salute di ognuno per comprendere la predisposizione a certe patologie o disturbi (in ambito oncologico, autoimmune, psicologico...).
Si tratta in sintesi di una teoria sul legame mente-corpo, che si propone di spiegare i meccanismi neurofisiologici alla base del continuo scambio di informazioni tra mente e corpo.
Il libro "La teoria polivagale" presenta gli studi quarantennali di Stephen Porges sulla neurobiologia comportamentale delle emozioni, sulla regolazione degli affetti, sull'intelligenza intra e inter-personale.
L'autore è uno dei principali ricercatori del sistema nervoso autonomo (il sistema neuronale che controlla in gran parte funzioni inconsce come il battito cardiaco, la respirazione e il comportamento sociale). 
La teoria polivagale di Stephen Porges sta riscuotendo un grande successo fra i clinici di tutto il mondo per le sue geniali illuminazioni sul modo in cui il sistema nervoso autonomo influenza le nostre abilità relazionali, le nostre convinzioni e la nostra vita intima.

venerdì 29 settembre 2017

Tutti i nomi delle emozioni

Le emozioni sono numerosissime, assumono un'infinità di sfumature e contorni.
Molte emozioni nella lingua italiana non hanno un nome preciso con il quale sia possibile identificarle immediatamente. Per descriverle è quindi necessario comporre un'intera frase.
A chi desidera scoprire le emozioni senza nome, che hanno un nome in altre culture, consiglio il libro: Atlante delle emozioni umane edito da Utet dal quale ho estrapolato alcune emozioni che riporto qui di seguito.

Song
È normale, quando si è ancora bambini, sentirsi frustrati quando, dopo aver suddiviso la torta, a noi resta soltanto una fetta minuscola. 
Crescendo si impara a mascherare i propri sentimenti; da adulti lamentarsi per aver ricevuto qualcosa in meno può sembrare per alcuni addirittura una cosa meschina.
Invece tra gli Ifanuk, il song è una reazione giustificata e lecita poiché gioca un ruolo fondamentale nell’accertarsi che le cose vadano nel modo più giusto e rispettoso per tutti.
Gli abitanti della piccola isola Ifaluk nell’Oceano Pacifico sono propensi a esternare la loro indignazione quando viene commessa un’ingiustizia che li priva di qualcosa.

Litost
È un emozione della cultura cecoslovacca, il cui nome è difficile da tradurre. 
Secondo lo scrittore Milan Kundera è impossibile comprendere l’animo umano senza considerare questa emozione.
Essa descrive quel vortice di risentimento e furia che ci solleva da terra quando ci accorgiamo che qualcun altro ci ha calpestato e reso infelici.

Ligest
L’antropologa americana Michelle Rosaldo portò il liget all’attenzione dei lettori occidentali negli anni ottanta.
Abituata a pensare alla rabbia come a un’emozione totalmente negativa, imparò a coglierne alcuni aspetti positivi. Al di là degli scatti d’ira e discussioni inutili, può offrire anche stimoli e motivazioni. Per esempio per dimostrare che si vale di più di quanto si è stati giudicati. 
Michelle Rosaldo condusse questi interessanti studi lavorando tra gli Ilongot, una tribù di cacciatori di teste che vivono nella oscura giungla della Nueva Vizcaya nelle Filippine. La parola liget è il nome dato a una sorta di energia rabbiosa, capace di alimentare gli oggetti inanimati oltre che i corpi umani.
– Se non fosse per il liget – dicevano gli Ilongot – noi non avremmo una vita, non lavoreremmo mai.

Bambini che ridono e sorridono

I bambini ridono (o sorridono) circa 300 volte al giorno. Gli adulti, invece, per quanto abbiano un atteggiamento positivo, arrivano  a non più di 100 tra sorrisi e risate. Certuni arrivano a stento a 10 espressioni del viso che ricordano l'ilarità.
Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto:
1. A essere contento senza motivo.
2. A essere sempre occupato con qualcosa.
3. A volere con ogni sua forza ciò che desidera.
(Paulo Coelho)

Gli adulti sono troppo seri per me. Non sanno ridere. 
Meglio scrivere per i bambini, è l’unico modo per divertire anche me stesso.
(Roald Dahl)

Ecco una fantastica idea regalo per far ridere e divertire i bambini: una raccolta delle più belle storie di Roald Dahl.

