Vivacemente insieme

Vivacemente insieme

mercoledì 5 novembre 2014

Impariamo a conoscere la Sindrome di Asperger

La Sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo, considerato per lo più come una forma dello spettro autistico definito "ad alto funzionamento".
I disturbi pervasivi dello sviluppo sono disturbi che compromettono varie aree relative a: competenze comunicative, interazioni sociali,  interessi ed attività.

I primi studi di questi disturbi ci giungono da Leo Kanner che per primo descrisse una dozzina di bambini caratterizzati da chiusura relazionale, con apparente disinteresse per gli altri, azioni e comportamenti ripetitivi, incapacità di gioco immaginativo o simbolico, assoluto bisogno di mantenere inalterate le caratteristiche dell’ambiente e le abitudini.

Nella casistica di Kanner questi bambini si comportavano goffamente come se avessero avuto un lieve ritardo mentale, pur manifestando in altre situazioni e di fronte a determinati test una buona intelligenza.
In quegli stessi anni Asperger descriveva bambini che avevano caratteristiche abbastanza simili a quelle di Kanner, con deficit nella relazione interpersonale e nella espressione delle emozioni, ma con abilità cognitive e linguistiche sostanzialmente intatte.

Il termine "Sindrome di Asperger" venne usato, in una rivista medica del 1981, dalla psichiatra inglese Lorna Wing. Utilizzo questo nome in onore di Hans Asperger, uno psichiatra e pediatra austriaco il cui lavoro non venne apprezzato fino agli inizi degli anni novanta.
Bambini con questo disturbo manifestano i primi problemi più tardi rispetto ai bambini autistici poiché le loro capacità intellettive  e il loro linguaggio sono buoni, ma si applicano (e con molta assiduità in certi casi anche ossessiva) solo a certi argomenti di interesse escludendo gli altri, non sono abili nello sviluppare rapporti di amicizia e tendono a isolarsi.
Gli individui con la Sindrome di Asperger hanno un'intelligenza nella norma e spesso superiore alla norma, sono in grado di offrire enormi contributi intellettuali ma allo stesso tempo, a causa della loro bassa capacità di empatia, danno la sensazione di essere persone con insensibilità sociale e possono apparire indifferenti verso i propri cari.
In campo lavorativo arrivano anche a risultati ottimi, soprattutto in ambiti in cui non è richiesta un'interazione sociale.
Le caratteristiche più frequenti sono:
- Interazioni con i coetanei poco fluide, per lo più faticose e goffe.
- Contatto visivo scarso (talvolta assente) o troppo intenso.
- Mancanza di attenzione verso gli altri e i loro diversi punti di vista; scarsa empatia.
- Difficoltà a comprendere le regole sociali che per questo motivo infrangono (può essere utile spiegargliele attraverso le tavole illustrate)
- Tendenza a parlare "verso" (piuttosto che "con") gli altri, con scarsa attenzione alla loro reazione di risposta
- Linguaggio buono, ma talvolta troppo formale/ampolloso/pedante; difficoltà a percepire un senso diverso al di là di quello letterale.
- Difficoltà a comprendere le metafore, mancanza di senso di umorismo per la difficoltà a cogliere le battute spiritose e i doppi sensi.

Le difficoltà comunicative si acuiscono per l'estrema difficoltà a cogliere il linguaggio non verbale (espressioni del viso, gestualità…). Molti insegnanti o genitori si vantano che coi loro allievi/figli sia sufficiente uno sguardo per richiamarli all'ordine. Con i bambini con Sindrome di Asperger questo sguardo non basta, ma sono necessarie abilità maturate con la conoscenza del problema e idonee a interagire con loro in maniera efficace.

La mancanza di reciprocità sociale si manifesta spesso con forme di egocentrismo (per esempio, nelle conversazioni tendono a non tenere in considerazione le reazioni altrui).

