martedì 11 luglio 2017

La volpe e l'uva - favola di Esopo

Una volpe affamata vide dei grappoli d'uva che pendevano da un pergolato e tentò di afferrarli. Ma non ci riuscì.
– Robaccia acerba ! – disse fra sé e sé, e se ne andò.
Esopo

Questa favola vuole spiegare che
anche gli esseri umani, quando non riescono a raggiungere un obiettivo, trovano una scusa.

La cornacchia e la brocca - Esopo

Non solo le volpi ma anche le cornacchie sono astute. Questa è la storia di una cornacchia molto astuta e creativa.
Illustrazione di Chiara Gobbo

L'aquila dalle ali mozze e la volpe

Un'aquila fu catturata da un uomo
che le mozzò le ali e la mise tra il pollame di casa.
L'aquila stava a capo chino e non mangiava per il dolore:
sembrava un re in catene.
Poi la comperò un altro, che le strappò le penne mozzate
e con uno speciale unguento le fece ricrescere.
Allora l'aquila prese il volo, catturò una lepre
e la donò all'uomo che la guarì.
Ma la volpe che la vide ammonì:
– I regali devi farli anche al padrone di prima:
questo è già buono per natura;
l'altro invece è meglio che tu lo rabbonisca,
perché se ti dovesse catturare di nuovo
non ti mozzi le ali. 
Esopo

La morale della favola è che
va bene ricambiare i benefattori,
ma bisogna anche rabbonire i malvagi 
per scongiurare futuri pericoli.

Il pescatore che batteva l'acqua

Un pescatore pescava in un fiume.
Dopo aver teso le reti dall'una all'altra riva,
batteva l'acqua con una pietra legata a una corda,
perché i pesci, fuggendo all'impazzata,
andassero ad impigliarsi nella rete.
Vedendolo intento a questa operazione, un'abitante del luogo
lo rimproverava perché insudiciava il fiume
e non permetteva loro di bere un po' d'acqua limpida.
Ma il pescatore rispose:
– Se non intorbidisco l'acqua, io non posso procurarmi il cibo. 
Esopo

Questa favola riflette sul fatto che per certe persone senza scrupoli creino disagio negli altri e compromettano l'ambiente circostante al fine di aumentare i loro gli affari.

L'abete e il rovo - Esopo

L'abete si vantava con il rovo:
– Io sono alto, bello, slanciato,
io sono forte e servo per costruire
le travi dei tetti e le navi.
Come osi misurarti con me?
Ma il rovo replicò:
– Se ti ricordassi della scure e della sega
chi ti fanno a pezzi,
forse preferiresti essere un rovo.

La morale della favola è che
non è saggio esaltarsi vantando i propri pregi.

L''astronomo - favola di Esopo

Un astronomo aveva l'abitudine di uscire
tutte le sere a studiare le stelle.
Una notte che s'aggirava nella campagna
con tutta la mente rivolta al cielo, cascò in un pozzo.
Mentre si lamentava e gridava, un passante gli si avvicinò.
Saputo cos'era capitato, gli disse:
"Mio caro, tu cerchi di sapere quello che c'è nel cielo,
e intanto non vedi quello che c'è sulla terra ".
Esopo

Questa favola è per quelle persone
che si vantano di cose incredibili,
mentre non sanno fare le cose più semplici.

L'asino e le cicale - Esopo

Sentendo cantare le cicale, un asino,
pieno d'invidia per quella voce melodiosa,
chiese loro che cosa mangiavano per poter emettere tali suoni.
"Rugiada" - risposero quelle; e l'asino, aspettando che scendesse la rugiada, morì di fame.
Esopo

La morale della favola è che
quando si hanno aspirazioni incompatibili con la propria natura, si rischia di procurarsi dei guai.

La gallina dalle uova d'oro - Esopo

Un tale aveva una gallina che faceva le uova d'oro,
e pensava che dovesse avere molto oro nelle viscere.
Allora, per averlo tutto, decise di ucciderla,
ma dovette constatare che all'interno era fatta come tutte le altre.
Così, per la speranza di trovare la ricchezza tutta in una volta,
si privò anche del modesto ma sicuro provento.
Esopo

La morale della favola è che 
bisogna accontentarsi di quello che si ha, 
invece di essere insaziabili.

Le rane vicine di casa - Esopo

Due rane erano vicine di casa:
una abitava in uno stagno profondo e discosto dalla strada,
l'altra in una pozzanghera sulla strada stessa.
Quella dello stagno consigliava all'altra di trasferirsi da lei,
per godere una vita più comoda e più sicura,
ma questa non le dava retta e diceva
che non poteva staccarsi dalla sua dimora abituale;
ma un brutto un giorno passò di li un carro che la schiacciò.
Esopo

La morale della favola è che
non bisogna essere disposti a subire il peggio
per timore di cambiare le proprie abitudini.