Educare alle emozioni e alla gioia

"Alfabetizzazione Emotiva". Un testo agile che affianca gli insegnanti nel delicato compito di sostenere i bambini verso la comprensione e la gestione delle emozioni, accrescendo la loro intelligenza emotiva e favorendo altresì un clima armonioso nel gruppo classe, in grado di prevenire ogni forma di prevaricazione e bullismo.
Il libro è composto da:
- pagine in cui vengono trattati argomenti relativi a dinamiche psicologiche e sociali, in maniera scorrevole ma scientifica ed esauriente;
- pagine con proposte operative da svolgere insieme ai bambini.
Ecco l'indice con gli argomenti trattati.


Formato: 17 x 24 cm
Pagine: 120
Rilegatura: con spirale, per una facile fruibilità 
Prezzo: 22 € (incluse spese di spedizione con raccomandata tracciabile)

Pagamento: Bonifico Bancario intestato a Grantam Editrice
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Riceverete il libro in pochi giorni, sarà spedito con raccomandata tracciabile.

Chi è di Torino può trovare questo libro presso la libreria di via Cernaia 40 (staz. Metro XVIII dicembre, zona Porta Susa). Tel 011543516

giovedì 28 settembre 2017

Rebus, ginnastica per la mente

La mente per restare in forma ha bisogno di allenamento.
Quindi, così come ci alleniamo in palestra per mantenere un fisico atletico e scattante, è bene fare un po' di sana ginnastica anche per i nostri neuroni (cellule che costituiscono il cervello).
I rebus rappresentano un modo sano e divertente per mantenere attiva la mente!


Sbadigliare fa bene e ossigena il cervello

 
Lo sbadiglio, molto spesso accusato ingiustamente di essere sintomo di noia e disinteresse, in realtà è un modo per scaricare tensione, aiutare il corpo a rilassarsi e la mente a riattivarsi.
Purtroppo è stato ritenuto a lungo segno di cattiva educazione, soprattutto se non ci si mette la mano davanti alla bocca, tuttavia è oggi è rivalutato da psicologi, coach e allenatori sportivi. 
Favorisce la distensione della muscolatura e lo sciogliersi delle articolazioni.
Esiste lo "yoga dello sbadiglio" e lo "stretching sbadigliato" basati sulla pratica dello slogamento mandibolare che induce rilassatezza. 
Vari test sui simulatori di guida hanno dimostrato che sbadigliando si hanno fino all'80% di probabilità in meno di avere un incidente. Il motivo è che la maggiore quantità di ossigeno che arriva ai polmoni con gli sbadigli induce il rilassamento muscolare e una minore attività della mente razionale a favore del cervello "inconscio" preposto al controllo dei riflessi istintivi che risultano 4 volte più veloci.

mercoledì 27 settembre 2017

Da Barbablù a Majorana

Durante l'estate ho letto il libro Otto saggi brevi di Marina Caracciolo, pubblicato da Genesi Editrice.
Ci tengo a precisare che tutti i libri suggeriti nel mio Blog sono libri che ho letto e che mi hanno coinvolto (o per l'aspetto emotivo o per gli approfondimenti di grande interesse).
La saggista (che avevo già avuto modo di apprezzare in altri testi)  è superlativa nel coniugare il rigore per l'indagine storica (regalandoci una serie di notizie singolari e stimolanti) con la fluidità e la piacevolezza della lettura.
La sostanza che accomuna ben sette saggi è l'approfondimento incentrato su figure femminili. Donne vittime di persecuzioni (come nel ciclo favolistico di Barbalù), donne che hanno trovato la strada per esprimere il loro talento attraverso la scrittura (come Irène Némirovsky, Anna Ventura, Natalie Babbitt).
Unica eccezione alla prevalenza della figura femminile è rappresentata dall'analisi di un testo di Leonardo Sciascia "La scomparsa di Majorana", attenta ricognizione del mistero, ancora irrisolto, che circonda la sparizione del grande scienziato siciliano, vittima anche lui, forse, di qualche persecuzione. 
Otto saggi per riflettere su aspetti poco noti, intrisi di fascino e mistero.
Una lettura deliziosa e arricchente, molto utile soprattutto agli insegnanti che potranno trovare ottimi spunti sui quali lavorare in classe.

