Vivacemente insieme

Vivacemente insieme

domenica 30 novembre 2014

Neurodiversità, neurotipicità

Riguardo alla sfera neurale, le persone possono essere neuro-tipiche quando vi sono tratti caratteriali comuni che si riscontrano abitualmente, oppure neuro-atipiche quando si palesano tratti e aspetti comportamentali che si discostano dalla consuetudine.

Alcuni adulti, che fin da bambini manifestavano un particolare modo di essere che li faceva sentire spesso a disagio e distanti dagli altri – per le diverse modalità nel comunicare, percepire le emozioni, memorizzare le cose – oggi sono riusciti a dare un senso, a trovare una spiegazione al loro modo di essere fuori dal comune. Per molti è stato quasi un sollievo comprendere che il loro modo di essere “originali” non è unico e può rientrare nel quadro della sindrome di Asperger.

Ascolta il punto di vista della mamma di una bimba con sindrome di Asperger

Su questo tema organizza seminari, incontri, approfondimenti, giornate di formazione per insegnanti e genitori, lo Gnomo Aspirino. Troverete la sua storia e le sue iniziative sul sito www.gnomoaspirino.it

In breve, lo Gnomo è un papà che si chiama Ugo Parenti e che si adopera per sensibilizzare gli insegnanti, ma anche le persone comuni, a conoscere la sindrome, ad accogliere e sostenere coloro che, a causa di una scarsa abilità sociale, si trovano in difficoltà nell’entrare in empatia con gli altri.

“Be Crew”, cioè “fare equipaggio” è il primo suggerimento suggerimento dello Gnomo, per tutelare e affiancare i bambini con sindrome di Asperger. Un invito rivolto non solo ai genitori, ma anche agli insegnanti, affinché non succeda più, come in passato, quando bambini con scarse competenze sociali venivano considerati oppositivi e deliberatamente disobbedienti, mentre le loro mamme erano ritenute fredde, poco inclini a trasmettere l’affettività e la buona educazione.

Oggi si sa che i bambini con SA hanno bisogno di più tempo per capire ciò che gli altri capiscono istintivamente. Quindi, le regole vanno opportunamente spiegate, magari anche con il supporto di disegni per essere meglio assimilate, così come viene suggerito nel volume di Carol Gray, dal titolo “Il libro delle storie sociali”.

“Conoscere, comprendere, affrontare” è un altro dei messaggi trasmessi ai partecipanti al seminario. Conoscere il modo di comunicare, di gioire, di amare delle persone con SA, significa possedere gli strumenti per capire, affrontare e superare la sofferenza di chi si ritrova isolato a causa dell’ignoranza altrui.

I bambini con SA sono poco inclini a capire il linguaggio non verbale, non riescono quindi a comprendere correttamente le espressioni facciali e loro stessi possono assumere espressioni inadeguate al contesto, che possono essere interpretate come atteggiamenti beffardi e fuori luogo.

Questi bambini manifestano spesso intolleranza ai rumori e ai gesti improvvisi che per altri possono essere semplici buffetti scherzosi. Alcuni non amano il contatto fisico, perché sono ipersensibili al tatto e questo dà loro una scarica troppo forte (come potrebbe essere per noi un fastidioso solletico); ciò non significa che siano anaffettivi ma semplicemente che per entrare in sintonia con loro è necessario trovare la strada giusta.

Le persone Asperger hanno tratti molto differenti tra loro, per questo non è facile fare una diagnosi e molti casi sono considerati dubbi, cioè al confine della neurotipicità. Tutti noi abbiamo delle particolarità. Comprendere le nostre e quelle altrui ci aiuta a vivere meglio, in un mondo in cui l’unica cosa che ci rende davvero uguali è la nostra imprescindibile unicità.
Dunque, siamo tutti diversamente uguali! Oppure ugualmente diversi, fate voi!

© Rossana d’Ambrosio, articolo pubblicato su VivacementeTre

Potrebbe anche interessarti questo articolo:
Primi segni: riconosci tuo figlio?

Nessun commento:

Posta un commento