La tartaruga e l'aquila

Una tartaruga pregava l'aquila perché le insegnasse a volare,
e più questa cercava di dimostrarle che era contro natura,
più quella insisteva nella sua richiesta.
Allora l'aquila l'afferrò con i suoi artigli,
la sollevò in alto, e poi la lasciò cadere.
La tartaruga cadde su una roccia e si fracassò.
Esopo

La morale della favola è che non bisogna scimmiottare gli altri perché può essere controproducente.

La capra e l'asino - Esopo

Un tale possedeva una capra e un asino.
La capra, che era invidiosa dell'asino perché gli davano molto da mangiare,
andava dicendogli che lo maltrattavano, ora facendogli girare la macina,
ora caricandolo di pesi, e lo consigliava di fingersi epilettico
e di lasciarsi cadere in un fosso, se voleva sottrarsi alle fatiche.
L'asino le diede retta: si buttò giù e si ruppe le ossa.
Allora il padrone chiamò il veterinario e gli chiese un rimedio.
Questi ordinò che gli facessero un'infusione di polmone di capra.
Così, per curare l'asino, uccisero la capra.
Esopo


La morale della favola è che:
chi pianifica inganni contro gli altri
diventa l'artefice dei propri mali.

Il lupo e l'agnello - Esopo

Ecco un'altra favola di Esopo: Il lupo e l'agnello


La cicala e la formica

Era inverno. Le Formichine stavano asciugando il grano Che avevano Messo da Parte Durante l'estate e periodo Che si bagnato. Una cicala affamata Andò a CHIEDERE Loro del Cibo.
Una Formichina rispose: - Perché Durante l'estate non Fatto hai anche tu provviste?
- Avrei voluto, ma non avevo tempo per le provviste tariffa Perché cantavo gioiosamente. E poi, in verità, Faceva troppo caldo per Lavorare! - Si giustificò la cicala.
La formica Guardo la cicala e le Disse: - Beh, se Durante Tutta l'estate ti sei divertita a cantare, ora d'inverno balla!

Esopo

La lepre e la tartaruga

Illustrazione di Pucci Violi

Il lupo e la gru

La celebre favola di Fedro "Il lupo e la gru" fa riflettere sull'importanza di mantenere le promesse, sul valore della gratitudine e sul rispetto per gli altri.
Illustrazione di Pucci Violi

sabato 8 luglio 2017

L'animale più longevo al mondo

L'animale più longevo al mondo risulta essere lo squalo della Groelandia.
Biologi marini che studiano nei centri di ricerca della Norvegia, Danimarca e Groenlandia hanno infatti valutato che la lunghezza della vita del Somniosus microcephalus (nome scientifico di questo vertebrato marino) è in media di 270 anni.
Tuttavia, in alcuni casi può estendersi a 400 anni.

Gli esemplari adulti dello squalo della Groenlandia raggiungono in media i 4-5 metri di lunghezza, e pesano più di 1.000 kg. 
Battono ogni record di longevità fra i vertebrati di terra, mare e cielo.

Per procedere al calcolo degli anni di vita di un animale si analizza il loro tessuto calcificato, ma lo squalo della Groenlandia ne è carente. Quindi, al fine di determinare con precisione l’età degli squali i ricercatori sono ricorsi allora alla tecnica della datazione al radiocarbonio analizzando il cristallino degli occhi di trenta femmine finite casualmente nelle reti di pescherecci del nordatlantico. Dai loro dati è emerso che queste ultime raggiungono la maturità sessuale quando superano i 4 metri, e questo equivale a un’età minima di 155 anni.
Lo squalo della Groenlandia cresce di 1 cm all'anno.

lunedì 3 luglio 2017

Giochi per la divisione in sillabe

Fumetto in omaggio a Stefano Benni

Fumetto illustrato da Vince Ricotta.
Questo testo vuole essere un omaggio a Stefano Benni.
È ispirato a "Un cattivo scolaro" tratto dalla raccolta di racconti "L'ultima lacrima".