Gli insegnamenti di Ippocrate spiegati ai bambini

Ippocrate (Cos, 460 a.C. circa – Larissa, 377 a.C.) è ritenuto il padre della medicina. Tutt'oggi i suoi insegnamenti sono ritenuti validi e molto preziosi.

Insegnare ai bambini a riconoscere le emozioni

Spiegare ai bambini che è possibile comprendere lo stato d'animo di un'altra persona attraverso tanti segnali:
- l'espressione del viso; le espressioni legate alle principali emozioni sono uguali in tutte le culture e in tutti i tempi
- il modo buffo in cui si spalanca la bocca (per esempio quando si resta sorpresi di fronte a qualcosa di inaspettato)
- il linguaggio del corpo (per esempio chi ha paura si rannicchia e si chiude a riccio)
- il tono della voce (chi prova rabbia solitamente urla)
- il colorito (chi è terrorizzato spesso sbianca, chi prova imbarazzo diventa rosso)

Far intervenire i bambini chiedendo loro di portare degli esempi legati alle loro esperienze emotive.

Le emozioni secondarie arrivano attraverso l'esperienza

Le emozioni primarie sono legate all'istinto. Ogni persona, che è unica e speciale, è predisposta dalla nascita a provare più intensamente alcune emozioni rispetto ad altre. 
Attraverso l'esperienza, non solo quella relativa ai primi anni di vita, ma anche quella dei primi mesi, si arriva a provare le emozioni secondarie.
Un bambino con una normale predisposizione alla paura, se da piccolo si trova ripetutamente in situazioni in cui scatena aggressività o ha subìto qualche grosso spavento, sarà molto probabilmente un bambino terrorizzato, chiuso e diffidente. Spiegare questo ai bambini significa insegnare loro a capire meglio loro stessi e anche i loro compagni affinché possano sviluppare l'empatia, qualità necessaria per l'instaurarsi di un clima sereno dove regnano comprensione e tolleranza. 

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello

L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello è forse il libro più celebre di Oliver Sacks.
Si tratta di una raccolta di 24 racconti i cui protagonisti sono per lo più suoi pazienti.
Uomini e donne che fin dalla nascita, o d'un tratto a un certo punto della vita, si trovano a dover fare i conti con un diverso modo di essere e percepire il mondo. Da qui le loro difficoltà a interagire, a comprendere e a farsi comprendere.
Il primo racconto, quello che dà il nome a tutta la raccolta, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello, narra la storia di un illustre musicista che si accorge di non riuscire più a riconoscere le persone dal volto, e quindi si deve aiutare con l'ascolto della loro voce.
Alla fine della visita con il dottor Sacks, il musicista scambia il volto della moglie, seduta accanto a lui, per il suo cappello e cerca di afferrarlo per metterselo in testa.
Perdere alcune facoltà neurologiche compromette in maniera devastante la nostra vita, tuttavia sono sorprendenti le capacità del nostro cervello di supplire alle mancanze, trovando nuove strade per sopravvivere adattandosi alle nuove condizioni.
Stupefacente anche il racconto de L'incarnata, una donna che perde il senso della propriocezione e del tatto e si trova a mettere in atto strategie per non perdere l'equilibrio e per percepire le sensazioni perdute sulla sua pelle. Escogita così, per ritrovare piacere nella vita, di viaggiare su un auto cabriolet per lasciarsi accarezzare dal vento e godere di quella flebile sensazione.

Viva i nonni

Iniziamo a pensare come festeggiare i nonni.
La loro festa è all'inizio di ottobre.