Nel bambino in età scolare le buone abilità verbali possono in qualche misura mascherare la gravità della disfunzione sociale, nascondendo agli insegnanti le reali difficoltà del bambino a stabilire relazioni con gli altri e a comprendere le regole. Per questo motivo, spesso, erroneamente al bambino sindrome di Asperger, vengono attribuiti atteggiamenti di ostinazione, menefreghismo e caparbietà.
L'interesse a stabilire relazioni sociali può aumentare nell'adolescenza via via che i soggetti si autoconsapevolizzano sulla loro scarsa integrazione col mondo esterno e da qui aumenta il desiderio di riuscire ad avvicinarsi con gli altri, ma per lo più questo si scontra con le loro difficoltà. Quindi seppur maturano l'interesse verso l'amicizia, le difficoltà coi coetanei, li spingono a stringere rapporti amicali con persone molto più grandi o più giovani.


Verso l'adolescenza alcune persone che presentano tale disturbo, per compensare le loro lacune, imparare a utilizzare i propri punti di forza (per es. le loro ottime conoscenze in campi specifici, spesso diventano collezionisti o super esperti in determinati ambiti) .
Spesso il senso di isolamento sociale e una crescente capacità di consapevolezza possono portare all'insorgenza di depressione o ansia nel giovane adulto.
La sindrome di Asperger si manifesta di più nei maschi che nelle femmine nella proporzione di 7 a 1.

La prognosi è significativamente più favorevole che nel disturbo autistico, tanto che studi di follow-up riportano che molti soggetti, in età adulta, sono in grado di conseguire un lavoro ben retribuito e raggiungono la piena autosufficienza personale.
Pare che molte persone oggi in età adulta, pur avendo compreso le loro difficoltà, non immaginano neppure di poter avere questa sindrome (anche perché non sanno neppure che esista) questo le porta a non darsi spiegazioni sul perché non riescano a stabilire relazioni con facilità.
Questo deriva dal fatto che ci sia ancora molta ignoranza in materia. Molti adulti che hanno avuto una diagnosi, seppur tardivamente, comprendendo il problema (loro e i loro familiari) sono riusciti ad affrontare meglio i loro problemi relazionali e di adattamento all'ambiente circostante.
Alcune coppie vivono un grande disagio a causa di uno dei due che tende a manifestare queste atteggiamenti e il partner li interpreta come mancanza di sensibilità o scarsa affettività.
Abbattuto il muro dell'ignoranza, un coniuge si deprimerà molto meno capendo che l'apparente disinteresse non è verso di lei (o di lui), ma è parte di una condizione neurologica.
Molti insegnanti non sapendo nulla della sindrome di Asperger pensano di avere allievi demotivati, ostinati e poco affabili coi compagni, senza sapere che questi bambini vorrebbero ma non hanno gli strumenti (scarsa capacità di empatia) per integrarsi armoniosamente con il resto della classe.
Conoscere tutto questo è importante nel rispetto dei bambini che hanno diritto di essere aiutati, delle famiglie che spesso sono state tacciate di non aver saputo educare i loro figli insegnando le regole fondamentali, ed inoltre è utile nei confronti dell'intera comunità affinché si possano radicare e consolidare sani principi di rispetto e solidarietà umana.

Per approfondire l'argomento e trovare indirizzi utili per il supporto e il confronto, vai al link dello gnomo aspirino, un grande papà che organizza iniziative di sensibilizzazione insieme alla sua meravigliosa famiglia.
http://www.gnomoaspirino.it

Hans Asperger, pediatra austriaco (Vienna 1906, Vienna 1980)
Leo Kanner, psichiatra austriaco naturalizzato statunitense (Klekotow 1896, Sykesville)

Alcuni studiosi hanno riportano che molti personaggi illustri abbiano manifestato atteggiamenti e caratteristiche compatibili col quadro della Sindrome di Asperger, come l'intenso interesse in un campo del sapere, unito a difficoltà sociali.

Tra questi personaggi:
Albert Eistein, Alfred Hitchcock, Michelangelo, Wolfgang Amadeus Mozart

Nessun commento:

Posta un commento