Umorismo e ironia, aiutare i bambini a svilupparli

Ridere fa bene alla salute
Il riso abbonda sulla bocca degli stolti, dal latino “Risus abundat in ore stultorum”. Così recita un antichissimo detto, per dire che chi ride molto è uno stupido. 
Poi Molière ci insegnò che “si piange con il cuore, ma si ride con il cervello”. Partendo da questo assunto, chi ride fa largo uso del cervello. Quindi, in tempi più recenti, la risata è stata simbolicamente associata alla vita e alla gioia di vivere. 
Ridendo ci si rilassa e tutto il corpo ne acquista giovamento. Studi scientifici hanno dimostrato che il buonumore mette al riparo dalle infezioni determinando un aumento (minor riduzione) dell'immunoglobulina A, un anticorpo che, nell’ambito del sistema immunitario, aiuta a neutralizzare i corpi estranei come virus e batteri.
La gelotologia (dal greco ghelos=riso e logos=scienza) è una nuova disciplina che studia l'attività del ridere, del buonumore e del pensiero positivo come rimedio a numerosi disturbi psicofisici.
Si basa sugli studi di psiconeuroendocrinoimmunologia che hanno evidenziato l’influenza diretta degli stati mentali e delle emozioni sul sistema immunitario e viceversa.
Grazie alla gelotologia si è scoperto che con le risate, quelle spontanee e incontenibili che coinvolgono gran parte dei nostri muscoli anche addominali, si attivano precise strutture nervose periferiche che producono le endorfine, sostanze chimiche dotate di una potente attività analgesica ed eccitante che esercita sul nostro corpo un effetto simile alla morfina. 

La risata unisce
La risata è, essenzialmente, l’espressione di una complicità, del trovarsi d'accordo. Non ridiamo tutti delle stesse cose. Ridere delle stesse battute significa condividere qualcosa. La risata unisce e ci rimette in sintonia con gli altri, siano essi gli autori delle battute o i nostri amici con i quali condividiamo lo spazio e il tempo per ridere, di fronte a uno spettacolo comico o una pellicola divertente. 

Come scatta la risata?
Si ride quando, in un discorso o in una situazione, sopraggiunge un’alterazione nel corso normale degli eventi. Il riso è dunque un atto liberatorio, con il quale reagiamo d’istinto a circostanze inattese. 

Qual è la differenza tra comicità, umorismo e ironia?
“Comico” è tutto ciò che spinge al riso in modo immediato e spontaneo, in quanto la risata nasce dal fatto di cogliere, in una certa situazione, un contrasto rispetto alla normalità, una forma di rottura di schemi, un cambio di prospettiva. 
“Umoristico” è quanto spinge a un riso misto di riflessione ed empatia: si può dire che l’umorismo rappresenti una forma più sottile di comicità, basata sull’osservazione di aspetti insoliti e bizzarri della realtà che ne consentono una comprensione più profonda. 
“Ironico” è ciò che utilizza un particolare modo di esprimersi (ironia) per cui sotto le parole traspare un altro messaggio; quindi si fa un’affermazione e si sottintende il suo contrario, con un intento critico.
Si ritiene importante sostenere i bambini affinché sviluppino un buon senso dell’umorismo e dell’ironia. Questo li potrà aiutare in futuro a superare difficoltà relazionali migliorando i rapporti con gli altri e imparando a sdrammatizzare. 
Un abile scrittore ironico contemporaneo è Stefano Benni al quale è dedicato il fumetto dal titolo “Bravi scolari”, ispirato al suo celebre racconto “Un cattivo scolaro”.

Rossana d'Ambrosio

Favorire la solidarietà e la generosità

A scuola, ma prima ancora in famiglia, educare alla solidarietà, al rispetto, alla condivisione è un atto sociale di vitale importanza, affinché tutti si possa godere di pari opportunità per affrontare una vita serena e degna.
È fondamentale, quindi, crescere i bambini insegnando loro che è bello poter godere di determinate ricchezze, purché queste non siano solo nelle mani di alcuni, ma possano essere apprezzate da tutti.
In quest’ottica, tutti i bambini del mondo hanno diritto a nutrirsi in modo adeguato, a ricevere un’istruzione, a giocare serenamente, ad essere amati e compresi.
Una famiglia dove i bambini, già da piccoli, hanno un riferimento che rispecchia un modello di condivisione dei ruoli tra mamma e papà è sicuramente un buon punto di partenza. Inoltre, è importante fare in modo che eventuali cose superflue che desideriamo donare ai figli, vengano fatte apprezzare. È giusto, quindi, che i bambini abbiano almeno il tempo di desiderarle e che le vedano magari come un premio raggiunto per il loro impegno.
Sensibilizzare i piccoli affinché sappiano capire le problematiche delle persone più fragili di loro (per motivi di salute o per situazioni familiari difficili) è imprescindibile per creare nel gruppo (classe, società) quella forma di tolleranza e rispetto fondamentali in ogni comunità civile e democratica.