Per celebrare l'importanza del ruolo svolto dai nonni all'interno delle famiglie e della società in generale si è pensato di dedicare a loro una giornata che è il 2 ottobre.
Questa giornata in cui si celebra la Festa dei nonni è una ricorrenza civile introdotta nel nostro Paese con la Legge n. 159 del 31/07/2005.
Illustrazione di Pucci Violi

Qual è la differenza tra paura, angoscia (ansia) e fobia?

La paura si ha in riferimento a qualcosa di concreto e tangibile.
Esempio: ho paura delle vipere quando a funghi per i boschi.

L'angoscia è riferita a qualcosa di astratto.
Esempio: sono angosciato dal fatto di non sentirmi ben voluto dai compagni di classe.

La fobia è riferita a qualcosa di concreto, che però in realtà non è così pericoloso, tuttavia provoca un turbamento esagerato nella persona che la prova.
Esempio: la fobia degli insetti o dei ragni; oppure la claustrofobia (paura degli spazi chiusi e angusti come gli ascensori).

Pochi dei nostri processi psicologici sono coscienti; per la maggior parte sono involontari, e l'operato di tali processi è più che mai evidente nei disturbi da ansia e nelle fobie che ci appaiono tanto irragionevoli. I sintomi dell'ansia, dicono gli autori, sono una manifestazione di meccanismi di sopravvivenza guidati dai processi cognitivi. L'elaborazione dell'informazione sensoriale, che aveva per l'individuo una funzione autoprotettiva in circostanze di pericolo, può disattendere i suoi scopi interpretando come pericolosi eventi in realtà innocui. 

Nella prima parte del libro L'ansia e le fobie, Beck offre un quadro ampio e dettagliato di questi disturbi, presentando un modello esplicativo in termini della persistenza di strategie arcaiche messe in atto per fronteggiare minacce fisiche e psicosociali. 
Nella seconda parte Emery presenta un programma per la cura dei disturbi da ansia e delle fobie basato sul modello teorico sviluppato nella prima parte.

BES Bisogni Educativi Speciali nella scuola primaria

Didattica per i bisogni educativi speciali. 
Strategie e "buone prassi" di sostegno inclusivo. 
Questo libro presenta una metodologia di didattica speciale, più efficace e più umana, alcuni metodi specifici di lavoro e varie "buone prassi" che hanno portato al conseguimento di soddisfacente risultati. L'insegnante ha a disposizione una cornice culturale generale, modelli operativi ed esempi selezionati con cura. Gli esempi e le "buone prassi" sono state scelte con i criteri della novità, dell'efficacia nel raggiungere gli obiettivi e della riproducibilità in contesti differenti.

Effetto Placebo, intervista al Prof. Fabrizio Benedetti

In merito all'argomento effetto placebo, effetto nocebo, ripubblico l'intervista fatta al più grande studioso italiano di questa parte delle neuroscienze.
Questa intervista, di qualche anno fa, è ancora molto attuale ma ci tengo a evidenziare il nuovo libro di Fabrizio Benedetti pubblicato nel 2016 dalla casa editrice scientifica Giovanni Fioriti Editore.
Articolo tratto dal periodico VivacementeTre

Il codice dell'anima, Hillman

Quando, da giovane mamma, cercavo qualcosa che mi illuminasse per crescere il mio bambino, dal temperamento ribelle e oppositivo, tra le tante letture mi imbattei nel grande psicologo James Hillman
Il codice dell'anima ha rappresentato per me un libro indimenticabile, di quelli che senza offrirti soluzioni su un piatto d'argento, cambia per sempre il tuo modo di vedere le cose e guardare agli altri, facendo maturare la consapevolezza che il grande impegno di un genitore o di un insegnante, per quanto non darà frutti immediati, costituirà un humus perché un giorno possa germogliare qualcosa di grande.

Vi riporto alcune citazioni tratte da Il codice dell'anima.

“La vocazione si esprime nei capricci e nelle ostinazioni, nelle timidezze e nelle ritrosie che sembrano volgere il bambino contro il nostro mondo mentre servono forse a proteggere il mondo che egli porta con sé e dal quale proviene.” 

“Ciascun essere umano compensa le proprie debolezze con la forza, potenziando e controllando ogni inettitudine.” 

“La nostra vita non è determinata tanto dalla nostra infanzia, quanto dal modo in cui abbiamo imparato a immaginarla.” 

“A questo punto, diventa straordinariamente facile comprendere la nostra vita: comunque siamo, non potevamo essere altrimenti. Niente rimpianti, niente strade sbagliate, niente veri errori. L'occhio della necessità svela che ciò che facciamo è soltanto ciò che poteva essere.” 

“Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima.”

martedì 26 settembre 2017

Un antropologo su Marte, Oliver Sacks

Tutti i libri di Oliver Sacks sono meravigliosi per l'enormità di ciò che possiamo imparare godendoci altresì una lettura scorrevole e avvincente.
Potranno mai trovare una via d'intesa e comprensione persone neurotipiche e persone neurodiverse? Oppure ci sarà qualcuno destinato a sentirsi estraneo al mondo come si potrebbe sentire un antropologo su Marte?
Questo libro è una raccolta di sette racconti "neurologici" che possono apparire surreali ma sono invece aderenti alla realtà. I protagonisti infatti sono personaggi reali che Sacks ha avuto modo di incontrare durante la sua professione medica come neurologo.
Narrare storie toccanti che arrivano dritte al cuore e nel contempo conquistano la mente per il valore dell'approfondimento scientifico: questa è la nota distintiva di Sacks e questo libro è uno dei suoi capolavori.

lunedì 25 settembre 2017

Differenza tra temperamento, carattere, personalità


Il temperamento è qualcosa che abbiamo fin dalla nascita, quindi ha una base biologica legata al nostro cervello. È possibile essere predisposti all'ottimismo, oppure al pessimismo o essere ciclotimici (oscillanti tra entusiasmo e sconforto).

Il carattere si plasma in relazione all'ambiente in cui viviamo, all'educazione e alla formazione che riceviamo, sulla base del temperamento innato.

La personalità è risultato finale determinato dal connubio di temperamento e carattere. Il rapporto mente-corpo è imprescindibile nella strutturazione della personalità di ogni individuo. Nell'adolescenza la personalità è ancora in via di formazione e si può considerare del tutto strutturata con l'età adulta.

Per chi desidera saperne di più in tema di personalità,
su questa guida troverà 1000 modi per valutare 
il carattere, la creatività, l'intelligenza

PNEI: la nostra salute si fonda sull'equilibrio tra vari sistemi

Superato il vecchio approccio riduzionista, che separa nettamente corpo e mente, oggi anche la medicina ufficiale ritiene che il nostro stato di salute sia il frutto di un equilibrio derivante da una molteplicità di fattori. 
Il nostro corpo può funzionare come una macchina perfetta, quando il sistema nervoso, endocrino e immunologico sono messi nelle migliori condizioni, cosicché anche la nostra psiche possa trarne emozioni positive che a loro volta si riverberano sul nostro corpo fino al conseguimento di un equilibrio perfetto che origina armonia. 
Corpo e mente in stretta relazione si influenzano vicendevolmente e si coordinano come gli orchestrali durante una sinfonia.
Alla luce di quanto detto, possiamo affermare che oggi la PNEI sia divenuta il paradigma delle scienze della cura.

Quando sul corpo o sulla mente avviene qualcosa per cui cessa il coordinamento all’interno dei vari sistemi psico-neuro-endocrino-immuno, l’equilibrio si perde. E se questa situazione si protrae a lungo, i meccanismi di compensazione non reggono più e possono subentrare situazioni croniche infiammatorie fino ad arrivare a vere e proprie patologie.
A chi desidera approfondire questi temi consiglio un volume ricco che tratta gli argomenti in maniera scientifica ma nel contempo chiara e semplice. È una sorta di guida sulla quale troverete ogni patologia con l'indicazione delle varie implicazioni corpo/mente. 

"La salute è una situazione di intrinseca adeguatezza"
Prof. Francesco Bottaccioli - Fondatore SIPNEI 

(Società Italiana di Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia)